Frattesi rivela: "Dopo la morte di mia nonna volevo tornare a casa"
Davide Frattesi è tornato alla Lazio e dietro alla scelta di rientrare nel club che aveva rappresentato una parte importante della sua adolescenza non ci sono soltanto ragioni calcistiche. Il centrocampista biancoceleste, impegnato con la Nazionale in vista della sfida di questa sera contro il Belgio a Roma, ha raccontato a Dazn, nel programma MySkills, le motivazioni che lo hanno spinto a riabbracciare la squadra capitolina.
Frattesi tra scelte e un occhio al passato
Un ruolo importante lo ha avuto Rino Gattuso, allenatore con cui Frattesi aveva già lavorato in Nazionale. Il centrocampista ha spiegato di aver percepito nel tecnico una fiducia rimasta intatta anche nei momenti più complicati vissuti all'Inter: "Con Gattuso avevo già lavorato in Nazionale e ho sempre avuto la sensazione che credesse molto nelle mie qualità. Anche quando all'Inter trovavo pochissimo spazio, continuava a chiamarmi in azzurro perché evidentemente vedeva qualcosa che potevo ancora esprimere. Ho pensato che potesse essere la persona giusta per aiutarmi a fare un altro passo. Per questo, oltre al legame con la Lazio, provo anche una forte riconoscenza nei suoi confronti".
Frattesi ha portato con sé anche l'esperienza maturata all'Inter, soprattutto dal punto di vista della mentalità: "All'Inter ho imparato un modo di vivere il calcio in cui il secondo posto non viene considerato un traguardo e anche un pareggio può lasciare insoddisfatti. È una cultura che si ritrova in ogni dettaglio, dall'alimentazione alle attenzioni dedicate al recupero prima e dopo gli allenamenti. Sono aspetti che ho fatto miei e che voglio continuare a portare con me".
I motivi della scelta della Lazio e il ricordo della nonna
Ma alla base del ritorno a Roma c'è soprattutto una motivazione personale. La scomparsa della nonna ha rafforzato in Frattesi il desiderio di riavvicinarsi alla sua storia e alle sue radici: "Dopo che è venuta a mancare mia nonna ho sentito ancora più forte la necessità di ritornare nel posto che per tanti anni avevo considerato casa. La Lazio la sento profondamente mia e quello che succede alla squadra riesce a influenzare anche il mio umore. Quando indosso questa maglia è come se stessi difendendo qualcosa che appartiene alla mia famiglia".
Un sentimento nato anche grazie al padre e alle giornate trascorse all'Olimpico: "Da bambino andavo allo stadio con papà e insieme immaginavamo un giorno di poter vedere me giocare con la prima squadra proprio lì. Adesso quella fantasia è diventata realtà".
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