El gran capitan senza tanti giri di parole

Spagna, Sergio Ramos: “Europei? Mi fa male l’anima a non esserci…”

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Il 38enne difensore spagnolo nella sua conferenza di addio al Siviglia: "Non so che farò adesso ma non voglio smettere"
Davide Capano
Davide Capano Redattore 

Sergio Ramos ha dato stamattina l'addio al Siviglia nella conferenza stampa dedicata al Ramón Sánchez Pizjuán. Il 38enne difensore ha parlato anche della mancata convocazione agli Europei con la Spagna.

I rimpianti di Sergio Ramos

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"Quello che dipendeva da me, cioè fare una buona prestazione con la mia squadra - ha dichiarato Sergio Ramos -, è stato dimostrato. Mi fa male l'anima non esserci, ma nel calcio ci sono cose che non dipendono da te. Sono molto felice per il buon inizio della Spagna".

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La decisione di lasciare il Siviglia? "Quando si lascia una casa non si prende una decisione in fretta. Volevo che il club avesse il tempo di pensare a nuovi arrivi. È una decisione - le parole riprese da AS e riportate da TMW - che prendo a livello personale e familiare. Me ne vado da qui come sono arrivato, senza parlare di soldi. Mi è stata data la possibilità di continuare con un contratto a vita, ma ho preso un'altra decisione".

Sergio Ramos ringrazia il Siviglia e non dimentica Puerta e Reyes

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"Volevo ringraziare il presidente per la fiducia che mi ha dato fin dal primo momento. Anche a tutto il club, a tutti i miei compagni di squadra, a tutti gli allenatori. Alla mia famiglia, che è un pilastro fondamentale che mi accompagna nella stessa barca nei momenti belli e in quelli brutti. E, naturalmente, al Sevillismo. Per avermi aiutato a sentirmi a casa come il primo giorno in cui ho messo piede in questo campo. Sono stati momenti unici e sono grato che abbiano saputo perdonare i miei errori".

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"Volevo rendere omaggio a Puerta, a Reyes, a mio nonno e a mio padre, che si sono illusi di vedermi qui e volevo dimostrare loro che potevo restare qui. Un altro obiettivo era quello di mostrare il mio Sevillismo come so fare meglio: con prestazioni e impegno. Credo che questo obiettivo sia stato raggiunto in modo straordinario. Me ne vado a testa alta e con il mio dovere compiuto".

Il futuro 

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"Non sono andato a Dallas perché avevo dei legami per il futuro. È vero che gli Stati Uniti sono un Paese che dice molto a livello familiare. Ad oggi non c'è nulla con nessuna squadra da nessuna parte, ma non voglio smettere".

 

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