DerbyDerbyDerby Calcio Italiano Serie A Il Napoli si ferma a Como: finisce 0-0, le statistiche della gara
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Il Napoli si ferma a Como: finisce 0-0, le statistiche della gara

Carmine Panarella
Termina a reti bianche la sfida tra lariani e partenopei: portieri imbattuti ed equilibrio che tutto sommato rende giusto il pareggio

Finisce senza reti una sfida tutt’altro che banale tra Como e Napoli, uno 0-0 che racconta una partita molto più ricca di quanto dica il risultato. I padroni di casa giocano con coraggio e qualità, mettendo a lungo in difficoltà gli azzurri, mentre la squadra partenopea si affida soprattutto alla solidità difensiva e a qualche episodio, come il palo colpito da Politano nel finale, che avrebbe potuto cambiare completamente il copione.

Il controllo del gioco: possesso e costruzione

Il dato più evidente è il 57% di possesso palla del Como contro il 43% del Napoli, segnale chiaro di una squadra che ha voluto fare la partita. I lariani hanno gestito meglio i ritmi, costruendo con pazienza grazie ai 506 passaggi completati, contro i 385 degli ospiti. Questo volume di gioco non è stato sterile: il Como ha infatti mantenuto il controllo territoriale, costringendo spesso il Napoli a difendersi e a ripartire.
Il Napoli, dal canto suo, ha accettato una fase più attendista, cercando di sfruttare gli spazi ma senza riuscire a dare continuità alla manovra. Il minor numero di passaggi e il possesso inferiore raccontano una squadra meno brillante nella gestione del pallone rispetto agli standard abituali. Solo coi cambi, nella seconda frazione di gioco, gli azzurri sono riusciti ad alzare il baricentro e a rendersi più pericolosi.

Produzione offensiva e pericolosità

Anche sotto il profilo offensivo, il Como si è fatto preferire. I dati parlano di 16 tiri totali contro gli 8 del Napoli e soprattutto di un vantaggio negli xG (1.29 contro 0.62), indice di una produzione offensiva più consistente e qualitativamente migliore. Le grandi occasioni confermano questa lettura: 2 per il Como, 1 per il Napoli.

Nonostante ciò, è mancata la precisione negli ultimi metri. Il Napoli, pur creando meno, è rimasto in partita fino alla fine e ha avuto l’episodio più clamoroso con il palo di Politano, che rappresenta l’occasione più nitida per sbloccare il risultato sul gong.

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Fase difensiva e duelli

Interessante anche l’analisi difensiva. Il Napoli ha dovuto lavorare molto di più tra i pali, con 4 parate contro l’unica del Como, segno della pressione offensiva dei padroni di casa. Nei contrasti il Como ha prevalso (13 contro 10), dimostrando maggiore aggressività nei duelli.

Equilibrio invece nei falli (11 a 10) e nei calci di punizione (10 a 11), dati che raccontano una partita combattuta ma senza eccessi. Anche sul piano disciplinare regna la parità, con un cartellino giallo per parte.

Calci piazzati e dettagli

Situazione equilibrata anche sui calci d’angolo (3-2 per il Como), ma senza sviluppi decisivi. In una gara così bloccata, i dettagli avrebbero potuto fare la differenza, e infatti l’unico vero squillo nel finale – il palo di Politano – è arrivato proprio su una situazione sporca, confermando quanto gli episodi siano stati determinanti.

Una partita che dice più del risultato

Lo 0-0 finale lascia sensazioni diverse: il Como esce con la consapevolezza di aver giocato meglio, costruendo di più e concedendo poco, mentre il Napoli porta a casa un punto grazie alla propria solidità e a un pizzico di fortuna nel finale. Finisce senza reti una sfida tutt’altro che banale tra Como e Napoli, uno 0-0 che racconta una partita molto più ricca di quanto dica il risultato.

I padroni di casa giocano con coraggio e qualità, mettendo a lungo in difficoltà gli azzurri, mentre la squadra partenopea si affida soprattutto alla solidità difensiva e a qualche episodio, come il palo colpito da Politano nel finale, che avrebbe potuto cambiare completamente il copione.

Antonio Conte, allenatore del Napoli (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Il controllo del gioco: possesso e costruzione

Il dato più evidente è il 57% di possesso palla del Como contro il 43% del Napoli, segnale chiaro di una squadra che ha voluto fare la partita. I lariani hanno gestito meglio i ritmi, costruendo con pazienza grazie ai 506 passaggi completati, contro i 385 degli ospiti. Questo volume di gioco non è stato sterile: il Como ha infatti mantenuto il controllo territoriale, costringendo spesso il Napoli a difendersi e a ripartire.

Il Napoli, dal canto suo, ha accettato una fase più attendista, cercando di sfruttare gli spazi ma senza riuscire a dare continuità alla manovra. Il minor numero di passaggi e il possesso inferiore raccontano una squadra meno brillante nella gestione del pallone rispetto agli standard abituali.

Udinese Calcio v Como 1907 - Serie A

UDINE, ITALIA - 6 APRILE: L'allenatore del Como, Cesc Fabregas (Foto di Timothy Rogers/Getty Images)

Produzione offensiva e pericolosità

Anche sotto il profilo offensivo, il Como si è fatto preferire. I dati parlano di 16 tiri totali contro gli 8 del Napoli e soprattutto di un vantaggio negli xG (1.29 contro 0.62), indice di una produzione offensiva più consistente e qualitativamente migliore. Le grandi occasioni confermano questa lettura: 2 per il Como, 1 per il Napoli.

Nonostante ciò, è mancata la precisione negli ultimi metri. Il Napoli, pur creando meno, è rimasto in partita fino alla fine e ha avuto l’episodio più clamoroso con il palo di Politano, che rappresenta l’occasione più nitida per sbloccare il risultato sul gong.

COMO, ITALIA – L’allenatore del Como 1907, Cesc Fàbregas, dà indicazioni al suo giocatore Nico Paz (Foto di Marco Luzzani/Getty Images)

Fase difensiva e duelli

Interessante anche l’analisi difensiva. Il Napoli ha dovuto lavorare molto di più tra i pali, con 4 parate contro l’unica del Como, segno della pressione offensiva dei padroni di casa. Nei contrasti il Como ha prevalso (13 contro 10), dimostrando maggiore aggressività nei duelli.

Equilibrio invece nei falli (11 a 10) e nei calci di punizione (10 a 11), dati che raccontano una partita combattuta ma senza eccessi. Anche sul piano disciplinare regna la parità, con un cartellino giallo per parte.

Fabregas, Como (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Calci piazzati e dettagli

Situazione equilibrata anche sui calci d’angolo (3-2 per il Como), ma senza sviluppi decisivi. In una gara così bloccata, i dettagli avrebbero potuto fare la differenza, e infatti l’unico vero squillo nel finale – il palo di Politano – è arrivato proprio su una situazione sporca, confermando quanto gli episodi siano stati determinanti.

Antonio Conte, allenatore del Napoli (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Un finale di campionato quasi scritto

Lo 0-0 finale lascia sensazioni diverse: il Como esce con la consapevolezza di aver giocato meglio, costruendo di più e concedendo poco, mentre il Napoli porta a casa un punto grazie alla propria solidità e a un pizzico di fortuna nel finale. Sta di fatto che però la corsa del Como verso la qualificazione alla Champions League ha subito un'altra battuta d'arresto e, con sole tre gare rimanenti, il rischio è quello di dover dire ormai addio a questo ambizioso obiettivo.

Il Napoli invece si ferma e rischia di essere agganciato dal Milan, mentre nel frattempo l'Inter capolista è pronta ad allungare ancora con tanto di festa per lo Scudetto ormai in procinto di partire.