Paquetà trequartista

Paquetà trequartista

di Redazione Derby Derby Derby

di Max Bambara –

A volte capita di chiedersi “che cosa sarebbe successo se?”. Ed ancora più spesso succede di desiderare di poter tornare indietro per rivivere un evento, eliminando un impedimento ostativo e rifare quindi lo stesso percorso senza l’imprevisto. Si tratta delle cosiddette “porte girevoli della vita”, che sono perfettamente rappresentate dalle porte di una metropolitana che si chiudono, presenti come metafora in un film molto famoso girato alla fine degli anni 90.

Si intitolava “Sliding Doors” e, in esso, la straordinaria recitazione di una bellissima Gwyneth Paltrow ha dato modo al regista di rappresentare in maniera esaustiva gli aspetti più singolari e bizzarri della realtà controfattuale. Al Milan degli ultimi due mesi, qualche idea sui possibili snodi negativi di questa stagione sarà certamente venuta in mente. La stagione, in fondo, è girata attorno a due eventi negativi: la sconfitta contro l’Inter a metà marzo e l’infortunio di Paqueta ad inizio aprile.

Non essendo in un film, sul primo evento non c’è più la possibilità di tornare indietro. Sul secondo invece, c’è forse ancora il tempo per provare a togliersi un dubbio amletico: come avrebbe potuto essere il Milan con Paqueta e le due punte? Bisogna tornare indietro con la memoria al 2 aprile, ossia esattamente ad un mese fa. Il Milan è ancora quarto in classifica, ma Gattuso ha percepito che è necessario cambiare qualcosa rispetto al classico canovaccio andato in scena fino a quel momento.

E così, dopo la seconda sconfitta consecutiva (a Genova contro la Sampdoria, dopo aver perso il derby con l’Inter appena due settimane prima), l’allenatore milanista pensa che quel Milan ha bisogno di maggiore verticalità e presenza in area per pungere davanti. Fa così un salto con la memoria ai lontani tempi andati, quelli in cui, da giocatore, aveva avuto la fortuna ed il privilegio di giocare in un Milan ricco di qualità e di voglia di stupire ed opta così per il modulo “storico” del Milan, quello col trequartista e le due punte.

La prima mezz’ora di partita contro l’Udinese non è indimenticabile, ma è significativa. La squadra dà finalmente una sensazione di pericolosità nuova, diversa, tiene bassi gli avversari e viene esaltata dalle giocate geniali del brasiliano Paqueta. Rimane negli occhi una palla che i tifosi del Milan non vedevano da troppo tempo: una splendida verticalizzazione in campo aperto, di sinistro, per Cutrone, col giovane centravanti che si vede negare la gioia del gol solo da un grande intervento del portiere friulano.

Il Milan non fa cose trascendentali, ma quella struttura con due punte più Paqueta crea finalmente le bollicine e gli avversari dei rossoneri percepiscono che la pericolosità dell’attacco del Milan è molto diversa rispetto al solito. In un contrasto di gioco però, il ragazzo venuto dal Flamengo si fa male. Prova anche a rientrare in campo, ma la caviglia duole e lo sguardo di Paqueta è più emblematico di tante parole. Il brasiliano non ce la fa e deve uscire dal campo.

Da allora, praticamente da un mese, nella testa di molti milanisti ed in quella di Gattuso, balla una domanda figlia della realtà controfattuale: cosa sarebbe successo in queste ultime settimane se la caviglia di Paqueta non si fosse piegata in maniera innaturale? Non essendo un film possiamo fare soltanto delle ipotesi, ma visti gli esiti nella realtà non è azzardato dire che con quella formula (capace di regalare una mezz’ora di sensazioni antiche al popolo rossonero) oggi il Milan probabilmente avrebbe qualche punto in più.

Mancano ancora 4 partite alla fine del campionato e gli umori milanisti sono molto più bassi rispetto ad un mese fa. Il Milan non è più quarto, ma è rimasto ad un tiro di schioppo dalla zona Champions. C’è la convinzione che vincendo le prossime 2 partite, il traguardo sia ancora alla portata. In questo particolare scenario, è tornato disponibile Paqueta. Rino Gattuso così, in settimana, ha provato la formula di quel famoso primo tempo con l’Udinese. Piatek e Cutrone assieme con Paqueta dietro, in un 4-3-1-2 molto spregiudicato. Una sorta di “giochiamo senza pensare troppo”.

Forse è tardi per raggiungere l’obiettivo prefisso, ma se c’è ancora una speranza concreta, provare a giocarsela con questa formula è l’unica soluzione vera. Il destino sta offrendo al Milan una possibilità sul modello dello “sliding doors”. Spetta al Milan, adesso, riuscire a coglierla.

 

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