mauro icardi le scuse spalletti lodo montolivo

mauro icardi le scuse spalletti lodo montolivo

di Redazione Derby Derby Derby

di Mattia Marinelli –

C’era una volta il lodo Mondadori. Cose dell’altra sponda di Milano rispetto all’Inter. Come del resto il lodo Montolivo, quel trattamento per cui vieni convocato per il ritiro ma non per la tournée estiva, per cui fai gli allenamenti settimanali ma non vieni convocato per la partita della domenica. Fatto salvo che se Montolivo era all’ultimo anno di contratto e forse di carriera, Icardi è il principale asset di mercato nerazzurro. Ma prima di arrivare all’applicazione del lodo in salsa nerazzurra con le sembianze e l’identità di Mauro Icardi, c’è di mezzo l’estate.

Una stagione, l’estate del 2019, iniziata in ogni caso nel modo più inaspettato e clamoroso possibile. Per capire quello che potrebbe accadere, vale la pena considerare quello che è già effettivamente accaduto. Ad esempio negli ultimi giorni dell’ultima settimana di campionato. Luciano Spalletti, al momento di svuotare armadietto e ufficio ad Appiano Gentile, non si è limitato a raccogliere le sue cose o a fare qualche saluto di circostanza. Il tecnico toscano ha raggiunto lo spogliatoio della squadra quando sapeva ci sarebbero stati quasi tutti i giocatori. È stato quello il momento in cui ha chiesto dove fosse Icardi.

Maurito si è fatto avanti e Spalletti lo ha additato. Davanti a tutti,  le sue parole: gli chiedo scusa. Perché non dovevo fare quello che gli ho fatto e nonostante questo lui si è comportato da professionista esemplare. Lo spogliatoio ha incassato e preso atto. Un po’ Spalletti si è forse sentito usato nella vicenda e un po’ ha capito quello che deve aver passato il suo giocatore, ma al tirar delle somme non se l’è sentita di andar via facendo finta di niente. Chi può non aver apprezzato, fra i compagni di squadra, possono essere stati o Handanovic o Ranocchia, gli unici veri oppositori degli Icardi’s. Tra Mauro e Perisic, infatti, possono esserci state delle incomprensioni ma nulla di irreparabile.

Quel che è stato è stato, adesso la posizione del bomber argentino è chiara: se mi avessero detto fin da gennaio che c’era necessità di fare questo scambio con la Juventus, avrei capito e probabilmente accettato. Dopo tutto questo teatrino e dopo tutta questa vicenda, la posizione della family argentina è irremovibile, si resta all’Inter. Resta da vedere se le mancate convocazioni e quel senso di vuoto derivante dal non giocare e dal non far parte del gruppo, smuoveranno questo grumo. Ma per il momento è così e dopo le scuse di Spalletti e prima del lodo Montolivo, c’è di un mezzo una lunga estate calda.

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