Martínez chiarisce il caso Kroupi: "Voleva la Francia, abbiamo rispettato la sua scelta"
Il commissario tecnico del Portogallo, Roberto Martinez, è intervenuto per chiarire la situazione legata a Junior Kroupi e alle recenti voci di mercato internazionale delle nazionali. In occasione dell’annuncio della lista dei convocati per i Mondiali del 2026, il selezionatore ha affrontato anche il tema dell’attaccante franco-ivoriano del Bournemouth, eleggibile per Francia, Costa d’Avorio e Portogallo. Martinez ha spiegato come ci siano stati contatti concreti con il giocatore e come la federazione portoghese abbia seguito con attenzione la sua situazione, ma ha ribadito che la scelta finale è stata del calciatore. Una decisione che, secondo il CT, è stata pienamente rispettata e che chiude definitivamente ogni tipo di scenario o possibile sviluppo futuro.
Martinez chiude il caso Kroupi: "Ci abbiamo provato, ma lui ha deciso"
Nel corso della conferenza dedicata all’annuncio della rosa per i Mondiali 2026, Roberto Martinez è tornato a parlare del caso di Junior Kroupi, giovane attaccante del Bournemouth finito nel radar di più federazioni. Il giocatore, nato in Francia da padre ivoriano e con origini portoghesi da parte materna, era infatti eleggibile per tre diverse nazionali, rendendo la sua situazione particolarmente seguita dagli addetti ai lavori. Il commissario tecnico del Portogallo ha confermato l’interesse concreto nei confronti del calciatore: "Sì, eravamo al corrente della situazione. Prima del ritiro di marzo avevamo avuto dei contatti, è normale seguire profili che possono rappresentare la nazionale e che mostrano disponibilità".
Martinez ha però sottolineato come, nel rispetto delle dinamiche internazionali e delle volontà individuali, la decisione finale sia stata interamente del giocatore. "Junior voleva giocare per la Francia e noi abbiamo rispettato la sua scelta. È una questione chiusa", ha spiegato il CT, mettendo fine a qualsiasi possibile interpretazione o retroscena. Il caso si inserisce nel più ampio lavoro di scouting delle nazionali moderne, sempre più attente ai talenti con doppia o tripla cittadinanza. Tuttavia, come ribadito da Martinez, la priorità resta quella di costruire un gruppo convinto e motivato, evitando forzature.
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