Thomas Beattie racconta: “Sono gay ma non potevo dirlo, secondo la società non potevo praticare uno sport fisico…”

Thomas Beattie racconta: “Sono gay ma non potevo dirlo, secondo la società non potevo praticare uno sport fisico…”

Beattie ha giocato come professionista negli Stati Uniti, Canada e Singapore ed è il quarto calciatore professionista a dichiararsi omosessuale, il primo a farlo in Inghilterra a 30 anni dall’outing di Justin Fashanu

di Redazione DDD

Thomas Beattie (classe 1986), cresciuto nell’Hull City e bambino prodigio attenzionato anche dal Leeds quando aveva 9 anni, è un ex calciatore professionista inglese. Il centrocampista ha giocato ad alto livello per oltre 10 anni, prima che un grave trauma cranico lo costringesse a ritirarsi. In un’intervista rilasciata a ESPN, ha ora fatto coming out: “Sono un fratello, un figlio, un amico, un ex calciatore professionista, imprenditore e un ragazzo competitivo. Sono molte cose e una di queste è essere gay”.

Beattie ha chiuso la carriera calcistica nel 2015 a Singapore

Thomas ha spiegato perchè ha atteso così tanto prima di fare coming out: “Non ho mai pensato di dire la verità mentre giocavo. Mi sentivo letteralmente come se dovessi sacrificare una delle due cose: chi fossi o lo sport che amavo. Nel calcio c’è ancora paura che un compagno di squadra gay possa sconvolgere l’ambiente della squadra. Ho usato il calcio come una forma di evasione e in molti modi mi ha salvato, fino a quando non ho raggiunto il punto della vita in cui c’era una certa crescita personale. La società mi disse che la mascolinità era legata alla sessualità e quindi essere un’atleta gay che praticava uno sport fisico sembrava un’enorme contraddizione. Tre mesi fa l’ho detto a parenti e amici. Voglio condividere la mia storia nella speranza che alla fine ci sarà maggiore supporto per le persone in una situazione simile. Di recente l’ho detto ad alcuni dei miei vecchi compagni di squadra che hanno reagito in modo fantastico”.

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