DerbyDerbyDerby Calcio Italiano L’ultima danza di Iago Aspas passa dalla Juventus: Vigo saluta il suo figlio più grande

L’ultima danza di Iago Aspas passa dalla Juventus: Vigo saluta il suo figlio più grande

Jennifer Saviotti
Dalla doppietta che salvò il Celta nel 2009 alla semifinale europea con il Manchester United, fino al ritorno dopo l'infortunio: la Juventus riporta Aspas a una delle prime grandi notti vissute da tifoso.

Iago Aspas ricorda bene l’ultima visita della Juventus a Balaídos. Il 9 marzo 2000 aveva dodici anni ed era in tribuna, mentre il Celta Vigo rifilava quattro gol alla squadra di Carlo Ancelotti. Claude Makélélé aprì le marcature, Alessandro Birindelli segnò nella propria porta e Benni McCarthy completò la serata con una doppietta. Il Celta eliminò i bianconeri dalla Coppa UEFA e Aspas, che sognava di giocare con quella maglia, si portò a casa un ricordo destinato a riaffiorare parecchio tempo dopo.

Sono passati ventisei anni e la Juventus torna a Vigo giovedì 15 ottobre, stavolta per la seconda giornata di Europa League. Aspas ne ha trentanove, indossa il numero 10 ed è il capitano della squadra che seguiva da ragazzino. Ha già annunciato che questa sarà la sua ultima stagione da calciatore. E quando, all’inizio di ottobre, gli hanno chiesto come procedesse il recupero dall’infortunio, ha raccontato di avere in testa soprattutto una partita: quella contro la Juve. Ha ricordato anche dove si trovava nel 2000. Sugli spalti, appunto.

Quattro gol alla Juventus, con Aspas in tribuna

Quella del marzo 2000 era una Juventus piena di campioni. In campo c’erano Alessandro Del Piero, Edgar Davids, Antonio Conte e Ciro Ferrara; Zinédine Zidane sarebbe entrato nella ripresa. L’andata a Torino era finita 1-0 per i bianconeri, grazie a una rete di Kovačević. Al Celta di Víctor Fernández serviva una rimonta e a Balaídos bastarono pochi secondi per capire che la serata avrebbe preso una piega insolita.

Mostovoi superò Ferrara e servì Makélélé, che segnò dopo appena mezzo minuto. Prima dell’intervallo arrivarono l’espulsione di Conte e l’autorete di Birindelli, nata da un calcio d’angolo. Nella ripresa il portiere Edwin van der Sar non riuscì a trattenere due palloni e McCarthy ne approfittò entrambe le volte. La Juventus rimase anche in nove per l’espulsione di Montero. Finì 4-0, con il Celta qualificato ai quarti di finale.

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Aspas conosceva già bene Balaídos, ma allora il suo posto era tra chi guardava. Era nato a Moaña, dall’altra parte della ría di Vigo, e sarebbe cresciuto nel vivaio del Celta. Il club galiziano attraversò negli anni successivi momenti assai meno felici di quella notte europea. La squadra che aveva eliminato la Juventus finì in Segunda División, dove avrebbe dovuto lottare perfino per evitare un’altra retrocessione. Fu proprio in una di quelle partite che il giovane Aspas cominciò a diventare qualcosa di speciale per i tifosi.

Il pomeriggio in cui un ragazzo di Moaña salvò il Celta

Il 6 giugno 2009 il Celta ospitava il Deportivo Alavés. Non c’erano in palio i quarti di una coppa europea, ma punti necessari per rimanere nella seconda serie spagnola. La squadra di Eusebio Sacristán era in difficoltà e gli ospiti avevano avuto diverse occasioni per passare in vantaggio. A Balaídos si respirava una tensione ben diversa dall’entusiasmo del 2000.

Nella ripresa Eusebio mandò in campo Aspas, ventun anni, poche apparizioni in prima squadra e parecchia voglia di farsi vedere. Il giovane attaccante cominciò a creare problemi alla difesa dell’Alavés, poi all’80’ segnò di testa il gol dell’1-0. Sembrava fatta, ma a pochi minuti dalla fine Juanjo pareggiò per gli ospiti. Il Celta si ritrovò nuovamente a soffrire, finché Aspas non segnò ancora, al 94’. Due gol, una vittoria per 2-1 e la salvezza matematica.

Per i tifosi quella doppietta è rimasta legata al giorno in cui un ragazzo del vivaio evitò al Celta di precipitare ancora più in basso. Aspas non aveva bisogno di conoscere la storia del club attraverso i racconti degli altri: ne aveva già vissuto una parte da tifoso e ora cominciava a scriverne una propria. Tre anni dopo avrebbe contribuito alla promozione in Primera División, riportando la squadra nel massimo campionato spagnolo.

La sua carriera, però, non sarebbe rimasta sempre in Galizia. Nel 2013 arrivò la chiamata del Liverpool. In Premier League, Aspas trovò poco spazio e non riuscì a segnare in campionato. Seguì una stagione al Siviglia, conclusa con la conquista dell’Europa League ma senza un ruolo stabile in squadra. Nel 2015 tornò al Celta. Aveva ventisette anni e un’esperienza all’estero molto diversa da quella che probabilmente aveva immaginato. A Vigo ritrovò il campo, i gol e la continuità che gli erano mancati.

Dall’Old Trafford ai record con la maglia celeste

Il Celta tornò in Europa e nella stagione 2016/17 arrivò fino alla semifinale di Europa League. Aspas fu uno dei protagonisti di quel percorso, segnando cinque reti nella competizione. Il club galiziano eliminò Shakhtar Donetsk, Krasnodar e Genk, guadagnandosi una doppia sfida contro lo United di Mourinho.

All’andata, a Balaídos, una punizione di Rashford consegnò agli inglesi la vittoria per 1-0. Al ritorno, all’Old Trafford, segnò prima Marouane Fellaini, poi Facundo Roncaglia riaprì la qualificazione nel finale. Sul punteggio di 1-1 il Celta ebbe ancora un’occasione per raggiungere la finale, ma Guidetti non riuscì a trasformarla in gol. Passò lo United, che avrebbe poi conquistato il trofeo.

VIGO, SPAGNA - 02 OTTOBRE: Iago Aspas dell'RC Celta de Vigo segna un gol contro l'FC Barcelona durante la partita di La Liga tra Real Club Celta de Vigo e Futbol Club Barcelona allo stadio Balaidos il 2 ottobre 2016 a Vigo, Spagna. (Foto di Octavio Passos/Getty Images)

Aspas continuò a segnare per il Celta anche dopo quella semifinale. Con il tempo diventò il miglior marcatore della storia del club e il calciatore con più presenze ufficiali in maglia celeste. Cambiò anche il suo modo di stare in campo. Alla velocità e alla ricerca della porta affiancò sempre più spesso la capacità di abbassarsi, ricevere il pallone tra le linee e mandare al tiro i compagni. Un adattamento che gli ha permesso di restare importante anche quando l’età ha cominciato a richiedere qualche attenzione in più.

Per un giocatore che aveva lasciato Vigo due volte, Liverpool e Siviglia sono rimaste parentesi relativamente brevi. Il grosso della carriera lo ha trascorso a Balaídos, dove ha vissuto la lotta per la salvezza, la promozione, le notti europee e i record individuali. È anche per questo che la decisione sul suo futuro è diventata una questione che riguarda l’intero ambiente del Celta.

Il numero 10, l’infortunio e la Juventus che ritorna

Il 21 maggio 2026 il club ha annunciato il rinnovo di Aspas per un’ultima stagione da calciatore. Dal luglio 2027 entrerà nella struttura sportiva del Celta, con un accordo che arriverà fino al 2029. Il ruolo preciso non è stato ancora definito. Il capitano, intanto, ha spiegato di voler continuare a vivere normalmente gli allenamenti e le partite, senza trasformare ogni settimana in un conto alla rovescia.

A inizio ottobre, durante un incontro dedicato al giornalismo sportivo a Vigo, ha raccontato di essere ancora competitivo perfino nelle partitelle contro compagni molto più giovani. Ha anche espresso un desiderio per il giorno in cui lascerà la maglia numero 10: vorrebbe che la indossasse un altro calciatore cresciuto nel vivaio. Una scelta che dice molto del rapporto tra Aspas e il Celta, senza bisogno di immaginare cerimonie o discorsi d’addio.

VALENCIA, SPAGNA - 22 AGOSTO: Iago Aspas del Celta de Vigo passa la palla durante la partita LaLiga EA Sports 2026/27 tra Valencia CF e RC Celta de Vigo all'Estadi de Mestalla il 22 agosto 2026 a Valencia, Spagna. (Foto di Clive Brunskill/Getty Images)

Nello stesso incontro è tornato a parlare della Juventus. Aspas era fermo per un problema muscolare accusato a settembre e sperava di recuperare in tempo per il 15 ottobre. Il 9 ottobre è arrivato il via libera medico; cinque giorni dopo il suo nome è comparso nella lista dei 24 convocati da Claudio Giráldez. La presenza in campo, e soprattutto l’eventuale impiego dal primo minuto, dipenderanno dalle scelte dell’allenatore. Ma il capitano è tornato a disposizione proprio per la partita che aspettava.

La Juventus ritroverà un Balaídos molto diverso da quello del 2000. Non ci saranno Mostovoi e McCarthy, né Ancelotti sulla panchina bianconera. Ci sarà invece quel ragazzino che aveva assistito al 4-0 dalla tribuna, diventato nel frattempo il calciatore più presente e il miglior marcatore nella storia del Celta.

Aspas sa già che, alla fine della stagione, dovrà lasciare la maglia numero 10. Ha chiesto che possa passare a un altro ragazzo del vivaio, uno di quelli che oggi guardano la prima squadra e immaginano di arrivarci. Lui, intanto, ha ancora una Juventus da affrontare. Ventisei anni fa aveva trovato posto sugli spalti. Stavolta è nella lista dei convocati.

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