le dinastie dello stile maldini facchetti le famiglie del derby

le dinastie dello stile maldini facchetti le famiglie del derby

di Redazione Derby Derby Derby

di Mauro Suma –

Sarà per il numero 3, lo stesso sia di Giacinto che di Paolo. Sarà per la testa alta, per la sobrietà d’alto bordo. Sarà per la forte passione, per la forte connotazione nerazzurra in un caso e rossonera nell’altro. Sarà per tutte queste cose, ma i Facchetti e i Maldini, in rigoroso ordine alfabetico, sono le famiglie calcistiche milanesi per eccellenza. Una famiglia padana e una triestina. In ogni caso una famiglia di capitani, per stile, per vocazione, per indole naturale.

Il comune di Milano ricorda i due patriarchi insieme, sotto braccio nelle foto allo stadio di San Siro. Che, per una volta, nel loro caso, è solo uno sfondo non protagonista. Giacinto sussurrava, Cesare osservava. Quasi tre anni fa il monumento è stato inaugurato alla presenza di Paolo Maldini e Gianfelice Facchetti. Entrambi spiriti liberi, uno grandissimo calciatore e l’altro ottimo uomo di palcoscenico. Molto più fedeli al carisma dei rispettivi papà, che ai vari clichè e ad un certo tran tran delle due società milanesi.

Oggi Paolo è direttamente coinvolto nel Milan e quando osserva gli allenamenti a Milanello, come dicono i giocatori, mette pressione semplicemente con il suo sguardo.  Non volendolo certo, ma è così. Sempre oggi, Gianfelice soffre certamente nel vedere come la fascia del suo papà è diventata oggetto di mediazione “politica”, addirittura di trattativa legale. Ma, proprio per questo, non ne parla. Vorrebbe spaccare tutto con una frase, ma si astiene. Silenzio, sono un Facchetti.

Quelli che non fanno silenzio sono invece i giornali. Si sono impossessati di Daniel. E Paolo sa cosa vuol dire.  Dal  figlio di Cesare, come era lui a fine anni Settanta, al figlio di Paolo. La convocazione in Nazionale Under 18 di suo figlio è tornata a sbattere un Maldini e i Maldini in prima pagina. Con Paolo combattuto fra l’orgoglio di papà e la discrezione di chi sa quanto pesi il suo cognome. E Gianfelice, al quale non si può rivolgere che un pensiero. Tornate, quanto prima, a regalarci anche un nuovo Facchetti.

 

 

 

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