DerbyDerbyDerby Calcio Estero Raimondo Ponte e quella distinta che cambiò lo Zurigo

Raimondo Ponte e quella distinta che cambiò lo Zurigo

Jennifer Saviotti
Il 12 dicembre 1999 lo Zurigo credeva di aver conquistato la Finalrunde. Lo Xamax aveva però già protestato prima del calcio d’inizio.

Ci sono partite che finiscono quando l’arbitro fischia. E ce ne sono altre che, quella sera, devono ancora cominciare. A Neuchâtel, il 12 dicembre 1999, lo FC Zürich aveva appena pareggiato 1-1 contro lo Xamax. Un risultato sufficiente per entrare nella Finalrunde del campionato svizzero. I giocatori potevano guardare alla classifica con la tranquillità di chi aveva raggiunto l’obiettivo. Poi arrivò la distinta.

Su quel foglio comparivano otto giocatori stranieri. Il regolamento ne permetteva sette e lo Xamax lo aveva fatto notare prima ancora che la partita iniziasse.

Quel punto valeva la Finalrunde

Per capire cosa ci fosse in gioco bisogna tornare al calcio svizzero di quegli anni. La prima fase del campionato serviva a dividere le squadre: le prime otto accedevano alla Finalrunde, mentre le altre quattro della massima serie finivano nella fase per la promozione e la salvezza insieme alle migliori quattro della seconda divisione. Il pareggio alla Maladière sembrava aver sistemato lo Zurigo dalla parte giusta della classifica ma, lo Xamax, invece, rischiava di scivolare nell’altra metà. Sul campo era finita 1-1, ma fuori, però, c’era già una protesta.

Otto stranieri sulla distinta

Il limite di sette giocatori stranieri sulla distinta apparteneva al sistema di quote che regolava il calcio svizzero dell’epoca. Non significava che otto stranieri fossero scesi contemporaneamente in campo: il problema era il numero di nomi inseriti sul foglio ufficiale della partita e, Raimondo Ponte, allenatore dello Zurigo, ne aveva messi otto.

Cinque furono effettivamente utilizzati: Saidou Kébé, Gocha Jamarauli, Michail Kawelaschwili, Shaun Bartlett e Cesar Sant’Anna. Gli altri tre - Kanga Akalé, Adam N’Dlovu e Christian Trombini rimasero fuori. Per Ponte, la distinzione era evidente, anni dopo avrebbe ricordato di sapere che cinque stranieri potevano giocare, ma di non essere a conoscenza del limite previsto per la distinta. Lo Xamax, invece, aveva individuato l’errore prima del calcio d’inizio e aveva presentato la propria protesta. La partita si giocò lo stesso e finì 1-1.

Caricamento correlate...

4 novembre 1999: Gary Speed segna per il Newcastle United al 61° minuto durante la partita di UEFA Cup Round 2, Leg 2 contro l'FC Zurich dal St James's Park, Newcastle, Inghilterra. La partita si è conclusa con una vittoria per 3-1 per il Newcastle, consentendo un punteggio aggregato di 5-2 per vederli nel terzo turno. Credito obbligatorio: Michael Steele /Allsport

Il risultato cambia sulla carta

La Commissione disciplinare della Nationalliga accolse la protesta e trasformò il pareggio in una sconfitta per 0-3 a tavolino per lo Zürich e la classifica cambiò insieme al risultato. Lo Xamax entrò nella Finalrunde mentre Lo Zurigo finì nella fase di promozione e salvezza.

Il club fece ricorso, sostenendo anche che la presenza degli otto nomi sulla distinta non aveva prodotto alcun vantaggio sportivo. La decisione, però, venne confermata dal tribunale arbitrale della Federazione svizzera a metà febbraio 2000.

La partita del 12 dicembre era ormai diventata un’altra partita, non si giocava più a Neuchâtel. Si giocava sulle carte, sui regolamenti, sulle conseguenze. E quelle conseguenze sarebbero arrivate fino alla panchina di Ponte.

Dallo Zurigo al Letzigrund

Lo Zürich rimase con Ponte e affrontò la nuova fase del campionato cercando di allontanarsi dalla zona pericolosa. Dopo il pareggio senza reti con l’Aarau arrivarono le vittorie contro Bellinzona e Thun. Poi la squadra si fermò.

Tre sconfitte consecutive contro Delémont, Sion e Baden complicarono la situazione. L’ultima, un 1-2 al Letzigrund davanti a meno di 3.000 spettatori, fu quella decisiva, e il giorno dopo Sven Hotz esonerò Ponte.

Fuori dal suo ufficio, ad aspettarlo, c’erano i giornalisti. Ponte provò a uscire dalla finestra per evitare la stampa, ma anche lì trovò dei reporter ad aspettarlo. Tornò dentro e alla fine lasciò lo stadio dall’uscita normale. Era passato poco più di un anno da quando Ponte era stato nominato allenatore svizzero dell’anno.

La stagione che prese un’altra strada

Al posto di Ponte arrivò Gilbert Gress e, lo Zurigo riuscì a salvarsi e, nella stessa stagione, vinse la Coppa di Svizzera. Il trofeo arrivò il 28 maggio 2000 e interruppe un digiuno lungo 19 anni.

Gilbert Gress, allenatore svizzero (Foto di Mike Egerton/EMPICS via Getty Images)

È uno di quei dettagli che rendono difficile raccontare quella stagione come una semplice storia di errore e conseguenze, lo Zurigo aveva perso la Finalrunde a causa di una distinta compilata male. Pochi mesi dopo, la stessa squadra chiudeva l’annata con un trofeo. Per Ponte, invece, la primavera del 2000 aveva segnato una frattura professionale, e la storia non era ancora finita.

Tredici anni dopo, di nuovo otto

Nel 2013 Ponte allenava il Lugano. Il campionato era cambiato, così come molte delle regole del calcio svizzero, ma una vecchia abitudine tornò a presentarsi nello stesso modo: otto giocatori indicati sulla distinta quando il limite era sette.

Il Lugano aveva battuto 3-0 il Locarno sul campo. Il risultato venne però ribaltato in uno 0-3 a tavolino per la stessa irregolarità che aveva travolto lo Zurigo nel 1999. Quella volta Ponte non cercò attenuanti. «Ma io porto la responsabilità. Per questo errore devo pagare», disse dopo il verdetto, assumendosi la colpa per la distinta compilata in modo irregolare.

Per la Swiss Football League era il déjà-vu di una storia già conosciuta. Per Ponte, una coincidenza difficile da ignorare. La prima volta aveva perso una qualificazione e, pochi mesi più tardi, la panchina dello Zurigo. La seconda volta l’episodio riguardò il Lugano, ancora una volta a causa di una distinta con un giocatore di troppo.

Il calcio, a volte, conserva memoria nei posti più improbabili, non in una fotografia della partita, non nel tabellino. Su una distinta.

Caricamento raccomandazioni...