DerbyDerbyDerby Calcio Italiano Prima avversario, poi rossonero: quando Okafor segnò al Milan e finì per farsi scegliere

Prima avversario, poi rossonero: quando Okafor segnò al Milan e finì per farsi scegliere

Jennifer Saviotti
Il gol alla Red Bull Arena, i precedenti europei, i mesi di contatti e le battute con Maignan e Kalulu: la vicenda dell'attaccante svizzero che il Milan imparò a conoscere da avversario.

Mike Maignan aveva una spiegazione tutta sua per quel pallone passato tra le gambe: fortuna. Noah Okafor, che glielo aveva fatto passare, la pensava diversamente. O almeno teneva a precisare che il tunnel rifilato poco prima a Pierre Kalulu era stato assolutamente voluto. Nell’estate del 2023 i tre erano diventati compagni di squadra al Milan e il gol segnato dallo svizzero quasi un anno prima, durante una partita di Champions League, era ancora argomento di conversazione. Okafor raccontò l’episodio alla Gazzetta dello Sport, divertito dalle obiezioni del nuovo portiere. Del resto, il risultato di quell’azione non poteva cambiarlo nessuno.

Il 6 settembre 2022, alla Red Bull Arena, Okafor aveva impiegato pochi secondi per mettere in difficoltà due protagonisti dello scudetto milanista. Il Salisburgo aveva pareggiato 1-1 contro la squadra di Stefano Pioli e il suo attaccante si era guadagnato parecchie attenzioni. Tra queste, anche quelle del club rossonero. Fu lo stesso giocatore a raccontare, nell’agosto successivo, che dopo gli incontri di Champions il Milan aveva mantenuto i contatti con lui. Il trasferimento sarebbe arrivato dieci mesi dopo quella prima sfida, quando il numero 77 del Salisburgo avrebbe lasciato il posto alla maglia rossonera.

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Una brutta sorpresa per i campioni d’Italia

Il Milan si presentò a Salisburgo tre giorni dopo aver vinto 3-2 il derby contro l’Inter. Era campione d’Italia in carica e cercava di cominciare bene un percorso europeo che nella stagione precedente si era interrotto ai gironi. Ad aspettarlo c’era una squadra piuttosto scomoda. Il Salisburgo di Jaissle aveva raggiunto per la prima volta gli ottavi di Champions League pochi mesi prima e continuava a puntare su un calcio aggressivo, fatto di pressing alto e ripartenze veloci. In attacco, accanto al brasiliano Fernando, giocava Okafor: ventidue anni, una buona esperienza internazionale e una certa confidenza con il gol.

Gli austriaci misero subito pressione al Milan, cercando di disturbare la costruzione dal basso. Al 28’ Fernando sorprese Ismaël Bennacer nei pressi dell’area rossonera e servì Okafor sulla sinistra. Lo svizzero puntò Kalulu, gli fece passare il pallone tra le gambe e si liberò per il tiro. Davanti aveva Maignan, superato a sua volta con un destro che gli passò in mezzo alle gambe. Il pallone terminò in rete e il Salisburgo si portò sull’1-0. Due tunnel nella stessa azione, tanto che la UEFA avrebbe poi dedicato al gol un video specifico.

La risposta milanista arrivò al 40’. Bennacer servì Rafael Leão, il portoghese avanzò sulla sinistra e trovò Saelemaekers al centro dell’area. Controllo e conclusione di mancino alle spalle di Philipp Köhn: per il belga era il primo gol in Champions. Il Salisburgo continuò a creare occasioni anche dopo l’intervallo, soprattutto con Fernando, mentre Pioli provò a cambiare qualcosa dalla panchina. Nel recupero un destro di Leão, deviato da Bernardo, finì sul palo. Il risultato rimase sull’1-1.

Okafor aveva fatto vedere parecchio del proprio repertorio in una sola azione. La rapidità nello stretto, il dribbling, la capacità di arrivare alla conclusione senza perdere tempo. Qualità che il Milan aveva sperimentato direttamente, anche se il giovane svizzero non era certo uno sconosciuto nel calcio europeo.

Il Salisburgo e quei gol che pesavano già in Champions

Okafor era arrivato in Austria nel gennaio 2020, dopo essere cresciuto nel settore giovanile del Basilea. Nato a Binningen il 24 maggio 2000, aveva debuttato in prima squadra nel 2018 e conquistato una Coppa di Svizzera. Il Salisburgo lo aveva scelto in un periodo di grandi cambiamenti nel reparto offensivo, dopo la partenza di Erling Haaland per il Borussia Dortmund. Per il giovane attaccante cominciò un percorso che lo avrebbe portato a vincere quattro campionati austriaci e tre Coppe nazionali.
La sua prima stagione europea davvero significativa fu quella del 2021/22. Il 20 ottobre 2021 segnò una doppietta al Wolfsburg, battuto 3-1 in una partita della fase a gironi di Champions League. L’8 dicembre arrivò un gol ancora più importante. Contro il Siviglia, in una gara decisiva per la qualificazione, Okafor segnò al 50’ la rete dell’1-0 che permise al Salisburgo di raggiungere gli ottavi. Nessuna squadra austriaca era mai riuscita a superare la fase a gironi della Champions nel suo formato moderno. Con tre reti, lo svizzero chiuse quella fase del torneo da miglior marcatore del club insieme ad Adeyemi.

Il gol al Milan, nel settembre successivo, si aggiunse quindi a una serie di prestazioni già convincenti. E Okafor non si fermò lì. Segnò anche al Chelsea a Stamford Bridge, contribuendo all’1-1 contro i londinesi, e alla Dinamo Zagabria, battuta 1-0 in Austria. Tre reti in un girone che comprendeva due squadre destinate a qualificarsi agli ottavi, Chelsea e Milan. Il Salisburgo concluse invece al terzo posto, ottenendo il passaggio in Europa League.

CAIRATE, ITALIA - 13 AGOSTO: Noah Okafor dell'AC Milan in azione durante una sessione di allenamento dell'AC Milan al Milanello il 13 agosto 2025 a Cairate, Italia. (Foto di Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)

L’ultima partita di quel gruppo si giocò il 2 novembre a San Siro. Il Milan aveva bisogno di almeno un pareggio per qualificarsi, ma travolse gli austriaci per 4-0 con una doppietta di Olivier Giroud e i gol di Rade Krunić e Junior Messias. Okafor partì titolare e rimase in campo fino al 77’, senza riuscire a ripetere quanto fatto all’andata. La squadra di Pioli avrebbe proseguito il proprio cammino fino alla semifinale contro l’Inter. Per l’attaccante del Salisburgo, invece, quella fu l’ultima partita di Champions della stagione. Con il Milan, però, i rapporti non si erano esauriti.

I mesi di contatti, Leão e la maglia numero 17

Il 22 luglio 2023 il club rossonero annunciò ufficialmente l’acquisto di Okafor a titolo definitivo. Il contratto prevedeva la permanenza a Milano fino al 30 giugno 2028. L’attaccante lasciava il Salisburgo dopo tre stagioni e mezzo, portando con sé un bagaglio di gol, trofei ed esperienza europea che lo rendeva un’alternativa interessante per l’attacco di Pioli.

La trattativa, secondo quanto raccontato dal giocatore alla Gazzetta dello Sport il 1° agosto, era cominciata diversi mesi prima. I contatti con il Milan erano durati tra sei e nove mesi e si erano intensificati nelle ultime due settimane. L’accordo definitivo era stato raggiunto in tre o quattro giorni. Okafor aveva ricevuto altre offerte, ma aveva scelto Milano, convinto dalle prospettive del club e dalla possibilità di compiere un altro passo nella propria carriera.

Il Milan cercava un attaccante capace di offrire soluzioni differenti da quelle di Giroud. Il francese garantiva presenza fisica, gioco spalle alla porta e abilità nel proteggere il pallone; Okafor portava velocità, dribbling e una maggiore predisposizione ad attaccare gli spazi. Poteva giocare su entrambe le fasce oppure al centro, adattandosi alle necessità della squadra. Una duttilità che avrebbe trovato spazio soprattutto nei cambi di Pioli durante le partite.

A Milanello c’era anche qualcuno che Okafor conosceva già abbastanza bene. Leão lo aveva affrontato con la nazionale portoghese e i due avevano continuato a sentirsi dopo le sfide di Champions tra Milan e Salisburgo. Si erano scambiati messaggi, ritrovandosi poi da avversari anche al Mondiale in Qatar. Nell’intervista alla Gazzetta, lo svizzero scherzò sulle loro somiglianze: entrambi amavano il dribbling, erano giovani e condividevano lo stesso senso dell’umorismo. Li definì quasi gemelli.

DUBLINO, IRLANDA - 09 AGOSTO: Noah Okafor dell'AC Milan corre con la palla sotto la pressione di Harry Gray del Leeds United durante l'amichevole precampionato tra Leeds United e AC Milan all'Aviva Stadium il 09 agosto 2025 a Dublino, Irlanda. (Foto di Charles McQuillan/Getty Images)

Il portoghese gli lasciò anche, indirettamente, un numero di maglia. A Salisburgo Okafor indossava la 77 perché il 7 era il suo numero preferito. Al Milan, però, il 7 apparteneva già a Yacine Adli. Scelse allora la 17, che Leão aveva appena lasciato libera per prendere la numero 10. Quanto bastava per aggiungere un’altra piccola curiosità al loro rapporto.

I gol dalla panchina e l’ultima tappa rossonera

Il primo gol con il Milan arrivò il 27 settembre 2023, contro il Cagliari. Pioli schierò Okafor titolare al centro dell’attacco e lo svizzero rispose segnando il pareggio al 40’, dopo che Radunović non era riuscito a trattenere un pallone messo in area da Christian Pulisic. I rossoneri completarono la rimonta con Tomori e Loftus-Cheek, vincendo 3-1. Tre giorni più tardi Okafor segnò anche alla Lazio, chiudendo sul 2-0 la partita di San Siro.

La sua prima stagione milanista prese una direzione piuttosto particolare. Okafor faticava a trovare continuità nell’undici iniziale, ma dalla panchina riusciva spesso a incidere. Il 20 gennaio 2024, a Udine, entrò nella ripresa e segnò al 93’ il gol del 3-2, completando la rimonta del Milan. Il 1° marzo, all’Olimpico contro la Lazio, fu ancora lui a decidere la partita: subentrato ad Adli, trovò all’88’ la rete dell’1-0. Il 14 aprile segnò anche nel 3-3 contro il Sassuolo, aiutando i rossoneri a recuperare una gara nella quale erano stati sotto di due gol.

Le reti nei minuti finali gli permisero di guadagnarsi uno spazio importante nelle rotazioni offensive. Pioli sapeva di poter contare sulla sua velocità quando gli avversari cominciavano a perdere energie e gli spazi aumentavano. Il rendimento, però, non bastò a trasformarlo in un titolare stabile. Okafor alternò partite dall’inizio e ingressi a gara in corso, rimanendo una soluzione utile senza riuscire a imporsi definitivamente.

Nel febbraio 2025 il Milan lo cedette in prestito al Napoli, con diritto di riscatto. L’esperienza in azzurro non portò a una permanenza definitiva e, durante l’estate, lo svizzero tornò formalmente al club rossonero. Il 21 agosto 2025 arrivò il comunicato che annunciava la sua cessione a titolo definitivo al Leeds United.

MANCHESTER, INGHILTERRA - 13 APRILE: Noah Okafor del Leeds United festeggia il secondo gol della sua squadra con Dominic Calvert-Lewin durante la partita di Premier League tra Manchester United e Leeds United all'Old Trafford il 13 aprile 2026 a Manchester, Inghilterra. (Foto di Carl Recine/Getty Images)

A Milano Okafor era arrivato dopo aver messo in difficoltà la difesa rossonera in Champions League; se ne andava dopo aver segnato anche gol importanti con quella stessa maglia. La parentesi si chiuse senza che riuscisse a conquistare un posto fisso nell’attacco milanista, ma con diverse partite decise entrando dalla panchina. Restava poi quel precedente di Salisburgo, diventato motivo di scherzo tra compagni. Maignan poteva continuare a parlare di fortuna, Okafor a rivendicare il dribbling su Kalulu. Su una cosa, almeno, non c’era da discutere: il pallone era finito in rete.

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