DerbyDerbyDerby Calcio Italiano Serie A I top e i flop della 36a giornata di Serie A: Como in Europa, Milan horror
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I top e i flop della 36a giornata di Serie A: Como in Europa, Milan horror

Alessandro Savoldi
Festa grande per i lariani, che ora tenteranno l'assalto alla Champions League. Decisamente negativo il periodo del Milan

Top e flop della 36a giornata di Serie A: eccoli. In un turno che consacra il Como, a due anni esatti dalla promozione nella massima serie, c'è tanto altro di cui parlare.

I top di giornata: il Como in Europa, duello Roma-Juve ma...

Como si dice Europa? Al Bentegodi la banda di Fabregas vince una partita non semplice contro il Verona, agguerrito e ben messo in campo, e conquista un posto nelle competizioni Uefa per la stagione 26/27. Poco importa se sarà Champions, Europa o Conference: per i lariani è già storia. In condizioni pressoché irripetibili altrove, forse, ma il lavoro svolto da società, tecnico e giocatori è encomiabile, non solo con la Prima Squadra. Anche la Primavera ha conquistato nel weekend la promozione dal Campionato Primavera-2 al Primavera-1, dimostrazione di un approccio di crescita a 360°, anche nel calcio femminile, con la promozione in Serie A della Prima Squadra e la promozione della formazione Primvera nella massima categoria. Idee, visione, investimenti: "Como si dice Europa", senza punto di domanda.
Cambiando totalmente zona di classifica, la Cremonese batte il Pisa e torna a sperare nella salvezza. I grigiorossi si giocheranno tutto in 180 minuti, con la necessità di fare un punto in più del Lecce per conquistare almeno lo spareggio. Non sarà facile, ma con la vittoria di domenica torna a essere possibile, nonostante un calendario più complicato di quello dei salentini. Tra i giocatori della Cremo, un plauso a Bonazzoli. Nove gol in stagione, tanta voglia di far bene, qualità assolutamente da Serie A. Tanto della corsa salvezza passerà dal suo mancino.

Tanto della corsa Champions passerà invece dalla vena realizzativa di un alieno atterrato in Serie A in inverno: Donyell Malen, altri due gol contro il Parma. Al di là delle polemiche post gara, la Roma reagisce quando sembrava prossima al ko tecnico e ora la corsa Champions è più viva che mai. Quattro squadre in tre punti per due posti per un finale mozzafiato. E quanto fa male, adesso, quel gol di Gatti nel 3-3 dell'Olimpico contro la Juventus. Proprio la Juve batte il Lecce e va al terzo posto in solitaria: i bianconeri sono favoriti per un posto nelle prime quattro, ma occhio, perché la Fiorentina e il Toro sognano lo sgambetto.

La festa di Donyell Malen dopo la vittoria al Tardini in Parma-Roma di Serie A (Foto di Luciano Rossi/AS Roma via Getty Images)

Doppio colpaccio esterno, invece, per Bologna e Atalanta. In due momenti molto diversi, con l'Atalanta che non sa quale sarà il suo futuro, mentre Italiano è più out che in, due delle deluse di questa stagione si tolgono lo sfizio di andare a vincere in due stadi prestigiosi come il Maradona e il Meazza. Curiosamente il risultato è lo stesso, un pirotecnico 2-3. Qui qualche merito in più va al Bologna, capace di reagire dopo essersi fatto rimontare dai partenopei.

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I flop della 36a di Serie A: ... occhio al Milan. Male anche il Napoli

Domenica sera da incubo a San Siro per un Milan che ora vede seriamente in pericolo il quarto posto. Una squadra involuta, distratta, irriconoscibile (in difesa) perde contro l'Atalanta ed è pienamente invischiata nella lotta Champions. I rossoneri ora tremano, perché la trasferta di Marassi, con mezza squadra squalificata, tutto è tranne che banale. Allegri ha passato tutta la stagione a fare la conta dei punti: un messaggio tremendo, autoimposizione di limiti al di là di quelli già presenti. Con la rosa che ha, con una sola partita a stagione, il Milan avrebbe dovuto fare di più.

La delusione dei tifosi rossoneri dopo la sconfitta del Milan contro l'Atalanta in Serie A. (Foto di Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)

Anche il Napoli ha ormai tirato completamente i remi in barca e perde contro il Bologna in casa. Il quarto posto, complice un calendario tutto sommato più agevole della concorrenza, non dovrebbe essere in pericolo, ma la spina è completamente staccata dalla presa. I partenopei si trascinano stancamente alla fine di una stagione che, a conti fatti, non si può che definire deludente, anche se l'alibi infortuni è sicuramente da considerare. Ultimo flop per il Lecce. Non per il risultato, per carità: perdere con la Juventus ci sta. Se il tuo allenatore però, come ha detto dopo la gara, ha calcato la mano sui calci d'inizio avversari, non è accettabile prendere gol dopo 10 secondi, figlio di una leggerezza insostenibile per una squadra che deve salvarsi.