Francia, primo colpo per Zidane: incriminato l’uomo della sicurezza nel caso Mbappé
Zinédine Zidane dovrà cominciare la sua nuova avventura sulla panchina della Francia senza uno degli uomini che aveva voluto mantenere nello staff. Mohamed Sanhadji , responsabile della logistica e della sicurezza dei Bleus, non sarà lunedì a Clairefontaine per il primo raduno della nuova gestione. L’ex poliziotto è stato incriminato mercoledì 16 settembre e sottoposto a un controllo giudiziario che gli impedisce di continuare a lavorare normalmente con la Nazionale.
Al centro dell’inchiesta c’è anche l’assegno da 60.300 € ricevuto da Kylian Mbappé nel 2023. Per Zidane è il primo colpo dall’inizio del suo incarico: Sanhadji lavora nell’ambiente della nazionale francese dal 2004 il nuovo commissario tecnico aveva spinto per la sua permanenza nello staff, nonostante la vicenda giudiziaria che lo riguardava fosse già nota.
Francia, Sanhadji incriminato: cosa prevede il controllo giudiziario
Secondo quanto comunicato dalla Procura di Parigi e riportato da L’Équipe, Sanhadji è stato incriminato per diverse ipotesi di reato, tra cui corruzione attiva e passiva di persona depositaria dell’autorità pubblica e traffico d’influenze. Nell’inchiesta figurano anche contestazioni relative ad appropriazione indebita di fondi pubblici, truffa e riciclaggio di frode fiscale. Si tratta di contestazione nell’ambito di un procedimento ancora in corso e non di responsabilità accertate.Le misure imposte all’ex poliziotto hanno conseguenze immediate sul suo lavoro con la Francia. Sanhadji non può avere contatti con “i giocatori delle squadre nazionali attuali e passate, l’attuale staff tecnico della nazionale francese, gli allenatori attuali e passati della squadra nazionale, i presidenti e il personale attuale e passato della Federazione calcistica francese, nonché i direttori e i vicedirettori della DCCRS dal 2011”.
Salvo un’autorizzazione espressa del magistrato, non può inoltre recarsi nella sede della FFF, al centro tecnico di Clairefontaine, allo Stade de France e al Parco dei Principi. Il controllo giudiziario gli impedisce anche di esercitare attività professionali nel settore dello sport professionistico e prevede il versamento di una cauzione di 80.000 euro.
La Federazione, secondo quanto riferito all’AFP da una fonte interna, non ha voluto commentare il procedimento in corso, ma ha fatto sapere che ne trarrà le conseguenze nei confronti dell’interessato e che intende costituirsi parte civile.
I 60.300 euro di Mbappé e l’origine dell’inchiesta
L’inchiesta porta indietro al giugno 2023. Kylian Mbappé consegna a Sanhadji un assegno da 60.300 euro, proveniente dal premio ricevuto per la partecipazione al Mondiale in Qatar del 2022.
Mbappé ha spiegato di aver deciso di distribuire parte del premio agli uomini che si erano occupati della sicurezza dei giocatori durante il torneo. Altri quattro membri delle CRS che avevano accompagnato la nazionale in Qatar avrebbero ricevuto 30.000 euro ciascuno. Il capitano dei Bleus ha definito quella somma una “gratificazione” o un “presente d’uso”, sostenendo che, sulla base delle indicazioni ricevute dai propri consulenti fiscali, non dovesse essere soggetta a dichiarazione o alle imposte sulle donazioni. Il pagamento a Sanhadji viene successivamente segnalato a Tracfin, l’unità di intelligence finanziaria francese, nel luglio 2024. L’indagine punta anche a chiarire la natura delle somme ricevute e l’eventuale esistenza di prestazioni professionali non dichiarate. Nel gennaio 2026 viene aperta un’istruttoria giudiziaria.
Nella ricostruzione compare anche il viaggio di Mbappé in Camerun. Poche settimane dopo aver ricevuto l’assegno, Sanhadji accompagna il calciatore durante la visita nel Paese, dal 6 al 9 luglio 2023, occupandosi della sicurezza in coordinamento con l’ambasciata francese. Il padre del giocatore, Wilfrid Mbappé, ha sostenuto in un’attestazione che “la relazione privata” tra le due famiglie “non ha mai interferito nel quadro professionale”.
Zidane aveva voluto Sanhadji nel suo nuovo staff
È proprio il rapporto con Zidane a dare alla vicenda un peso immediato per la nuova Francia. Sanhadji si occupa della sicurezza dei Bleus dal 2004 e negli anni ha lavorato al fianco di Raymond Domenech, Laurent Blanc e Didier Deschamps. Il rapporto con l’attuale commissario tecnico risale invece a circa vent’anni fa: durante il Mondiale del 2006 Zidane si era già affidato all’allora agente per la sua sicurezza.
Alla fine del 2025 Sanhadji era stato collocato anticipatamente in pensione dalla Polizia nazionale dopo un procedimento amministrativo legato alla mancata comunicazione ai propri superiori dell’assegno ricevuto da Mbappé. La sua permanenza nell’ambiente della nazionale non era quindi scontata.
La FFF aveva mostrato perplessità sulla possibilità di proseguire il rapporto, ma Zidane e alcuni giocatori avevano sostenuto la sua conferma. Sanhadji era rimasto così all’interno del nuovo staff con un ruolo nella logistica e nella sicurezza.
Poco più di un mese dopo la conferma, Sanhadji non potrà essere a Clairefontaine. Zidane comincerà così il suo primo raduno da commissario tecnico senza uno degli uomini che aveva personalmente voluto mantenere nella nuova Francia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA