La panchina che scotta: se Pirlo salta, l'Italia deve scegliere il suo futuro
Il caso Pirlo tiene ancora aperto lo scenario della Nazionale. La nomina dell'ex centrocampista sembrava ormai definita, ma il tema sponsor ha riacceso qualche dubbio. Difficile pensare a un ribaltone, ma nel calcio tutto può succedere. E allora nasce la domanda: cosa accadrebbe se il progetto dovesse saltare? La Federazione sarebbe costretta a cambiare rapidamente piano e trovare un nuovo commissario tecnico. Dopo i tentativi per Guardiola e Ancelotti, tornerebbero in primo piano altri nomi. Da Antonio Conte a Roberto Mancini, fino alle alternative Pioli e Palladino. La scelta, però, dovrà essere coerente con la nuova idea di calcio voluta da Paolo Maldini.
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Conte e Mancini, le alternative di 'lusso'
La prima fascia resta quella dei grandi allenatori. Quella che porta ad Antonio Conte e Roberto Mancini. Due profili che conoscono bene la Nazionale e che hanno già vissuto la pressione di una panchina così importante. Conte sarebbe la scelta più forte. Un tecnico abituato a vincere, a costruire gruppi compatti e a trasmettere una mentalità precisa. La sua esperienza con l'Italia nel biennio 2014-2016 è ancora un punto di riferimento. Il nodo principale sarebbe quello economico. Conte negli ultimi anni ha lavorato con ingaggi molto elevati e la trattativa avrebbe bisogno di trovare un punto d'incontro.
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Guardiola e quel sogno rimasto tale
Prima di pensare alle alternative, la Federazione aveva provato a inseguire due sogni. Due nomi fuori portata per molti: Carlo Ancelotti e Pep Guardiola. Soprattutto Guardiola avrebbe rappresentato una svolta. Non soltanto per il valore dell'allenatore, ma per la filosofia che avrebbe portato in Italia. Il tecnico catalano significa gioco, idee, valorizzazione dei giovani e costruzione di un'identità precisa. Sarebbe stato un investimento sul futuro, non solo una scelta tecnica. L'operazione era complicata. Per disponibilità e contesto. Ma il tentativo raccontava la volontà di alzare il livello del progetto azzurro. Se Guardiola e Ancelotti erano sogni difficili da realizzare, ora bisogna guardare alle possibilità concrete. E qui entrano in gioco altri profili. Stefano Pioli ha esperienza internazionale e conosce bene la pressione delle grandi piazze. Poi c'è Raffaele Palladino, un nome più giovane ma con caratteristiche interessanti. Perché il prossimo ct non dovrà soltanto vincere. Dovrà costruire. Dovrà creare un gruppo e valorizzare il talento a disposizione.
Italia, non sottovalutare Palladino: può essere lui la soluzione adatta
Proprio per questo, tra i nomi usciti nelle ultime ore, Palladino potrebbe essere il profilo più vicino alle esigenze della Nazionale. Un allenatore giovane, ma con già esperienza in Serie A. Ha dimostrato di saper lavorare con i giocatori, di valorizzare i giovani e di costruire gruppi uniti. Qualità che oggi servono all'Italia. La Nazionale non può fare mercato. Non può acquistare giocatori già pronti. Deve far crescere il talento che ha a disposizione. Deve creare un'identità. Deve trovare un equilibrio tra qualità individuale e organizzazione. Palladino rappresenterebbe una scelta diversa rispetto a Conte o Mancini. Meno legata al passato. Più orientata al futuro. Una scommessa, ma con basi solide. Ha entusiasmo, idee moderne e soprattutto ha dimostrato di saper valorizzare il gruppo. Ed è proprio quello che serve all'Italia in questo momento. Conte sarebbe una garanzia. Mancini una certezza già conosciuta. Guardiola sarebbe stato il sogno. Ma Palladino potrebbe essere la scelta giusta per aprire un nuovo ciclo.© RIPRODUZIONE RISERVATA