Dejan Savicevic: “Ibra a 38 anni mi ha sorpreso, non pensavo…Sono milanista, ma l’Inter è più forte”

Dejan Savicevic: “Ibra a 38 anni mi ha sorpreso, non pensavo…Sono milanista, ma l’Inter è più forte”

Tutti i temi di Dejan Savicevic: nell’intervista esclusiva DDD: Ibra, Boban, Lautaro. Mihajlovic. Niente Sanremo, solo calcio e solo derby.

di Redazione DDD

Dejan Savicevic è nella sua casa di Podgorica, in Montenegro. La sua tv è sempre e solo sintonizzata sull’Italia. Ma se qualcuno pensa che questa settimana il Genio segua il Festival di Sanremo e tutti i personaggi della kermesse dell’Ariston si sbaglia di grosso: “Calcio italiano, solo calcio italiano, seguo tutto, le news, le partite. Sono appena tornato da dieci giorni di vacanza a Cuba e sono concentratissimo sul derby di domenica sera. Ho già assegnato le postazioni in salotto”.

La famiglia Savicevic e la settimana del derby di Milano

Quindi Dejan? “L’Inter è più forte, ma non molto più forte del Milan. Il Milan è in buon momento anche se ha pareggiato col Verona. L’Inter l’ho vista a Udine, ha vinto ma non mi sembra ancora del tutto uscita dal suo momento delicato dei pareggi consecutivi. Se il Milan avrà Ibra, bene. Mi ha sorpreso Ibra, non pensavo potesse rendere così a 38 anni, che potesse ancora fare la differenza. Vedo che con lui la squadra ha più fiducia, Anche Zvone ne parla molto bene di Zlatan, ne parla con il cuore, sono contento per Boban, anche in anni delicati per i nostri Paesi eravamo molto amici”.

Solo Ibra? “No – prosegue Savicevic – per il Milan è un vantaggio non avere contro Lautaro Martinez, lui è forte, mi piace molto. Sinisa? Lo seguo con affetto, con attenzione, sono molto contento, nell’ultima partita del Bologna contro il Brescia ho avuto la sensazione che ce la stia facendo, che sta tornando al suo volto di sempre, alla sua espressione naturale”.

Gli altri temi del derby visti da un grande protagonista della storia della stracittadina milanese: “Su Leao non dico nulla, deve dire tutto e solo lui, è giovane, ha qualità, ma è lui che deve aiutare se stesso, la sua carriera dipende molto da lui e dalla sua testa. Rebic? I suoi due gol sono episodi decisivi. Il calcio è fatto di questi episodi, a volte positivi come nel caso di Rebic, e a volte negativi come nel caso di Giampaolo. All’andata non ho dimenticato quel che è accaduto fra Torino e Milan, i rossoneri erano avanti 1-0, meritavano di vincere 2-0 o 3-0, ma dopo un fallo su Calhanoglu contropiede e pareggio del Toro. A volte sobno gli episodi a far svoltare le stagioni, in un senso o nell’altro”.

In definitiva, per il derby? “Sono milanista e tifero’ Milan, nel derby non conta la classifica, non conta nulla di tutto il resto, ma per il Milan è dura. È l’Inter ad avere più pressione, a dover fare la partita. È più l’Inter in lotta per un obiettivo rispetto al Milan. Loro sono più forti, ma non nettamente più forti”.

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