Congo: negato l'ingresso negli Stati Uniti a Lumumba Vea, il "tifoso statua"
In mezzo alla folla presente negli spalti, spicca sempre la figura solitaria di un sostenitore della Repubblica Democratica del Congo che rimane completamente immobile, dritto e impassibile davanti a ogni gol, fischio arbitrale ed esplosioni di gioia. Intorno a lui la gente urla, si dispera e si abbraccia, ma la sua postura non subisce la minima oscillazione, trasformandolo in una vera e propria statua vivente persa nel mezzo alla marea di tifosi. Il suo nome è Michel Kika Mboladinga, conosciuto come Lumumba Vea, che significa "Lumumba Vive".
Negato l'ingresso negli Stati Uniti a Lumumba Vea
Per tutta la durata dei novanta minuti di gioco, l'uomo indossa abiti formali ed eleganti richiamando i colori della bandiera nazionale e mantiene il braccio destro sollevato verso il cielo. Questa precisa postura non è casuale, ma replica fedelmente le sembianze e la posa della celebre statua monumentale dedicata a Patrice Lumumba, l'eroe nazionale e primo premier del Paese dopo l'indipendenza dal Belgio, situata a Kinshasa.Michel Kuka Mboladinga Congo
Questo rito è nato originariamente durante le sfide continentali della Coppa d'Africa, attirando rapidamente le attenzioni delle telecamere di tutto il mondo. Il legame tra il tifoso e la squadra è diventato talmente viscerale che i calciatori stessi lo considerano un vero e proprio amuleto e un pilastro motivazionale del gruppo. Le rigide restrizioni delle autorità statunitensi gli hanno invece negato il visto per varcare il confine americano, impedendogli di raggiungere la città di Atlanta per sostenere i suoi ragazzi nella partita contro l'Uzbekistan e costringendo tutti a riflettere sulle barriere che ancora limitano la mobilità di tifosi e sportivi provenienti dall'Africa.
Non è il primo caso in questo Mondiale, infatti anche l'arbitro proveniente dalla Somalia, Hussein, fu respinto dagli Stati Uniti dopo essere stato trattenuto e interrogato per quasi 10 ore dalla polizia per via di sospetti collegamenti dell'arbitro con associazioni terroristiche del suo paese.
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