Cori su Diogo Jota contro Neves, lui reagisce: “Spero che dopo non vadano a pregare”
Il nome di Diogo Jota utilizzato dagli spalti per provocare Rúben Neves. È accaduto durante la sfida di Saudi Pro League tra Al-Taawoun e Al-Hilal, vinta 6-0 dalla squadra ospite. A gioco fermo, alcuni tifosi di casa hanno iniziato a ripetere il coro “Jota, Jota, Jota”, rivolgendosi al centrocampista portoghese.
Neves ha capito immediatamente il riferimento. Si è girato verso il settore interessato, ha applaudito ironicamente e poi ha indicato il cielo, i propri occhi e gli stessi sostenitori. Un gesto accompagnato da un messaggio altrettanto chiaro: “Diego vi guarda da lassù”. La sua reazione non si è fermata al campo e, dopo la partita, il portoghese è tornato sull’accaduto.
Neves e il legame con Diogo Jota
Diogo Jota non era stato soltanto un compagno di squadra per Neves. I due portoghesi avevano costruito negli anni un rapporto molto stretto, condividendo lo spogliatoio del Wolverhampton e quello della Nazionale. Jota è scomparso nel luglio 2025 in un incidente stradale in Spagna.
Neves e Jota hanno giocato insieme in 164 occasioni. Un legame proseguito anche fuori dal campo e diventato ancora più evidente dopo la scomparsa dell’ex attaccante del Liverpool. Durante il funerale, Neves era stato tra coloro che avevano portato la bara dell’amico.
È anche per questo che il centrocampista dell’Al-Hilal non ha nascosto il proprio disappunto dopo quanto accaduto sugli spalti. Nel post partita ha commentato il comportamento dei sostenitori dell’Al-Taawoun con poche parole: “Spero che non vadano a pregare più tardi”.
Dall’Arabia Saudita arriva la condanna dei cori
L’episodio ha provocato reazioni anche all’interno del calcio saudita. Waleed Al-Farraj, noto commentatore del Paese, ha criticato apertamente il comportamento dei sostenitori coinvolti: “Come puoi sfruttare in questo modo il dolore delle persone? Devi avere un po’ di umanità”.
Sulla vicenda è intervenuto anche Saleh Abu Al-Shamat, calciatore dell’Al-Ahli, che sui social ha definito quanto accaduto “sbagliato e inaccettabile”, allargando poi il discorso al rispetto dei defunti e ai valori della società saudita: “Indipendentemente dall’intensità della rivalità o dalla situazione, non dovremmo mai abbassarci a gioire per i morti, a diffamare o ad attaccare le famiglie delle persone o i defunti. Viviamo in un Paese islamico ed è nostro dovere mostrare al mondo cosa rappresenta veramente l’Islam: una religione di amore, tolleranza e rispetto”, ha detto il giocatore.
Il 6-0 dell’Al-Hilal ha fatto così da sfondo a un episodio che ha provocato reazioni anche fuori dal campo.
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