DerbyDerbyDerby Calcio Estero Rudiger parla del suo passato: "Non si scappa dal proprio paese per scelta, si è costretti"

Rudiger parla del suo passato: "Non si scappa dal proprio paese per scelta, si è costretti"

Federico Iezzi
Il tedesco ha parlato di migrazioni e fuga dalla guerra nell'intervista rilasciata al Guardian, ricordando le fatiche dei propri genitori

Come tutti i calciatori del Real Madrid, dopo due stagioni senza titoli, Rudiger si sta preparando per una rivoluzione, segnalata dal ritorno di Mourinho e dalle elezioni presidenziali. Nel frattempo, però, intervistato dal Guardian ha voluto ricordare il suo passato.

Rudiger: "I miei genitori hanno dovuto abbandonare tutto e ripartire da zero"

Il difensore tedesco, ma di origini africane (sua madre è della Sierra Leone) ha concesso una intervista al Guardian. In questa intervista ha toccato temi che, spesso, sono evitati dai calciatori, in quanto scottanti. Si è parlato, infatti, di migrazioni, di Africa, di fuga dalla guerra e dalla morte. E su queste tematiche, l'ex difensore della Roma ha le idee molto chiare e nette. Del resto è cresciuto a Berlino in un quartiere multietnico, conosce le sue origini, conosce i momenti difficili e i periodi di povertà e difficoltà affrontati dalla sua famiglia.

"Le persone non scappano dal proprio paese in cerca di un rifugio per una loro scelta. Sono costrette. Lo fanno per cambiare la propria vita", ha spiegato il 33enne. Che ha poi raccontato della sua famiglia e di come abbia vissuto sulla sua pelle tutte le difficoltà legate alla povertà: "I miei genitori lo hanno fatto. Non è stato facile per loro: non è stato facile lasciarsi alle spalle un posto e ricominciare tutto da zero. Abbiamo vissuto tutto questo sulla nostra pelle. Per questo motivo riesco ad immedesimarmi e a comprendere le persone a cui succede ora. Mi immedesimo nel loro dolore. E conosco i contesti in cui crescono: io stesso sono cresciuto in un quartiere dove se non si aveva abbastanza cibo bisognava chiedere ai vicini. Condividevamo tutto. E nonostante la situazione, è stata una delle esperienze più belle della mia vita".

Il difensore, ora impegnato con la nazionale della Germania in vista del Mondiale, conclude però lanciando un messaggio di speranza: "E se io sono uscito da quella situazione, chiunque può farcela. Credetemi".