DerbyDerbyDerby Calcio Italiano Louis Van Hege, cinque gol alla Juventus nel 1912: il belga che firmò l’8-1 del Milan

Louis Van Hege, cinque gol alla Juventus nel 1912: il belga che firmò l’8-1 del Milan

Jennifer Saviotti
Il 14 gennaio 1912 il Milan superò la Juventus per 8-1 al Campo di Porta Monforte

Cinque gol distribuiti in altrettanti minuti del tabellino: 20’, 59’, 65’, 74’ e 75’. Il nome accanto è sempre lo stesso, quello di Louis Van Hege. Il 14 gennaio 1912 il Milan batté la Juventus per 8-1. Si giocava al Campo Milan di Porta Monforte, ventiquattro anni prima che i rossoneri disputassero la loro prima partita ufficiale a San Siro. La Serie A a girone unico non esisteva ancora e il campionato si chiamava Prima Categoria. Anche Milan-Juventus apparteneva a un calcio molto diverso da quello che avrebbe trasformato le due squadre in rivali abituali per titoli e trofei.

Il risultato ha attraversato più di un secolo. Rimane la vittoria più larga del Milan contro la Juventus e la peggiore sconfitta esterna nella storia bianconera. Al centro di quel pomeriggio c’era un attaccante belga di 22 anni che segnava con una frequenza difficile da contenere persino dentro i numeri del calcio pionieristico.

Milan-Juventus prima di San Siro

Il Campo di Porta Monforte ospitava le partite interne del Milan dal 1906. Aveva una piccola tribuna in legno, una gradinata per i posti popolari e l’ingresso in via Fratelli Bronzetti. Su quel terreno erano state introdotte pochi anni prima anche le reti dietro le porte, una novità per il calcio italiano dell’epoca.

Fu lì che Milan e Juventus disputarono la tredicesima giornata del campionato nordoccidentale 1911-1912. La formula prevedeva due raggruppamenti interregionali e una successiva finale nazionale. Nel girone del Nord-Ovest giocavano, tra le altre, Pro Vercelli, Genoa, Inter, Torino, Milan e Juventus.

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I rossoneri avevano già dominato la gara d’andata. Il 29 ottobre 1911 si erano imposti per 4-0 a Torino, con tre reti di Giuseppe Rizzi e una di Aldo Cevenini. Il ritorno allargò ulteriormente la distanza: la Juventus si presentò a Milano con dieci calciatori. Il Milan ne approfittò fin dai primi minuti e al 12’ passò in vantaggio con Cevenini. Van Hege segnò il 2-0 al 20’, mentre Rizzi aggiunse la terza rete al 28’.

Prima dell’intervallo Angelo Besozzi riuscì ad accorciare le distanze per i bianconeri. Il primo tempo si concluse sul 3-1, un risultato ancora lontano dalle dimensioni che la partita avrebbe assunto nella ripresa.

Louis Van Hege, Ph credits San Siro, Instagram

Quattro gol in sedici minuti

Van Hege tornò sul tabellino al 59’ e al 65’. Prima la rete del 4-1, poi quella del 5-1. Il Milan continuò ad attaccare e il belga non si fermò. Segnò ancora al 74’ e, appena un minuto più tardi, completò la sua cinquina portando il risultato sul 7-1. Quattro gol personali dal 59’ al 75’, concentrati nella parte di gara in cui la resistenza juventina cedette definitivamente.

All’85Rizzi realizzò la propria doppietta e fissò il punteggio sull’8-1.Il tabellino finale divise le otto reti rossonere fra tre giocatori: cinque di Van Hege, due di Rizzi e una di Cevenini. Per la vecchia signora rimase il gol di Besozzi alla fine del primo tempo.

Non esistono immagini attraverso le quali rivedere quelle azioni. Restano i nomi, i minuti e una successione che racconta da sola la direzione presa dalla partita: il 3-1 dell’intervallo diventò 7-1 in poco più di un quarto d’ora. La cinquina contro la Juventus non fu un episodio isolato. Van Hege era arrivato a Milano da meno di due anni e aveva già mostrato una continuità realizzativa fuori dal comune. Quel pomeriggio portò quei numeri alla loro espressione più evidente.

Van Hege, il belga dei 98 gol

Louis Van Hege era nato a Uccle, in Belgio, l’8 maggio 1889. Il Milan lo aveva acquistato nel 1910 dall’Union Saint-Gilloise su iniziativa del presidente Piero Pirelli. Il suo impatto fu immediato: all’esordio segnò due reti contro il Genoa.

Rimase in rossonero per cinque campionati prima che la Prima guerra mondiale lo costringesse a rientrare in Belgio. I numeri conservati dal Milan gli attribuiscono 98 gol in 88 partite ufficiali, una media superiore a una rete per gara. Nella stagione 1911-1912 ne realizzò 18 in 17 presenze. Quella prestazione rappresenta ancora il massimo di reti segnate da un calciatore del Milan in una singola partita ufficiale, primato condiviso con Aldo Cevenini, Carlo Galli e José Altafini.

Dal 1913 al 1915 Van Hege indossò anche la fascia di capitano. La guerra interruppe la sua esperienza italiana e lo riportò all’Union Saint-Gilloise, ma non concluse la sua storia sportiva. Con il Belgio vinse la medaglia d’oro nel torneo di calcio delle Olimpiadi di Anversa del 1920. Dodici anni più tardi partecipò anche ai Giochi invernali di Lake Placid nel bob a due, chiudendo al nono posto.

Calciatore e bobbista, capitano del Milan e campione olimpico: dietro il nome ripetuto cinque volte nel tabellino del 1912 c’era una carriera capace di attraversare discipline, Paesi e un conflitto mondiale.

L’8-1 e uno Scudetto sfiorato

La goleada contro la Juventus accompagnò il Milan in una stagione giocata a lungo al vertice. I rossoneri chiusero il campionato nordoccidentale con il miglior attacco e la miglior difesa: 60 reti segnate e appena 10 subite. Quei primati non bastarono per conquistare il titolo.

La Pro Vercelli terminò il girone con 32 punti, uno in più del Milan, al termine di un calendario condizionato da rinvii e recuperi. I due scontri diretti erano finiti in parità, 1-1 a Vercelli e 2-2 a Milano. Sulla corsa dei rossoneri pesò anche il pareggio casalingo della prima giornata contro il Piemonte, che avrebbe poi chiuso all’ultimo posto. La Pro Vercelli vinse la successiva finale nazionale contro il Venezia e conquistò il secondo titolo consecutivo.

Il Milan mancò lo Scudetto, ma consegnò alla propria storia quell’8-1. Dopo il 4-0 dell’andata, i rossoneri avevano segnato dodici reti alla Juventus nei due confronti stagionali. Più di un secolo dopo, di quel pomeriggio non restano filmati né immagini dei gol. Il tabellino conserva ciò che basta: Cevenini al 12’, Rizzi al 28’ e all’85’, Besozzi per la Juventus al 44’.

In mezzo, per cinque volte, Louis Van Hege.

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