DerbyDerbyDerby Calcio Italiano Arbitropoli, anche la Procura Federale chiede l’archiviazione: nessuna prova sull’Inter

Arbitropoli, anche la Procura Federale chiede l’archiviazione: nessuna prova sull’Inter

Michele Massa
Gli accertamenti di Chinè non hanno evidenziato interferenze nelle scelte dei direttori di gara e dunque anche i nerazzurri "scagionati"

Sessanta giorni di accertamenti, l’esame delle intercettazioni, l’ascolto di diversi testimoni e arbitri. Al termine dell’attività investigativa, la Procura Federale guidata da Giuseppe Chinè avrebbe scelto la strada dell’archiviazione per il filone principale dell’inchiesta ribattezzata Arbitropoli. A riferirlo è Il Giorno, secondo cui dagli approfondimenti non sarebbero emersi elementi sufficienti per sostenere l’esistenza di condizionamenti sulle designazioni arbitrali finalizzati a favorire l’Inter.

La Procura Federale chiede l'archiviazione del caso Arbitropoli

L’indagine sportiva aveva preso le mosse dagli atti trasmessi dalla Procura di Milano, che già il 14 luglio aveva chiesto l’archiviazione per l’ex designatore Gianluca Rocchi e per il club nerazzurro. Il fascicolo era quindi passato alla Procura Federale, chiamata a verificare autonomamente l’eventuale presenza di violazioni sul piano della giustizia sportiva.

Gli accertamenti di Chinè avrebbero portato a una conclusione analoga a quella della magistratura ordinaria. L’analisi del materiale investigativo e le audizioni effettuate non avrebbero infatti fornito riscontri a un presunto intervento dell’Inter nei confronti dei vertici arbitrali. Anche gli arbitri ascoltati nel corso dell’inchiesta non avrebbero confermato l’esistenza di pressioni o interferenze esterne sulle designazioni.

Un capitolo specifico avrebbe riguardato Andrea Butti, ex team manager dell’Inter e oggi dirigente della Lega Serie A. Alcune sue esternazioni sarebbero state considerate da Chinè eccessivamente caratterizzate da un atteggiamento da tifoso e quindi inopportune, ma, secondo quanto riportato, tali comportamenti non sarebbero stati ritenuti sufficienti per configurare un illecito sportivo.

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Gianluca Rocchi, designatore arbitri italiani CAN A e B (Photo by Filippo Alfero - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

La vicenda, però, non è completamente chiusa. Rimane infatti separato il procedimento relativo alle cosiddette “bussate” alla sala VAR di Lissone. In questo filone risultano coinvolti, a vario titolo, Gianluca Rocchi, l’ex supervisore Andrea Gervasoni e i varisti Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo. Si tratta di un capitolo distinto, che prosegue il proprio percorso investigativo. Per il filone principale, invece, la Procura Federale sembra orientata a mettere la parola fine: nessun elemento ritenuto sufficiente per sostenere l’ipotesi di condizionamenti sulle designazioni arbitrali a vantaggio dell’Inter.

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