Kayode: “Non ho mai pensato a un ritorno in Serie A”. Poi svela il suo modello
Michael Kayode è uno dei volti nuovi dell’Italia di Roberto Mancini. Nel secondo giorno di lavoro a Coverciano, il terzino del Brentford ha parlato della convocazione, della scelta di restare in Premier League e del percorso che lo ha portato fino alla Nazionale. La chiamata azzurra è arrivata in un momento preciso: “Ho scoperto della convocazione dopo il Chelsea, dopo il successo, ed è stata una cosa incredibile”.
Kayode, però, racconta di non aver vissuto le settimane precedenti aspettando il telefono: “Io pensavo solo a fare bene in campo e penso di averlo fatto, la convocazione sarebbe stata solo una conseguenza. Io penso a migliorare me stesso”.
Kayode e la Serie A: “Non ho veramente mai pensato a un ritorno”
Nell’ultima estate il suo nome era stato accostato anche a club italiani come Inter e Juventus. Ma nella testa di Kayode la direzione era già chiara: “Sentire voci e interessi fa sempre piacere, ma avevo già in mente di proseguire il percorso con loro. Quindi non ho veramente mai pensato ad un ritorno in Serie A nell’ultima estate ed il rinnovo col Brentford è sempre stata la mia idea”. La Premier League, del resto, lo aveva convinto fin dall’inizio: “Non è successo niente, ho guardato le opportunità che si sono presentate, chiunque ha voglia di giocare in Premier e ho colto subito l’occasione”.Poi il confronto tra due mondi molto diversi: “Sulla Premier League ci sono differenze, sono due tipi di calcio diversi. In Premier ci sono transizioni e corse, la palla si muove più velocemente, in Italia c’è più tattica. Entrambi i campionati sono stati fondamentali per la mia crescita”. E sulla domanda se in Inghilterra si possa crescere più velocemente rispetto alla Serie A, Kayode non sceglie una parte: “Penso sia soggettivo. L’importante è avere minutaggio e giocare, che sia in Serie A o in Premier”.
Kayode, Maldini e Di Lorenzo: i riferimenti del terzino azzurro
Quando il discorso si sposta sui modelli, Kayode fa un nome che appartiene alla storia del calcio italiano: “Terzini a cui mi ispiro ce ne sono tantissimi, uno che ho sempre guardato con interesse è Maldini. Lui è stato un’eccezione in questo ruolo”.A Coverciano c’è invece un riferimento che può osservare da vicino: Giovanni Di Lorenzo. “Con Di Lorenzo ho sempre parlato, così come col mister. Per me Di Lorenzo è una fonte di ispirazione, il mister mi parla e mi dice di dare il massimo per il gruppo ed è una cosa che fa bene”.
Kayode e il Gozzano: “Mi ha dato la forza per arrivare a questi livelli”
Prima della Fiorentina e della Premier c’è stato anche il passaggio al Gozzano, dopo il settore giovanile della Juventus. Un’esperienza che Kayode considera ancora oggi decisiva: “Mi ha dato la forza per arrivare a questi livelli. Al Gozzano mi sono formato moltissimo, un consiglio che posso dare ai giovani è di non disperarsi ma di accettare di scendere anche in categorie inferiori. Ho avuto tanti maestri, dal primo che è stato Antonio Soda in poi, ma lui lo ringrazio molto così come la mia famiglia”.
Il percorso è poi passato da Firenze, dove il legame è rimasto forte anche dopo la partenza; “Io provo orgoglio. A Firenze sono stato tantissimo, ogni cosa vissuta è stata bellissima. Ho sempre avuto la possibilità di giocare, a Firenze devo molto e se sono qui devo ringraziare la Fiorentina. Essere qua e stare tutti insieme è bellissimo per tutti”.
Tra gli ex compagni, un nome emerge più degli altri: “Tantissimi. Se ne devo citare uno dico Favasuli, siamo in contatto e sono felice della sua crescita. Penso sia un giocatore e una persona fantastica”.
Kayode ha scelto l’Italia: “La Nigeria mi ha cercato”
La Nazionale maggiore rappresenta il punto più alto di un percorso iniziato nelle selezioni giovanili azzurre. Ma c’era anche un’altra possibilità: “Ho fatto tutto il percorso con le giovanili azzurre. La Nigeria mi ha cercato, ma per chiunque giocare con l’Italia è un onore”.A Coverciano, Kayode ha ritrovato anche Alberto Bollini, già parte importante del suo percorso nelle giovanili: “A mister Bollini devo tantissimo, l’emozione di vincere un Europeo è indimenticabile. Il mister è fantastico, secondo lui dovevo giocare esterno alto. Ritrovarlo qua è fantastico, poterci parlare è davvero importante”.
Infine, lo sguardo si sposta sull’Italia e sul nuovo ciclo dopo la mancata partecipazione al Mondiale: “Essere mancati al Mondiale fa male, ma quando qualcosa di brutto accade può essere un punto di ripartenza. Dico ai tifosi di stare tranquilli, siamo qua per lavorare e per un nuovo ciclo”. Kayode chiude senza rimpianti per le tappe attraversate fin qui: “Rammarico no, ripeto: se sono qua è anche grazie alle squadre in cui sono cresciuto”.
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