Merino racconta l'attacco subìto al Borussia Dortmund: "Vidi sangue e fumo, sono fortunato a essere vivo"
L'attuale centrocampista dell'Arsenal e della Nazionale spagnola, con cui si è laureato in estate campione del mondo, ha raccontato con una lettera a The Players Tribune il giorno in cui ha pensato di morire. Mikel Merino giocava per il Borussia Dortmund, era un giovane in rampa di lancio e, a circa un'ora dalla sfida di Champions contro il Monaco, l'autobus che trasportava i calciatori tedeschi venne colpito da tre ordigni esplosivi, posizionati vicino delle siepi.
Il ricordo di Merino
L'attentato fu compiuto da Sergej Wenergold che, durante il processo in cui venne condannato a 14 anni di carcere, ammise che avrebbe voluto far abbassare il prezzo delle azioni del Borussia Dortmund per gudagnarci. Merino ha voluto ripercorrere quei momenti che lo hanno segnato profondamente: "Sicuramente molti giovani non credono che sia successo, o quanto sia stato grave, ma ci ha segnati tutti. Ci fu un rumore assordante e poi ricordo che l'autobus quasi si ribalta. Mi sono voltato e ho visto sangue a terra, fumo e urla".A farne le spese fisicamente fu Marc Bartra, difensore spagnolo ex Barcellona e oggi al Betis. Venne colpito al polso nella colluttazione: "Ricordo di essere stato in ospedale quella stessa notte, ad aspettare Marc Bartra, che aveva il polso rotto. Il giorno dopo, qualcuno mi ha detto che un enorme pezzo di scheggia (gli ordigni contenevano chiodi di metallo, ndr) era stato conficcato nel poggiatesta del sedile accanto a quello di Bartra".
Vivo per miracolo
Figlio d'arte, suo papà Angel era un calciatore professionista che ha militato al Leganes, Osasuna e Celta Vigo, si è definito "fortunato a essere vivo" perché, quel pomeriggio, non ha occupato il suo solito posto vicino a Bartra: "Quel giorno, quel posto era vuoto... Sentivo le gambe rigide, e dato che i sedili davanti potevano reclinarsi, rimasi lì seduto; Forse questo mi ha salvato la vita. Quindi sì, credo fermamente che le cose succedano per una ragione". Grazie ai finestrini del bus rinforzati non ci sono state vittime o danni gravi a persone, ma soltanto dei feriti lievi, fra cui un poliziotto in servizio.© RIPRODUZIONE RISERVATA