DerbyDerbyDerby Calcio Italiano Alvini dopo Frosinone-Como: “Partita di grande livello, abbiamo un’identità precisa”

Alvini dopo Frosinone-Como: “Partita di grande livello, abbiamo un’identità precisa”

Jennifer Saviotti
Massimiliano Alvini racconta il successo del Frosinone, dalla scelta di giocare a campo aperto alla continuità di un percorso iniziato oltre un anno fa.

Il Frosinone supera 2-0 il Como e Massimiliano Alvini guarda oltre il risultato. Nel post partita il tecnico giallazzurro parte dalla qualità della gara, passa attraverso le scelte tattiche che hanno permesso alla sua squadra di affrontare il Como senza rinunciare alla propria identità e arriva al tema che più gli sta a cuore: il percorso.

Per Alvini, infatti, il Frosinone visto oggi non nasce all’improvviso. Il tecnico lega questa prestazione a un lavoro iniziato molto prima e rivendica una squadra riconoscibile, capace di adattare la strategia alla partita senza perdere i propri principi.

Alvini: “Partita di alto livello contro un avversario forte”

La prima analisi riguarda il livello della sfida. Alvini sottolinea la qualità della partita e il valore del Como, soffermandosi anche sullo spettacolo offerto al pubblico presente allo stadio: “Non avevo dubbi che fosse stata una partita di alto livello, bella da vedere e godere. Non si poteva prevedere lo sviluppo ma sono felice per chi è venuto allo stadio. È stata una gara di spessore contro un avversario forte”.

Una vittoria che arriva alla vigilia della sosta per le nazionali, con diversi giocatori destinati a lasciare momentaneamente il gruppo. Anche per questo, subito dopo il fischio finale, il pensiero di Alvini era già rivolto ai prossimi giorni: “Sono contento per chi mi va in nazionale, non sono abituato a perdere 14-15 calciatori e quindi già pensavo alla settimana. L’esperienza mi porta ad essere riflessivo, ho emozioni per la proprietà, la società. È piacevole aver vinto davanti la proprietà americana. Sono emozioni da estendere a tutto il resto, personalmente poco”.

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“Il Frosinone si vede dal primo luglio dell’anno scorso”

Uno dei passaggi più significativi arriva quando ad Alvini viene ricordata una precedente dichiarazione del presidente, secondo cui il vero Frosinone si sarebbe visto dopo la sosta. Il tecnico, però, allarga subito il discorso:“Io penso che il Frosinone si stia vedendo dal 1 luglio dell’anno scorso, sono 48 gare che ha un’identità precisa. Sappiamo benissimo qual è il percorso e la strada che ci aspetta a prescindere dall’avversario. Sicuramente il presidente si riferiva ai nuovi da integrare”.
È qui che emerge con maggiore chiarezza la lettura di Alvini. Il 2-0 contro il Como non viene presentato come un punto di arrivo, ma come un’altra tappa di una squadra che, secondo il suo allenatore, ha già costruito nel tempo un’identità definita.

Alvini spiega la scelta tattica contro il Como

Il tecnico entra poi nel dettaglio della partita e della pressione portata sui centrocampisti avversari. Una scelta che comportava dei rischi, soprattutto contro una squadra capace di giocare e trovare spazio quando viene aggredita alta: “Avevamo da decidere se fare questo o altro. Noi abbiamo un’identità ma poi ogni gara ha una sua strategia. Se vuoi prendere il Como alto rischi di andare a campo aperto, se difendi basso devi andare in duello basso”.
Alvini riconosce anche il momento in cui il Frosinone ha sofferto maggiormente, prima del secondo gol, quando la squadra si è abbassata perdendo pressione: “Noi prima del 2-0 abbiamo sofferto difendendo bassi con poca pressione. Abbiamo scelto di fare quel tipo di partita lì, giocandocela a campo aperto”. Una scelta precisa, quindi: accettare il rischio di una partita più aperta invece di rinunciare alla pressione e abbassarsi stabilmente davanti al Como.

“La tappa individuale la vinci, ma quel che conta è il giro”

L’ultima parte della conferenza riporta Alvini ancora una volta sul percorso e sul lavoro costruito con la società. Per il tecnico, la possibilità di dare continuità a un progetto passa anche dalle condizioni create dal club e dal direttore sportivo:“Puoi avere il tempo di lavorare sul percorso per quello che ti dà la società, il ds. Non ti godi mai una tappa, oggi torno a Fucecchio e mi godo il viaggio ma quello che conta è il percorso per ogni squadra e ogni allenatore, lo dice anche Fabregas”.

REGGIO NELL'EMILIA, ITALY - SEPTEMBER 02: Massimiliano Alvini Head Coach of Frosinone Calcio looks on during the Italian Cup match between US Sassuolo and Frosinone at Mapei Stadium - Citta' del Tricolore on September 02, 2026 in Reggio nell'Emilia, Italy. (Photo by Emmanuele Ciancaglini/Getty Images)

Poi la sintesi con cui Alvini fotografa il momento del suo Frosinone: “La tappa individuale la vinci ma quel che conta è il giro”. Il successo sul Como diventa così soprattutto un altro passaggio dentro una costruzione più ampia. La vittoria resta, così come il 2-0, ma nelle parole dell’allenatore il punto centrale è la continuità di un’identità che il Frosinone vuole mantenere indipendentemente dall’avversario.

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