milan insanguinato vittorioso ancora vivo

milan insanguinato vittorioso ancora vivo

di Redazione Derby Derby Derby

di Mattia Marinelli –

Sangue dalle tempie di Suso in Torino-Milan e sconfitta. Sangue dal naso di Borini in Milan-Bologna e vittoria. Sangue dal sopracciglio di Borini in Fiorentina-Milan e vittoria. Ultimamente finiscono così le partite dei rossoneri. Con vittorie di misura, un po’ affannose, ma volute “col sangue”, in maniera non retorica ma effettiva, come dimostrano i casi sopra citati.

Non una vittoria da consegnare agli annali quella di Firenze, ma una vittoria da gruppo. Compatta, voluta, condivisa. Grazie al gol di Calhanoglu che segna quasi sempre contro la Fiorentina (e l’unica volta in cui il turco non ha segnato ai viola, il Milan ha perso, come dimostra il caso dello scorso 22 dicembre a San Siro), i rossoneri hanno fatto il verso al successo viola di San Siro.

A dicembre bastò un tiro di Chiesa ai viola per vincere la partita, al Franchi è bastata una strusciata di testa di Calhanoglu per conquistare i tre punti che vogliono dire, per il Milan, quinto posto a 180 minuti dalla fine del campionato. L’Atalanta è imperterrita e le vince tutte, ma i rossoneri sono ancora vivi dopo aver superato i due ex dal dente avvelenato, Mihajlovic e Montella.

Il Milan ha controllato una Fiorentina sotto asticella dal punto di vista mentale e caratteriale, prima del proprio gol. Poi si sono riviste paure, antichi tremori ed errori ricorrenti. La squadra viola è entrata diverse volte nell’area di rigore del Milan con una certa consistenza e con notevole pericolosità, ma contrariamente a quanto accaduto contro Parma e Udinese (le due partite che sono i veri rimpianti del Milan), la squadra di Rino Gattuso questa volta ha retto.

Abate ha detto “andiamo” duramente e intensamente ai compagni, prima della partita. Un atteggiamento che ha fatto capire sin da subito che il Milan non aveva perso la Champions in albergo a Firenze, come aveva fatto invece il Napoli un anno fa, prima di affrontare i viola e dopo quanto era accaduto in Inter-Juventus a San Siro.

Dal momento che la Curva rossonera ha cantato a pieni polmoni per tutti i 95 minuti di gioco, i giocatori del Milan dovranno dare tutto fino all’ultimo secondo dell’ultima gara di campionato, a Ferrara.

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