livorno pisa derby infinito creativita scienza confronto

livorno pisa derby infinito creativita scienza confronto

di Redazione Derby Derby Derby

di Francesco Quattrone –

Un derby sentitissimo dove la rivalità è da semaforo rosso. Due città vicine, ma con ostilità dalla A alla Z: il senso di prevalere, di battere i rivali di sempre è l’obiettivo primario delle compagini.

Nonostante la loro vicinanza, le due sono completamente diverse: da una parte Livorno, con la sua universalità, l’unione con le altre culture attraverso il cuore pulsante del porto, ma anche la vena artistica che scorre nelle suo sangue. Dall’altra, Pisa: colta con la sua Università e la storia dei suoi monumenti, un patrimonio italiano che fa conoscere al mondo tale bellezza. Possiamo definirlo anche il derby della concretezza e dell’istruzione. Termini che uniti farebbero l’unione perfetta.

Ma la realtà è ben diversa. Il tasso di rivalità è altissimo, parte dal lontano 1919 e arriva fino ad oggi. Un derby secolare, uno di quelli dove capisci cosa significa vincere. Si ritorna a respirare questo in Serie B, dopo ben 10 anni. L’ultimo in cadetteria fu infatti disputato nella stagione 2008/09, con vittoria nerazzurra per 2-1. Non a caso, il primo della storia lo vinse il Pisa così come l’ultimo in B.

Nel totale, però, a comandare è il Livorno con 32 vittorie complessive, contro le rispettive 18. Una curiosità: nelle  5 partite in Prima Categoria (massima serie dell’epoca) gli amaranto riuscirono ad ottenere solo un pareggio.

Livorno-Pisa non è un semplice derby, e qualcosa che va oltre; non solo in campo, la rivalità, come detto tocca diversi ambiti. Storia, cultura, scienza, creatività, insomma queste due città hanno un potere assoluto insieme. Ma una vorrà, sempre, prendersi la fetta più grande della torta. Quel gradino sul podio, tanto desiderato e cercato, è tornato ad essere l’obiettivo più grande. Non solo calcio, c’è di più: bisogna vincere tutto.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy