tar lazio vinto calcio adesso campo salerno venezia

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di Redazione Derby Derby Derby

di Franco Ordine –

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso d’urgenza pesentato dal Venezia che si è opposto allo svolgimento dei play out. Nell’occasione, ad adiuvandum, si è aggiunto anche il Foggia attraverso gli avvocati Antonio Catricalà e Luigi Fischetti. Per ogni giudizio sul merito il magistrato ha rinviato alla seduta già fissata a suo tempo dell’11 giugno. La conseguenza di questo provvedimento è una sola: i play out si devono giocare nelle date fissate d’ufficio dal presidente della lega di serie B Balata che l’ha fatto per evitarsi una bella e rischiosa causa per danni da parte del Foggia che potrà comunque rivalersi sui singoli esponenti del consiglio direttivo i quali decisero, senza averne la competenza come ha stabilito anche il collegio di garanzia del Coni, di abolire lo spareggio per la salvezza mentre tennero in vita (per l’interesse evidente di Perugia e Pescara presenti in quel consiglio) i play off che si sono appena conclusi con il successo in rimonta del Verona, terza squadra che si aggiunge a Brescia e Lecce promossi nella stagione regolare.

A chi sta a cuore l’interesse supremo del calcio italiano e delle sue regole che non possono essere stravolte e cancellate in corsa durante lo svolgimento del campionato, la notizia deve far piacere. Perché rimette al centro dell’ordinamento un principio fondamentale dello sport: nessun marchese del grillo può violentare questo principio. Adesso assisteremo allo spareggio tra Salernitana e Venezia e vedremo come finirà sul campo perché quello è l’unico verdetto che ci interessa fin da quando abbiamo aperto questo fronte di informazione al fine di tutelare gli interessi di una società maltrattata (Foggia) e del calcio in generale.

Viene anche premiata la fermezza di Gabriele Gravina presidente federale che per due volte (sul punto e sull’approvazione del nuovo codice di giustizia sportiva) non si è lasciato sopraffare da Lotito rischiando anche di finire sotto nel voto. Onore al merito. Ognuno è libero di tifare per chi vuole, ora.

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