stadi nelle grandi citta derby solo torino nel futuro

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di Redazione Derby Derby Derby

di Valerio Graziani –

Lo stadio della Roma? Penso e spero che non implichi un ulteriore rallentamento su un percorso già di per sé complesso ma che sembrava andasse verso una conclusione”. Lo ha dichiarato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, commentando gli arresti legati all’inchiesta sul nuovo impianto del club giallorosso. “Spero che al più presto si possa chiarire la propria innocenza e non colpevolezza”. Visto? Anche se la AS Roma non ha nulla a che vedere con gli arresti, si pensa un po’ questo in casa Lazio, club che si sente trattato come un Dio minore sul tema stadio. Eppure l’assessore allo sport e ai grandi eventi di Roma Capitale, Daniele Frongia, aveva dichiarato: “Il progetto della Lazio? Come tutti i privati se c’è un progetto, questo può essere presentato al comune così come previsto dalla normativa. Al momento non è pervenuto nulla come abbiamo già detto in più occasioni. Per la Roma non c’è alcuna corsia preferenziale”.

Una concessione novantanovennale a Genoa e Sampdoria per poter utilizzare il Ferraris sul lungo periodo,  è quello si cui invece stanno  lavorando il Comune di Genova, le due società genovesi, il Credito Sportivo e Pessina Costruzioni, che dovrà occuparsi materialmente del restyling dell’impianto. Non è infatti fattibile il discorso dell’acquisto dello stadio: la prima asta, che partiva da una base di circa 18 milioni, è andata deserta, e anche considerando i possibili ribassi futuri, si rimarrebbe comunque ben lontani da quella stima di valutazione intorno ai 6-7 milioni fatta dai club genovesi. Meglio, dunque, lavorare per una concessione sul lungo periodo. Fra gli interventi più urgenti in programma, il restyling degli spogliatoi, con la creazione di un terzo locale per le squadre ospiti, la ristrutturazione dei servizi igienici, la creazione di Sky Box per vip e sponsor nella tribuna inferiore al posto dell’attuale sala-stampa, che verrebbe spostata nell’attuale tribuna superiore, oggi chiusa al pubblico.
A Milano invece la situazione è fluida: Inter e Milan stanno ancora discutendo sul nuovo stadio, anche se non è ancora stata detta l’ultima parola se ci sarà la ristrutturazione della struttura esistente oppure la realizzazione di un nuovo impianto. I due amministratori delegati Gazidis e Antonello (a.d. per la parte commerciale dell’Inter) nelle scorse settimane hanno fatto un viaggio negli Stati Uniti per studiare dal vivo alcuni modelli da cui prendere ispirazione.  Le tappe: New York e Atlanta. Nella Grande Mela l’attenzione è stata posta sul MetLife Stadium dove convivono Giants e Jets, inaugurato nel 2010 a fianco del vecchio Giants Stadium. Quindi un impianto che può essere preso come riferimento da Inter e Milan per due elementi simili alla situazione di Milano. La seconda decisione concreta presa in comune da Inter e Milan è stata quella di affidarsi ad alcuni consulenti (tra questi Goldman Sachs per gli aspetti finanziari) per avere un quadro preciso della fattibilità dell’opera in materia di flussi di parcheggi, ingressi, capienza e servizi.

L’unica città con due stadi nuovi, lo Stadium e il Grande Torino, è appunto quella di Torino. All’ombra della Mole non ci sono fremiti o agende da stadio nuovo.  Grazie alle Olimpiadi invernali del 2006 e alla progettualità sportiva di Juventus e Torino, con i suoi due stadi il capoluogo piemontese è in vantaggio rispetto a tutti e già proiettato nel futuro.

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