clericus cup derby vaticani don alessio albertini dal papa

clericus cup derby vaticani don alessio albertini dal papa

di Davide Capano, @davide_capano

di Davide Capano –

Sabato 1° giugno a Madrid si assegna la Champions League, mentre a Roma si disputa l’ultimo capitolo della Clericus Cup, il 13esimo Mondiale di calcio della Chiesa, partito a fine marzo e promosso dal Centro Sportivo Italiano (CSI), con il patrocinio dell’Ufficio Nazionale Cei del tempo libero-turismo-sport, del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e del Pontificio Consiglio Cultura del Vaticano. In campo, per quest’edizione, 67 paesi, 5 continenti e 403 tesserati tra dirigenti, preti e seminaristi di università e pontifici collegi, con giocatori provenienti pure da Angola, Armenia, Cile, Corea, Giordania, Inghilterra, Sud Sudan e Venezuela. Entusiasmo, gioia e tifo sugli spalti, preghiera e terzo tempo a fine gara.

Se in Spagna Tottenham e Liverpool si contendono la Coppa dalle Grandi Orecchie, a due passi dal Vaticano, Sedes Sapientiae e Pontificio Collegio Urbano si giocano la Coppa con il Saturno. Sulle maglie delle squadre, quella biancorossa del seminario mariano, con la croce sul petto e quella, con i colori vaticani, bianco-gialla dei Leoni d’Africa, sarà in evidenza la scritta “Giocare per credere”, motto scelto per testimoniare la missione evangelizzatrice del torneo.

Gara in programma alle ore 11 presso il “Centro Sportivo Pio XI” (via di Santa Maria Mediatrice, 24). Il match si potrà seguire in diretta su Radio Vaticana Italia.

Ieri intanto i capitani delle finaliste si sono recati in udienza dal Papa. Con loro una delegazione di sacerdoti e seminaristi capitanata da don Alessio Albertini, assistente ecclesiastico nazionale del CSI e fratello di Demetrio. Dopo il saluto del pontefice c’è stata la benedizione del pallone della finale e della Coppa. Presenti anche rettori e capitani di tutti gli altri team della Clericus. Il gesto più significativo della mattinata? Quando uno dei 16 capitani si è sfilato la sua fascia per metterla indosso al braccio del pontefice. “Santità, lei è il capitano nostro e di tutte le squadre del mondo…spero le faccia piacere questo dono”. Il Papa, entusiasta e sorridente sul sagrato di San Pietro, ha voluto evidenziare questo incarico di evangelizzazione, firmando con il suo nome diverse maglie.

Ora il Francesco più vicino a Dio, futbolero per eccellenza e tessera numero 88235N-O del San Lorenzo de Almagro, per chi farà il tifo? Probabilmente per il Sedes, ancora senza Coppa in bacheca, a differenza del Collegio Urbano che vanta tre allori ecclesiastici. Chi alzerà il trofeo col cappello sacerdotale tipico dei chierici? L’Amministratore Delegato del Cielo lo sa già. Vale sia per Roma che Madrid. Lo sanno bene anche Pochettino e Klopp.

 

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