Canada, David suona la carica: "Vogliamo cambiare la storia di questo sport"
Il fischio d'inizio di Canada-Bosnia aprirà ufficialmente le danze per una delle nazioni ospitanti di questo Mondiale 2026, riaprendo però una ferita ancora freschissima per tutto il movimento calcistico del nostro Paese. La gara in programma stasera, infatti, è esattamente lo partita che avrebbe visto protagonista l'Italia, se solo l'epilogo delle qualificazioni non ci avesse condannato al doloroso ruolo di spettatori.
A guidare l'attacco nordamericano e a caricarsi il peso di un'intera nazione sulle spalle ci penserà Jonathan David. Il bomber di proprietà della Juventus, intercettato dai microfoni della FIFA, ha raccontato la magia e il brivido di disputare un torneo di tale caratura davanti al proprio pubblico: "È incredibile giocare in casa, perché ovviamente ne abbiamo avuto un assaggio in Qatar, ma giocare in casa è una sensazione completamente diversa. Siamo così abituati a giocare a Toronto e Vancouver, con i nostri amici e le nostre famiglie sugli spalti e l'intero Paese a sostenerci... avere tutto questo sul palcoscenico più importante sarà fantastico".
L'impronta di Marsch e la forza del gruppo
L'obiettivo primario della selezione della foglia d'acero è innanzitutto quello di smuovere la casella dei punti conquistati, finora ferma a quota zero nella storia delle partecipazioni ai campionati del mondo. Per centrare questo traguardo, l'attaccante bianconero fa totale affidamento sull'identità trovata negli ultimi mesi grazie al lavoro del commissario tecnico: "La nostra squadra punta molto su velocità e potenza. Abbiamo molti ragazzi veloci e fisici e conosciamo bene le nostre qualità. Credo che sia proprio questo a renderci così forti... il fatto che non cerchiamo di essere ciò che non siamo. Siamo cresciuti molto da quando è arrivato Jesse Marsch, conosciamo la nostra identità, sappiamo che tipo di squadra siamo e penso che questo ci aiuterà parecchio".
Belgium v Canada: Group F - FIFA World Cup Qatar 2022
La missione sportiva per un'intera nazione
Il palcoscenico iridato nordamericano, tuttavia, non rappresenta esclusivamente una questione di risultati sul rettangolo verde per questa talentuosa generazione. L'intento della punta juventina e di tutti i suoi compagni di spogliatoio è quello di lasciare un'eredità permanente, cercando di stravolgere le gerarchie sportive della propria patria, storicamente legata e appassionata ad altre discipline (hockey su tutte). L'ambizione dell'attaccante si spinge infatti ben oltre il fischio finale del torneo: "Voglio che questo Mondiale cambi il calcio in Canada per sempre, per farlo diventare magari lo sport numero uno nel Paese".
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