CAPU…T DERBY – Il protocollo degli anti juventini

La rubrica di Giovanni Capuano

di Redazione DDD

Diciamoci la verità: la posta in palio nella questione di Juventus-Napoli è molto più della decisione del Giudice sportivo, dei ricorsi e di tutto l’armamentario che avvelenerà ancora a lungo il calcio italiano che ha celebrato in mondovisione la partita fantasma. La posta in palio è la sopravvivenza stessa di questo campionato con il calcio italiano finito nuovamente sotto scacco. Non si capisce perché e quanto sia convenuto allo stesso De Laurentiis, o forse sarà più chiaro a bocce ferme. Ad esempio quando si capirà se l’ipotesi playoff può diventare concreta o è destinata a restare solo nei cassetti di chi la progetta.

In ogni caso è evidente come questa storia abbia dato altro fiato al partito anti-Juventus. Perché se c’è una cosa abbastanza delineata nel pasticcio è il diverso ruolo dei due club. Uno non si è presentato (e dovrà spiegare perché), l’altro ha seguito le regole. E nell’ordinamento calcistico questo significa che il 3-0 a tavolino non dovrebbe essere nemmeno messo in discussione come, invece, viene fatto. E nemmeno dovrebbe essere paventata l’idea che – con tre punti preso a tavolino – campionato e lotta scudetto possano essere falsati. Invece sì sente nell’aria, si percepisce, viene detto anche se a mezza bocca. Si confondono un po’ le acque per far passare il concetto che, sì il Napoli ha sbagliato ma quella partita si deve rigiocare. Perché? Perché non è giusto che alla Juve siano ‘regalati’ tre punti. Il vittimismo bianconero e spesso alimentato ad arte, ma ogni tanto appare chiaro che c’è un solo protocollo capace di tenere tutto insieme ed è il protocollo degli anti-juventini.
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