playout non si toccano intanto solo uno scappellotto al palermo

playout non si toccano intanto solo uno scappellotto al palermo

di Redazione Derby Derby Derby

di Franco Ordine –

Il Palermo ha salvato la pelle. La corte d’appello della federcalcio ha capovolto il verdetto di primo grado e trasformato la retrocessione all’ultimo posto di serie B in una penalizzazione di 20 punti nella classifica che comporta, per il gravissimo illecito amministrativo (da 40 milioni di euro che avrebbe impedito l’iscrizione nei precedenti tre anni, ndr), la perdita del diritto a disputare i play-off, tra l’altro già in via di conclusione con la finale Cittadella-Hellas Verona. Uno scappellotto insomma. La conseguenza successiva è la seguente: il Foggia, rimasto terz’ultimo in graduatoria, deve retrocedere in Lega pro insieme con Padova e Carpi mentre Salernitana e Venezia sono costrette a giocare i play-out. Già: è proprio questa la nostra prossima battaglia giornalistica. E cioè far rispettare il principio che è stato sancito dal provvedimento del Tar del Lazio e confermato, in modo molto più solenne, dal collegio del Coni incaricato dal presidente Gravina di dare una risposta al quesito regolamentare.

I play-out non potevano essere “cancellati” nel corso della stagione e tra l’altro per “salvare” la Salernitana di Claudio Lotito. Domani giovedì 30 era in agenda a Milano la riunione del consiglio direttivo della serie B, convocato dal presidente Balata, per fissare le date dei play out. Ma è stato tutto rinviato. Forse anche perchè secondo voci di corridoio, ci sarebbero state pressioni per mandare deserto il vertice e quindi impedire la fissazione del calendario già pronto (4 e 8 giugno). In questo caso, al presidente Gravina non rimarrebbe che una sola azione da compiere: commissariare la lega di B come suggerito da Antonello Valentini, ex dg della federcalcio della presidenza Abete. Il legale di Lotito e della Salernitana ha già fatto sapere che ricorrerà al consiglio di stato per impugnare la decisione del Tar del Lazio. La strategia è una sola: guadagnare tempo per scollinare la data del 14 giugno, ultimo giorno utile per tenere in sede i calciatori i quali poi, per regolamento, devono partire per le ferie. Se Lotito riuscirà nell’intento avrà inferto un’altra martellata alla credibilità del settore.

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