Il presidente del Torino Urbano Cairo interviene ad un dibattito intitolato “Il Presidente” nell’ambito di Milano Calcio City, Milano 1 Ottobre 2018. ANSA / MATTEO BAZZI

Il presidente del Torino Urbano Cairo interviene ad un dibattito intitolato “Il Presidente” nell’ambito di Milano Calcio City, Milano 1 Ottobre 2018. ANSA / MATTEO BAZZI

di Redazione Derby Derby Derby

di Mattia Marinelli –

Ad aprile, il presidente del Toro aveva polemizzato sugli episodi arbitrali di Milan-Lazio. A fine aprile Torino-Milan era stata caricata come la partita Champions della vita, ma dopo quella partita vinta anche grazie ad un rigore molto dubbio su Izzo, il Torino si è fermata.

Oggi il nuovo direttore sportivo della Roma è Petrachi, non si sa chi sarà il suo sostituto e nemmeno come sarà il mercato granata, ma Urbano Cairo parla e pensa solo in chiave Europa League. La scorsa settimana aveva fatto scrivere i giornali, in questa ha preso direttamente carta e penna il suo club.

Proprio così, i rossoneri sarebbero stati nuovamente chiamati in causa dal presidente Cairo, il quale avrebbe scritto una lettera all’Uefa per chiedere un chiarimento sulla situazione dei rossoneri. La squadra di Mazzarri è pronta ad anticipare il raduno pre-campionato dall’11 al 4 luglio con partenza per Bormio il 7 invece del 13 luglio.

Ricordiamo che la Camera giudicante dell’Uefa ha deciso di sospendere il giudizio sul Milan per le violazioni delle norme del fair play finanziario nel triennio 2015-2018, in modo da attendere la decisione del Tas sulle violazioni del triennio precedente. Il Tas però non ha fissato udienze fino al 14 agosto con il caso Milan, decisamente complicato: l’imputazione maggiore è stata quella di non chiudere prima un settlement agreement che avrebbe consentito di studiare un piano di rientro, pur con tutte le restrizioni e i paletti che questo comporta, ma sanare definitivamente il pregresso, esattamente come fu per Inter e Roma.

Il compromesso non dispiacerebbe neanche ai vertici Uefa che hanno capito come il Fairplay Finanziario, nato per sanare i conti dei club, sia diventato in realtà un sistema che tiene lontani gli investimenti e “purifichi”i rapporti di forza in atto.  Gli strumenti giuridici per un patteggiamento non mancano. Se le due parti raggiungeranno un accordo, il Tas non avrà più alcuna discrezionalità: dovrà limitarsi a certificarlo.

In assenza di un accordo simile, il Milan continuerà ad essere sotto osservazione triennio per triennio: quindi per il 14/17 si è rivolto al Tas dopo la condanna a 12 milioni di multa e all’esclusione dalle Coppe nel 2021 in caso di mancato pareggio di bilancio, per il 15/18 è appunto in attesa di giudizio, ma, continuando così, sarà sanzionato di nuovo per il 16/19 visto che anche nel bilancio in chiusura a giugno non rispetta la regola del pareggio.

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