Verona-Vicenza, Butei contro Magnagatti: il derby che va oltre il calcio
Domenica 20 settembre alle ore 15, al Bentegodi, si gioca Hellas Verona-Vicenza, valida per la quinta giornata di Serie B. Un derby che ritorna dopo ben nove anni, ma che in Veneto non ha bisogno di troppe premesse. Da una parte i Butei, dall'altra i Magnagatti: che si tratti di una rivalità nata molto prima che il calcio diventasse il centro della questione, lo si intuisce già dai soprannomi. Prima, c'erano semplicemente Verona e Vicenza, due identità separate dal dialetto, dalla Storia, e da un fiero campanilismo.
Verona-Vicenza, un derby nato più di un secolo fa
Il primo confronto risale addirittura al 29 aprile 1906, quando Verona e Vicenza si affrontarono in amichevole in casa dei biancorossi. Per la prima sfida ufficiale, invece, bisogna risalire a una manciata di anni dopo, il 5 febbraio 1911. Anche limitandosi alla rivalità sportiva, quindi, le due squadre hanno alle spalle più di un secolo di storia. In Serie B, Scaligeri e vicentini si sono affrontati per 44 volte, di cui la metà sulle rive dell'Adige. Al momento, il bilancio è di 11 vittorie dell'Hellas, 5 pareggi e 6 successi per il Vicenza. La squadra di casa si è aggiudicata l'ultimo incontro con un 3-2, la data sul calendario era il 1° maggio 2017.
Ma, come sempre accade, i numeri nel calcio non sono tutto. Nel tempo, il derby ha incarnato uno dei principali esempi di campanilismo veneto, una forma di appartenenza locale tanto forte e radicata per cui poche manciate di chilometri diventano sufficienti a sentirsi diversi, e soprattutto migliori. A rafforzare questo sentimento, contribuisce anche una questione linguistica: a Verona i tifosi sono i Butei, i ragazzi, un termine dialettale che ha l'onore di comparire persino su Treccani; ai vicentini invece è toccata l'ingrata etichetta di magnagati o magnagatti fin dalla metà dell'Ottocento.
Butei e Magnagatti: tra pallone e campanile
Il nomignolo Magnagatti, per cui non è necessaria la traduzione, si rifà a diverse dicerie e leggende popolari. Una delle più conosciute narra di una terribile invasione di topi in città, e dell'arrivo di numerosi gatti da Venezia per salvare la situazione; un'altra chiama in causa la fame durante i moti del 1848. Il Consorzio Turistico di Vicenza ha precisato che non esistono prove concrete a conferma di queste storie, che tuttavia sono entrate per sempre a far parte dell'immaginario vicentino. Nell'altra metà campo, ci sono i Butei: un nome che non indica semplicemente chi frequenta la curva dell'Hellas, ma che viene utilizzato normalmente nel linguaggio locale.Il derby, quindi, affonda le sue radici in un terreno che con il calcio ha ben poco a che fare. Proprio per questo viene spesso definito il Derby del Veneto. L'antipatia tra le due tifoserie è sempre esistita e, soprattutto tra gli anni Settanta e Novanta, ha spesso preso una piega esplosiva. Ancora nel marzo 2001, per esempio, dopo Verona-Vicenza si registrarono scontri che portarono a 14 arresti e 9 feriti tra le forze dell'ordine.
Verona-Vicenza, 9 anni dopo: di nuovo in Serie B
Nella stagione 2026-27, per la prima volta dopo 9 anni, Verona e Vicenza saranno di nuovo nello stesso campionato, e l'incrocio di domenica ha inevitabilmente riacceso il tema della sicurezza dentro e soprattutto intorno agli stadi. Solo pochi giorni fa, i sindaci delle due città, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai, hanno rivolto un appello congiunto alle due tifoserie, invitandole a mantenere la rivalità entro i confini del campo e ad evitare gli scontri.
Intanto, un provvedimento dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive ha vietato ai tifosi del Vicenza di seguire la squadra in trasferta. Mentre il club biancorosso ha espresso pubblicamente il proprio dispiacere per una decisione che impedisce ai suoi sostenitori di prendere parte alla partita, chi ama il calcio non può che chiedersi cosa sia rimasto, oggi, del Derby del Veneto, dopo avergli sottratto il confronto tra le due curve.
© RIPRODUZIONE RISERVATA