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Juventus, Spalletti in conferenza sul Milan: "Giocare così non paga"

Francesco Lovino
Lo 0-0 di San Siro tra Milan e Juventus ha riacceso l'eterno confronto tra calcio italiano e calcio estero. Due sport diversi per tanti e per Luciano Spalletti.

Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza dalla sala stampa dello Stadium di Torino per presentare l'appuntamento di domenica sera tra Juventus e Hellas Verona. La gara mette a disposizione dei bianconeri tre punti di importanza capitale. Vietato fallire per evitare di compromettere la corsa alla prossima Champions League. Quella che sta per finire, però, è stata soprattutto la settimana di PSG-Bayern Monaco, primo atto delle semifinali della competizione europea più prestigiosa. Il match, finito 5-4, continua a stimolare discussioni e confronti col calcio nostrano.

Juventus, Spalletti (Photo by Stefano Guidi/Getty Images)

Milan, senti Spalletti: "Con quel calcio non si va da nessuna parte"

Il dibattito tra calcio italiano e calcio europeo si è acceso visibilmente in settimana, dato anche l'ultimo scialbo pareggio maturato tra Milan e Juventus. Lo 0-0 del punteggio è stato lo specchio perfetto di un equilibrio mai spezzato da giocate importanti. Così sulla prestazione avara di guizzi dei 20 uomini in campo - si eccettuino Conceiçao e Modric - non c'è stato molto altro da aggiungere. Al contrario, i continui ribaltoni di azioni, nella partita di Champions disputata sole 48 ore dopo, hanno fatto sovvenire a più di qualcuno che potesse trattarsi di un altro sport.

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Luciano Spalletti, tecnico della Juventus, alle prese con l'ardua sfida di imporre un calcio bello e vincente in un ambiente sfinito dagli ultimi 6 anni di cambi di guida tecnica e zero Scudetti, ha lanciato una frecciata all'omologo rossonero, Allegri: "In Europa chi punta sulla sicurezza non viene premiato. La Champions premia chi crea lo scompiglio e non chi lo evita, l'intenzione è sempre quella di rompere l'equilibrio con le giocate dei singoli".

Insomma, la posizione dell'allenatore di Certaldo è piuttosto chiara. Stop ai tatticismi esasperati e al conservatorismo fine a sé stesso. Occorrono idee, possesso, proposta e realizzazione. Ancora sul tema: "Il calcio va in questa direzione, non paga solamente mantenere un ritmo basso e mantenere un ordine. In questo senso la partita col Milan di San Siro non mi ha soddisfatto. Giocare quel tipo di partite rimpicciolisce un po'. Porti a casa il risultato ma non prendere posizione non mi piace. Ci siamo adattati alle regole del Milan e non va bene. In Champions League c'è un livello differente".