Arroyo al Camp Nou nel 1987: il Valencia appena tornato dalla Segunda batté il Barcellona
Il 20 settembre 1987 il Valencia arriva al Camp Nou per affrontare il Barcellona di Terry Venables, una squadra nella quale giocano Andoni Zubizarreta, Bernd Schuster e Gary Lineker. Sulla panchina degli ospiti c’è invece Alfredo Di Stéfano, alla guida di un gruppo formato da diversi giovani e chiamato a misurarsi nuovamente con le grandi del calcio spagnolo.
Il ritorno del Valencia nella Liga
Il Valencia era retrocesso al termine della stagione 1985/86, la prima discesa in Segunda División della sua storia. La permanenza nella seconda serie era durata soltanto un anno perché Alfredo Di Stéfano, tornato sulla panchina valenciana, aveva guidato la squadra alla promozione con tre giornate d’anticipo, ottenendo 19 vittorie, otto pareggi e sette sconfitte.
Per ricostruire il gruppo erano stati inseriti diversi giovani, molti dei quali provenienti dal settore giovanile, accanto a calciatori come Miguel Ángel Bossio e Pedro Alcañiz. Tra i protagonisti della promozione c’era anche Carlos Arroyo, centrocampista arrivato al Valencia nel 1984, che pochi mesi più tardi avrebbe lasciato il proprio nome su una delle trasferte più significative di quella stagione.
L’azione che sorprende il Camp Nou
La partita si gioca in un pomeriggio particolarmente caldo, con 28 gradi e circa 80mila spettatori sugli spalti. Il Barcellona cerca di interrompere un avvio di campionato complicato, mentre il Valencia si presenta al Camp Nou con una formazione nella quale trovano spazio, tra gli altri, Voro, Bossio, Quique Sánchez Flores, Javier Subirats, Ciraolo, Arroyo ed Emilio Fenoll.
Al 20’ il Valencia costruisce l’azione decisiva partendo dalla destra: Ciraolo serve Quique, che lancia in profondità Fenoll; l’attaccante supera in velocità la copertura del Barcellona e mette al centro un pallone basso, sul quale arriva Arroyo per segnare lo 0-1. Un’azione rapida sviluppata attraverso quattro giocatori e conclusa dentro l’area prima che la difesa blaugrana riesca a chiudere.
Il piano di Di Stéfano
Il gol di Arroyo rimane l’unico della partita, ma il Valencia deve difenderlo contro un Barcellona che chiuderà l’incontro con undici calci d’angolo, a fronte dei quattro battuti dagli ospiti. Di Stéfano affida a Nando il controllo di Carrasco, schiera Voro su Lineker e lascia Bossio libero alle loro spalle, mentre Arroyo, Quique, Ciraolo, Subirats e Revert occupano il centrocampo.
Il risultato non cambia e il Valencia vince 1-0, infliggendo al Barcellona la terza sconfitta consecutiva in campionato. Al termine della gara dagli spalti del Camp Nou compaiono i fazzoletti bianchi rivolti verso la tribuna presidenziale, mentre la squadra appena risalita dalla Segunda lascia Barcellona con due punti che, nel sistema dell’epoca, valevano quanto una vittoria.
Di quel pomeriggio rimane soprattutto l’azione del 20’: quattro giocatori coinvolti, il pallone basso di Fenoll e Arroyo dentro l’area. Il Valencia aveva impiegato una stagione per tornare nella Liga e venti minuti per ricordare al Camp Nou di essere tornato davvero.
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