Il Novara non ha disputato una grande stagione: nono in classifica e il pareggio-eliminazione di Arezzo dai play off. Uno dei migliori è stato senza dubbio Umberto Eusepi, numero 9 e bomber che ci mette sempre l’impegno. Un attaccante che ha dato tanto, che ha lottato su ogni pallone e che ci ha sempre creduto.

Il Novara non ha disputato una grande stagione: nono in classifica e il pareggio-eliminazione di Arezzo dai play off. Uno dei migliori è stato senza dubbio Umberto Eusepi, numero 9 e bomber che ci mette sempre l’impegno. Un attaccante che ha dato tanto, che ha lottato su ogni pallone e che ci ha sempre creduto.

di Marco Scipioni

di Simone Balocco – 

Con il 2-2 al “Città di Arezzo” di mercoledì scorso, si è conclusa la stagione del Novara. Non è bastato agli azzurri recuperare in dieci minuti due gol alla squadra di dal Canto per centrare la qualificazione alla fase nazionale dei playoff di Serie C. Per Cacia e compagni era necessario vincere contro i toscani visto che, in base al regolamento, nella prima fase, la squadra di casa ha a disposizione due risultati su tre mentre per gli ospiti è necessario solo ed esclusivamente il segno “2” in schedina.

I tifosi del Novara ci hanno creduto fino all’ultimo in un’epica rimonta: passare il turno, diventare la vera scheggia impazzita e diventare l’avversario da evitare, vista comunque la qualità di alcuni giocatori della rosa.

La stagione del Novara però è stata molto agrodolce: partita con i favori del pronostico per un ritorno immediato in Serie B, la squadra prima di Viali poi di Sannino e poi ancora di Viali si è “svegliata” solo durante i playoff contro Robur Siena e Arezzo. Ed i tifosi sono molto arrabbiati perché se la squadra avesse giocato tutta la stagione con la stessa intensità degli ultimi 180 minuti, la classifica della squadra sarebbe stata migliore e quindi una migliore griglia play off.

Della rosa azzurra, uno che questa stagione si è contraddistinto in positivo è stato senza dubbio Umberto Eusepi, colui che proprio al minuto 82 aveva portato il match contro Cutolo e compagni sul 2-2. Negli ultimi otto minuti (più recupero), i tifosi del Novara presenti al “Città di Arezzo” e quelli collegati da casa hanno creduto nella fantastica rimonta guidata proprio dal loro numero 9, uno che in tutta la stagione ha sempre messo la garra necessaria per il gol e la vittoria

Eusepi, 30 anni lo scorso 9 gennaio, è uno che da oltre dieci anni gioca a livelli professionistici e ha girato in lungo e in largo la Penisola per fare ciò per cui le squadre e i tifosi gli chiedono: fare gol.

L’attaccante di Tivoli è sempre stato uno che ha segnato sì, ma non tantissimo (91 gol in 329 partite, con trenta assist), ma è uno che fa tanto per la squadra. Ed in questa stagione, nonostante fosse il terminale offensivo, era più a centrocampo a togliere la palla all’avversario e ripartire piuttosto che stare nell’area ad aspettare la palla giusta ed insaccare in rete. E poi (forse) il Novara lo ha preso per motivi scaramantici: per chi ha Eusepi in squadra, la stagione è sempre…interessante (due promozioni ed una finale play off persa).

Questa stagione Eusepi ha segnato undici reti (di cui nove in campionato) e ha servito ben sette assist, un numero elevato per un attaccante: dei cinquantasei gol che ha segnato il Novara in stagione, tra gol e “ultimi passaggi”, c’è per il 32% il marchio “made in Tivoli”.

Molti tifosi azzurri storsero il naso sul suo arrivo sotto la Cupola, non tanto per i suoi trascorsi (risibili) con le maglie di Varese, Pro Vercelli e Pavia, ma per il fatto che è considerato un giocatore molto “caldo”e che in carriera ha cambiato tante squadre (tredici in undici stagioni da professionista). Eppure il numero 9 azzurro si è confermato il giocatore che è: spiccata visione di gioco, cazzimma, sacrificio, lotta su ogni pallone e maglia sudata all’uscita dal campo.

Eusepi ha cambiato quindi le carte in tavola: è stato tra i più positivi di questa stagione, non si è mai arreso, ha sempre lottato su ogni pallone e la sua rete ad Arezzo ha tenuto i tifosi del Novara (ed i padroni di casa) con il fiato sospeso: ancora una rete (magari ancora da parte sua) e il Novara oggi non sarebbe in…vacanza.

Eusepi ha dimostrato di essere un giocatore di alto potenziale, sempre alla ricerca di quel gol che non voleva arrivare: nelle prime dieci giornate, il numero 9 di Tivoli aveva segnato solo quattro reti (tra cui la doppietta con cui ha steso il Pistoia), con l’errore dal dischetto contro l’Albissola. Una cosa che ha dell’incredibile: tiro di Eusepi, portiere spiazzato, palla sul palo, palla che torna in capo e quindici secondi dopo la palla che entra nella porta novarese grazie a tre tocchi della squadra ligure. Stessa cosa ad Alessandria: rigore, palo pieno solo che i grigi non hanno poi segnato. Anzi, ha segnato lo stesso Eusepi con un gol di potenza a tre minuti dalla fine. Gol che valse l’1-1 finale.

Non ha sbagliato il rigore nella partita più emozionante della sua carriera: penalty contro la Lazio il 12 gennaio, spiazzando addirittura un portiere come Strakosha. Come non ha sbagliato il 27 aprile nell’ultima partita in casa contro la Robur Siena: rigore al 94′ e 2-2 finale che ha salvato il Novara dalla quarta sconfitta casalinga consecutiva.

Eusepi ha fatto le trafila della giovanili della Lazio per poi andare nella Roma e spiccare le ali nel calcio che conta. E non è un caso se ha sempre giocato in squadre con tifoserie calde e passionali (da Perugia a Benevento, da Salerno ad Avellino a Pisa) ed ovunque è andato a giocare, non ha mai lasciato indifferenti i tifosi e lui li ha contraccambiati sempre con prove maiuscole.

Eusepi è amato dai propri tifosi e detestato dagli avversari. Non ci sono vie di mezzo: leggasi ad esempio il parapiglia al suo ingresso nella ripresa nel match di Carrara con gli insulti da parte della tribuna da parte dei presenti e qualche parola di troppo con mister Baldini. E per capire, basta chiedere ai tifosi pisani cosa pensano di lui: lo hanno chiamato “il re”, poiché è stato decisivo per il ritorno dei nerazzurri in Serie B, nella stagione 2015/2016, con il suo gol nella finale play off contro il Foggia al 95′ pareggiando il gol di Iemmello su rigore di sei minuti prima. Peccato che poi la scorsa stagione l’incantesimo si ruppe, ma non per colpa del giocatore di Tivoli.

Ma Eusepi era già “re” a Perugia (stagione 2013/2014), portando il Grifo in B con tredici reti e cinque assist, portando la squadra in cadetteria dopo nove anni. A Benevento, la stagione successiva le reti furono addirittura diciotto, ma la corsa terminò nella finale play off persa contro il Como.

Dopo un anno e mezzo di appannamento, la chiamata del Novara è stata importante ed Eusepi ha saputo ritagliarsi il suo spazio, cercando sempre di “gonfiare” la rete.

L’attaccante è un trascinatore nato e a Novara (come in tutte le piazze dove è stato l’attaccante di riferimento) ha sempre caricato l’ambiente. E dopo il suo 2-2 contro l’Arezzo, molti tifosi azzurri hanno creduto nel miracolo.

Eusepi si è sacrificato molto, ha lottato sempre, ha alzato la voce in campo ed i tifosi lo hanno sempre apprezzato, perché uno quando si impegna non può che uscire comunque tra gli applausi e gli incitamenti, anche se la squadra ha perso.

Dal 1° luglio, Umberto Eusepi tornerà al Pisa da dove è arrivato in prestito secco e se tornerà a Novara lo farà da avversario, lui che al “Piola” da avversario ha giocato una volta sola in carriera (il 21 marzo 2010 quando militava nell’Esperia Viareggio) e sicuramente la tifoseria lo applaudirà. Poi se dovesse rimanere anche la prossima stagione, gli applausi diventeranno scroscianti.

Anche perché Eusepi è nato il 9 gennaio come uno che a Novara ha scritto la storia della squadra, Raffaele Rubino, anche lui “re” e numero 9 di una piazza che vuole scrollarsi di dosso subito il ricordo di questa stagione amara.

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