progetto cr7 beppe marotta non tutti torti

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di Redazione DDD –

A gennaio, la Juventus ha pensato più a fare plusvalenze (Sturaro, Audero su tutti) che a sostituire Benatia con un difensore centrale di pari valore e nella notte dell’eliminazione dalla Champions al centro della difesa c’era Rugani. Onesto difensore, ma non da olimpo Champions. Il segnale è che la Juventus ha puntato tutte le sue fiches su Cristiano Ronaldo e poi ha gestito l’ansia economica che derivava dalla gigantesca portata dell’operazione. Adesso deve raccogliere i cocci: ha vinto Scudetto e Supercoppa e li avrebbe vinti anche senza Cristiano Ronaldo, è reduce da un mercoledì nero in Borsa e il prossimo bilancio risentirà comunque pesantemente degli effetti dell’operazione fatta sull’asso di Madeira.

Proprio come pensava un certo Beppe Marotta.

Le ricostruzioni giornalistiche di fine settembre 2018 sulla rottura Agnelli-Marotta, riferivano infatti che erano affiorati screzi (sulla gestione del settore medico, per esempio), ma non solo. Alla base della scelta di Marotta,  c’entra Cristiano Ronaldo. E’ sul portoghese che le visioni avevano cominciato a divergere, come scrivevano i giornali: Marotta ne aveva una più conservativa, riteneva che fosse sufficiente marcare il territorio in Italia e prolungare la tirannia domestica ritoccando la squadra di anno in anno. Agnelli aveva in mente, spalleggiato da Allegri, una svolta più coraggiosa, basata o su un profondo rinnovamento o su un salto di qualità clamoroso a livello di mercato. a rischio di sforare il budget. Marotta non è mai stato convinto della validità tecnica e finanziaria dell’operazione. A quel punto la Juve come la intendeva Marotta non esisteva più.

E di Marotta, che adesso ha comunque le sue gatte da pelare all’Inter, oggi lo si può dire: non aveva tutti i torti.

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