bilancio del principe milito 40 anni 1 triplete qualche derby

bilancio del principe milito 40 anni 1 triplete qualche derby

di Redazione Derby Derby Derby

di Serena Calandra –

Il mondo del calcio non è  fatto per tutti ma ciò non vuol dire che questo stesso mondo non appartenga a tutti. Solo i più forti, i più tenaci riescono ad emergere, chi prima, chi dopo se hai del talento è solo questione di tempo perché qualcuno possa notarlo e premiarti.

Accade dieci anni fa a Diego Milito, un talento scoperto all’età di 30 anni  nonostante le brillanti capacità e caratteristiche di un giocatore diventato mito grazie all’impresa segnata nel 2010 quando l’Inter di Mourinho conquistò Scudetto, Coppa Italia e Champions League.

Una storia complessa quella dell’argentino , che vale la pena ricordare nel giorno dei suoi 40 anni,  che prima di approdare nella Milano nerazzurra dovette fare un giro lungo, troppo e svegliare i miopi sportivi attraverso le sue giocate d’effetto prima al Genoa, in serie B, poi al Real Saragozza, club della Liga Spagnola, con il quale riuscì ad eliminare il Barcellona  ed il Real Madrid realizzando 4 reti su 6 nella semifinale della Coppa del Re, per poi ritornare nel 2008 al Genoa, rifiutando l’offerta del Tottenham incuriosito dal talento argentino.

Il Principe, alla ricerca del successo in Italia, in quella stagione seppe sfidare le grandi come pochi ad oggi sanno realmente fare e cosi guidato dalla volontà di emergere mostrando il proprio calcio, il 14 settembre realizza il suo primo gol stagionale portando i rossoblù alla vittoria proprio contro quella che sarebbe diventata la squadra numero 1 da sfidare in quel di San Siro, il Milan. Autore di grandi meriti anche nei successi successivi prima con la Roma, contro cui realizzò 2 dei 3 gol segnati dal Genoa, poi nel derby della Lanterna vinto dal grifone all’andata con il risultato di 0-1 e al ritorno per 3-0 grazie alla sua spettacolare tripletta, l’argentino seppe stupire e superare se stesso chiudendo la stagione con 24 gol realizzati e la corona in testa di miglior marcatore nella storia del Genoa in massima serie,  e secondo nella classifica marcatori di serie A del 2008/2009

Il grande successo e le grandi prestazioni risvegliano i miopi sportivi, e così il 20 maggio 2009 l’Inter di Mourinho annuncia l’acquisto di Diego Milito. L’esordio in nerazzurro avviene ufficialmente a Pechino in occasione della Supercoppa italiana contro la Lazio. Mentre in campionato la sua prima gara lo vide protagonista contro il Bari, incontro in cui l’argentino conquistò un calcio di rigore messo poi a segno da Eto’o. Il secondo impegno fu il derby di Milano, nello stesso Milito non mancò  l’appuntamento con il gol, segnando, su rigore la prima rete con la maglia nerazzurra. All’Inter conquista tutto e tutti : il 5 maggio segna la rete decisiva contro la Roma regalando il primo dei tre titoli della stagione nerazzurra : la coppa Italia.

Il 16 maggio ritorna ad essere decisivo nell’ultima gara di campionato contro il Siena: l’Inter e i suoi tifosi , possono finalmente sognare grazie alla rete dell’argentino che regala in quell’occasione non solo la vittoria del match ma soprattutto lo scudetto collocandosi in prima posizione davanti alla Roma. Una stagione entusiasmante e vincente a tutti gli effetti quella del principino argentino trasformatosi in Re il 22 maggio. Milito realizza la doppietta decisiva nella finale di Champions a Madrid contro il Bayern Monaco, conquistando il palcoscenico più spettacolare del calcio europeo.

Il resoconto finale stabilisce che la grande stagione dell’argentino, che insegnò a ballare il tango agli interisti e non solo, non fu solamente dettata dal carattere  dello stesso ma soprattutto dalla profonda convinzione che il principio della Resilienza gli appartenesse senza dubbi e perplessità.

I numeri: 30 gol in 52 partite, 3 titoli conquistati, nessuno finora in Italia capace di riuscirci, con la soddisfazione l’anno successivo di essere premiato nella Cerimonia per la consegna degli Uefa Club Football Awards per club come miglior attaccante della stagione e giocatore rivelazione dell’anno, furono per lui il più grande traguardo inimmaginabile anche solo col pensiero.

Sarà stata l’enfasi, la grande voglia di riscatto esibita ma quei numeri impressionanti non si ripeterono gli anni successivi, ne per Milito ne per l’Inter. Nonostante  le tante premiazioni e l’Oscar come miglior calciatore straniero e miglior calciatore assoluto del 2010.

Grande esempio di correttezza e stile, talento unico e indiscusso del calcio che conta, Milito seppe riuscire in quella impresa in cui in pochi riescono ancora oggi e che a distanza di anni emoziona ancora al sol pensiero: rimanere nella storia ritagliandosi un posto tra i grandi…!

 

 

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