Belgio-Francia, il 3-3 che fece nascere i Bleus: a Uccle cominciò tutto
Il viaggio durò dieci ore, in seconda classe, su un treno notturno diretto da Parigi verso Bruxelles. Alla partenza si presentarono in dodici. Il giorno successivo, 1° maggio 1904, undici di loro sarebbero entrati sul terreno del Vivier d’Oie di Uccle per affrontare il Belgio. Nessuna maglia blu, nessuna stella cucita sul petto e una Nazionale che ancora non possedeva l’immagine con cui sarebbe diventata riconoscibile in tutto il mondo. La Francia giocava in bianco e i “Bleus”, almeno nel senso moderno del termine, dovevano ancora nascere.
Sugli spalti c’erano circa 1.500 spettatori. A guidare la squadra francese era il capitano Fernand Canelle, mentre tra i pali giocava Maurice Guichard. Davanti si muovevano Louis Mesnier, Marius Royet, Georges Garnier, Gaston Cyprès e Adrien Filez, nomi che oggi sopravvivono soprattutto negli archivi. Quel pomeriggio la partita sarebbe finita 3-3. Sei gol in una gara che allora apparteneva ancora ai primi tentativi del calcio internazionale e che, vista da oltre un secolo di distanza, avrebbe assunto tutt’altro peso.
Belgio-Francia 1904, prima ancora dei Bleus
La Francia calcistica di allora aveva poco a che vedere con una nazionale contemporanea. La Fédération Française de Football sarebbe stata fondata soltanto nel 1919 e nel 1904 la selezione si muoveva sotto l’egida dell’Union des Sociétés Françaises de Sports Athlétiques, la USFSA. La stessa FFF considera quella sfida del 1° maggio l’atto di nascita ufficiale della Nazionale francese.Anche il Belgio disputava quel giorno la sua prima partita internazionale ufficiale. Prima dei Mondiali, degli Europei e delle tante sfide che avrebbero alimentato la rivalità tra le due nazionali, ci fu Uccle. Due squadre ancora prive di una vera storia internazionale si incontrarono alle porte di Bruxelles mentre il football europeo stava appena iniziando a costruire una rete di partite, federazioni e rapporti oltre i propri confini. Il campo apparteneva al Racing Club de Bruxelles, che aveva aperto la propria sezione calcistica al Vivier d’Oie pochi anni prima. Proprio nel 1904 vi era stata costruita una tribuna in cemento armato da mille posti, la prima del genere in Belgio. Nel panorama del calcio di inizio Novecento era già un piccolo segnale di modernità: una struttura nuova per ospitare uno sport che, nel giro di pochi anni, avrebbe richiesto stadi sempre più grandi e pubblici sempre più numerosi.
Quéritet ribalta ancora tutto, Cyprès salva la prima Francia
Nella ripresa il Belgio riprese il controllo del punteggio. Quéritet firmò la sua doppietta al 50’, poi Pierre Destrebecq segnò il 3-2 al 65’. La prima trasferta della Francia sembrava destinata a concludersi con una sconfitta, ma a tre minuti dal termine arrivò l’ultima azione destinata a restare negli archivi.La scheda della FFF conserva ancora la dinamica del gol. Joseph Verlet batté una punizione, Georges Garnier intervenne di testa e Gaston Cyprès raccolse il pallone al volo: 3-3 all’87’. Un’azione raccontata con una precisione insolita per una partita giocata nel 1904 e che permette, ancora oggi, di ricostruire quasi fotogramma per fotogramma il primo finale della storia francese.
Il pareggio lasciò senza vincitore anche la Coppa franco-belga Évence Coppée, nel cui contesto era stata organizzata la sfida. A restare furono soprattutto gli undici nomi della formazione francese: Guichard; Canelle, Verlet; Georges Bilot, Davy, Charles Bilot; Mesnier, Royet, Garnier, Cyprès e Filez. Tra loro figuravano anche i fratelli Georges e Charles Bilot, mentre Canelle inaugurava l’elenco dei capitani francesi e Guichard quello dei portieri.
Da Uccle a Parigi, venti giorni che cambiarono il football
Quel Belgio-Francia acquistò un significato ancora maggiore appena venti giorni dopo. Il 21 maggio 1904, a Parigi, venne fondata la Fédération Internationale de Football Association. Francia e Belgio facevano parte del gruppo originario insieme a Danimarca, Paesi Bassi, Svezia, Svizzera e ai rappresentanti del Madrid FC per la Spagna.Nella propria storia il Royal Racing Club de Bruxelles collega direttamente l’incontro del Vivier d’Oie al processo che condusse alla creazione della FIFA. Stabilire un rapporto causale così netto sarebbe eccessivo, ma le date raccontano da sole quanto velocemente si stesse muovendo il football europeo: il 1° maggio due nuove selezioni si affrontavano a Uccle, il 21 dello stesso mese alcune federazioni si riunivano a Parigi per dare una struttura internazionale a quello sport.
Nessuno dei dodici uomini saliti sul treno notturno da Parigi poteva conoscere quella storia in anticipo. Per loro, Uccle era una trasferta, una partita da giocare e un viaggio di ritorno da affrontare. Sul tabellone rimase Belgio 3, Francia 3. Tutto ciò che sarebbe venuto dopo cominciò da lì.
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