Rangnick risponde alle accuse di biscotto: "È stato semplicemente calcio, ma del più imprevedibile”
Il pareggio per 3-3 tra Austria e Algeria nell'ultima giornata della fase a gironi ha sancito il passaggio del turno di entrambe le nazionali, condannando l'Iran a una prematura eliminazione. Un verdetto che, per le modalità con cui è maturato, ha immediatamente acceso il solito dibattito sul rischio di "biscotto", nonostante l'incredibile partita e lo spettacolo che ci ha regalato come non avevamo ancora vissuto in questo Mondiale.
Il Mondiale 2026 prosegue e la classifica del Gruppo J vede Austria e Algeria che festeggiano l'accesso alla fase ai sedicesimi di finale dietro l'Argentina, dove le due Nazionali proveranno a sfruttare l'entusiasmo di questa incredibile qualificazione.
Il precedente storico e le parole di Rangnick
Questo scenario ha inevitabilmente risvegliato i ricordi della "Vergogna di Gijón", accaduto nel Mondiale del 1982. In quella storica occasione, la Germania Ovest e l'Austria giocarono una partita falsata per qualificarsi a braccetto ed eliminare proprio la debuttante Algeria. A distanza di 44 anni, i ruoli si sono parzialmente invertiti, ma il timore per un possibile biscotto ha dominato i media e i discorsi dei tifosi prima della partita, creando un clima di enorme pressione su calciatori e allenatori.
Il campo però ha mostrato tutt'altro che una partita truccata, con un incredibile 3-3 arrivato in modo rocambolesco e, come ribadito da Ralf Rangnick, in un modo impossibile da organizzare precedentemente: "Chi ha visto gli ultimi 15 minuti sa che non c’è stato alcun segnale di questo tipo. Anzi, entrambe le squadre volevano vincere. Nessuno può pensare che al 93’ qualcuno abbia deciso di fare un altro gol. È stato semplicemente calcio, ma del più imprevedibile".
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