"White Lives Matter" e distanziamento, il premier bulgaro ai tifosi dopo il derby di Sofia: "Continuate così e chiudiamo gli stadi!"
Il mondo del calcio prova a ripartire e seppur la volontà di molti è quella di ritornare alla normalità, c'è chi reclama il buon senso. In Bulgaria il primo ministro Boyko Borissov non è tra i più entusiasti del comportamento tenuto dai tifosi del calcio, in occasione delle ultime gare disputatesi sino a pochi giorni fa. Pertanto osservando i prossimi match avvisa: "Se il distanziamento sociale tra i tifosi non verrà migliorato saremo costretti al divieto di accesso agli spettatori". A seguito delle violazioni delle ultime settimane, il ministro della sanità Kiril Ananiev ha emesso un ordine lunedì che consente l'ingresso di 1.000 spettatori in un solo settore dello stadio. Questo per esortare a mantenere la distanza di sicurezza, tra le regole fondamentali per combattere la pandemia.
Intanto Borissov dopo una riunione governativa, a seguito del comportamento tenuto dai tifosi in occasione della gara tra Levski Sofia e Lokomotiv Plovdiv, ha dichiarato. "Abbiamo dato la possibilità ai giocatori di scendere in campo con il supporto del pubblico tuttavia il comportamento dei tanti sostenitori non è stato adeguato. Radunarsi tutti insieme senza mascherine?! Cosa vogliono dimostrare? Se continuano cosi saremo costretti a chiudere gli stadi come attualmente in Francia, Spagna e in Italia". Anche il ministro dello sport Krasen Kralev ha osservato delle critiche in merito affermando che la Bulgaria fosse sull'orlo di una seconda ondata di COVID 19 a causa di tali violazioni. Va da sè che il derby tra i rivali del CSKA Sofia e del Levski svoltosi sabato davanti a milioni di fan in piedi e molto vicini tra loro non è certo passato inosservato. I tifosi del Levski hanno fra l'altro esibito uno striscione piuttosto odioso: "White Lives Matter"...
© RIPRODUZIONE RISERVATA