Premier League, Trafford e l'esperienza col Manchester City: "Sono andato via per la mia salute mentale"
Il Leeds United ha conquistato 3 punti importantissimi contro l'ambizioso Tottenham Hotspur di Roberto De Zerbi. Il risultato finale di 1-0 rimane abbastanza stretto per Daniel Farke, tecnico tedesco capace di regalare la promozione ai Whites e salvarli più che tranquillamente nella stagione passata. Il suo 3-5-2 è pragmatico e verticale, dotato di una grande organizzazione che permette alla squadra di potersela giocare con tutti. Il Leeds United ha vinto lo scontro producendo 2.02 di xG, a confronto dei soli 0.77 degli Spurs.
La squadra del tecnico italiano veniva da 3 vittorie consecutive, mentre i Pavoni non trovavano i 3 punti dal 14 settembre. Tuttavia, il secondo tempo del Tottenham (fra scelte tattiche errate di De Zerbi e prestazioni deludenti del reparto offensivo) è stato parecchio insufficiente e ciò ha permesso ai subentrati Wilson e Okafor di combinare l'1-0. Tuttavia, nonostante la sterilità offensiva degli Spurs, il portiere del Leeds United James Trafford ha contribuito in maniera decisiva a mantenere la porta inviolata.
Trafford e l'esperienza negativa al Manchester City
James Trafford ha ottenuto 8.8 come voto su Sofascore, grazie all'1.60 di gol evitati. 4 parate (3 in area) e 4 uscite riuscite su 4, gli sono valse il suo quarto clean sheet stagionale. Eppure, la sua carriera sembrava aver preso la direzione sbagliata dopo essere passato al Manchester City nel 2025-26. All'epoca, Trafford si era messo in mostra con il Burnley ed era riuscito a convincere la sua ex squadra (nel vivaio dal 2015 al 2021) a spendere 27 milioni per lui. Tuttavia, dopo l'esordio da titolare il 16 agosto, il portiere inglese è stato relegato in panchina per l'acquisto a sorpresa di Gigio Donnarumma. Così, dopo sole 17 gare stagionali, Trafford ha deciso di lasciare il City per accasarsi al Leeds United, capace di investire quasi 50 milioni per lui.
Della fallimentare avventura coi Citizens, ne ha parlato proprio il portiere ai microfoni di "The Football Interview" di Football Daily: "È stato davvero un periodo orribile per me. Non giocare mi stava consumando, l'unica cosa che potevo fare era chiamare parenti e amici per sfogarmi. Alla fine ho deciso di andare via per privilegiare la mia salute mentale. Per stare bene ho bisogno di giocare ogni settimana, così posso anche migliorare volta per volta e avvicinarmi al mio obiettivo principale: diventare il portiere titolare dell'Inghilterra".
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