Lazio, il film della stagione 2025-26: si ricomincia da zero... di nuovo
Dopo la mancata qualificazione alle Coppe Europee nell'ultima giornata, la Lazio era chiamata a ripartire. Vedere i biancocelesti fuori dall'Europa è qualcosa di clamoroso e per questo la dirigenza capitolina aveva il sacro dovere di riportare la Lazio dove meritava. Ma quello che è successo nell'annata appena conclusa non solo ha lasciato "gli aquilotti" con l'amaro in bocca ma soprattutto ha visto la squadra di Maurizio Sarri giocare "partite" molto più difficili di quelle sul rettangolo verde.
Lazio, dal blocco di mercato al giro di boa: gli auspici di una stagione difficile
L'obiettivo della Lazio era tornare immediatamente nelle Coppe Europee. Dopo il doloroso KO contro il Lecce, Marco Baroni viene esonerato e al suo posto torna Maurizio Sarri, molto amato dall'ambiente biancoceleste e pronto a rivitalizzare una squadra abbattuta nell'orgoglio. Ma la stagione dei capitolini si fa difficile ancora prima di iniziare. Alla Lazio, infatti, viene imposto il blocco del mercato per non avere rispettato l'indice di liquidità , motivo per cui i biancocelesti possono fare mercato solo in uscita.Il mercato in entrata, infatti, vede solo il ritorno di giocatori rientranti dal prestito, tra cui Danilo Cataldi (Fiorentina) e Matteo Cancellieri (Parma), e l'obbligo di riscatto di Samuel Gigot (Marsiglia), Nuno Tavares (Arsenal) e Fisayo Dele-Bashiru (Hatayspor). A lasciare la Capitale sono, invece, Loum Tchaouna (Burnley), Nicolò Casale (riscattato dal Bologna) e Arjon Ibrahimovic (Bayern Monaco). Oltre ad un gran numero di giocatori in scadenza di contratto e giovani ceduti in prestito per accumulare minutaggio.
Che l'annata sarebbe stata in salita lo si intuisce già dalla prima giornata. Di scena al Giuseppe Sinigaglia di Como, i biancocelesti vengono battuti 2-0 dai Lariani in una partita dominata dai padroni di casa. Unico squillo è la rete annullata a Taty Castellanos per un fuorigioco millimetrico. La squadra di Sarri si riscatta al turno successivo con un roboante 4-0 inflitto al Verona ma è solo un'illusione dato che nelle successive due giornate i capitolini incappano in due KO contro Sassuolo (1-0) e nel derby contro la Roma dove un grave errore di Nuno Tavares consente a Lorenzo Pellegrini di realizzare la rete decisiva.
Il giro di boa: l'Olimpico deserto
Nel mese di gennaio, dopo oltre un anno, la Lazio ritorna a lavorare sulle mosse di calciomercato. Avuto il via libera dalla FIGC, la tifoseria si aspetta una campagna acquisti decente dopo lo stop della sessione estiva e nel giro di pochi giorni la dirigenza capitolina riesce a concludere diversi affari, ma nel senso opposto. In poco tempo, infatti, lasciano la Capitale Taty Castellanos e soprattutto Mateo Guendounzi, ceduti rispettivamente a West Ham e Fenerbahce a titolo definitivo. Oltre a loro vanno via anche Matias Vecino (Celta Vigo) e Christos Mandas (Bournemouth).
Per coprire il vuoto lasciato, Claudio Lotito porta a Roma il centrocampista dell'Ajax Kenneth Taylor, la punta Petar Ratkov dal Salisburgo, il giovane portiere Edoardo Motta dalla Reggiana e dall'Atalanta arriva Daniel Maldini. Una campagna acquisti che fa infuriare la tifoseria biancoceleste tanto che in campionato la situazione non cambia e dopo il KO casalingo contro il Como (0-3) si arriva ad una svolta clamorosa: i tifosi decidono di disertare l'Olimpico in segno di protesta.
Già dalla partita contro il Genoa, che la Lazio vince 3-2 grazie al rigore all'ultimo minuto di Cataldi, ad assistere alla sfida sono solo 1800 spettatori. Mai la Lazio aveva visto una capienza così bassa. Il continuo della stagione è esattamente la fotocopia del girone di andata dove i biancocelesti, appunto, ottengono risultati altalenanti. Solo a marzo la squadra di Sarri riesce a cogliere tre vittorie di fila contro Sassuolo, Bologna e Milan. Ma cambia poco. Il finale vede i capitolini perdere contro Inter e nuovamente il derby contro la Roma. La stagione si chiude con la vittoria casalinga contro il Pisa (2-1) dove Pedro realizza la rete decisiva nella sua partita di addio in un Olimpico ancora quasi deserto.
Coppa Italia: l'apoteosi di Edoardo Motta, ma Inter troppo forte
Se in campionato la situazione non è delle migliori in Coppa Italia l'andamento è certamente migliore, con la Lazio che elimina il Milan, grazie ad una rete di Mattia Zaccagni, il Bologna e l'Atalanta (queste ultime due dopo la sfida dei tiri dagli 11 metri) arrivando così in finale dopo 7 anni. Proprio contro gli orobici a prendersi la scena è il giovane portiere Edoardo Motta, capace di neutralizzare 4 rigori consecutivi..L'ultimo atto vede i biancocelesti contendersi il trofeo contro l'Inter neo campione di Italia. La superiorità neroazzurra è evidente fin dall'inizio anche se i lombardi trovano le reti nel primo tempo solo grazie ad un autorete di Marusic e ad un errore di Nuno Tavares, che si fa rubare il pallone da Dumfreis che, a sua volta, serve Lautaro Martinez per il raddoppio a porta vuota. Il risultato non cambia nella ripresa e l'Inter si aggiudica così la sua decima Coppa Italia. Mentre la Lazio, a causa della sconfitta, perde anche l'ultimo "treno" per le coppe europee.
Curiosità: la stagione dei 4 portieri
Quello che la Lazio ha vissuto in questa stagione è andato davvero oltre ogni limite. Ma non parliamo in questo caso degli scarsi risultati sul campo o della protesta da parte dei tifosi. Uno dei tanti problemi con cui Maurizio Sarri ha avuto a che fare sono stati i continui infortuni che hanno fermato buona parte dei suoi giocatori. Ma quello che più a sorpreso è che a farne le spese sono stati anche i portieri.
Atalanta BC v SS Lazio - Coppa Italia
Primo tra tutti Ivan Provedel. Favorito a Mandas per il ruolo da titolare, l'ex Spezia è stato autore di un'annata altalenante con diverse parate importati, tra cui il rigore neutralizzato a Nico Paz, ma anche di errori grossolani. La sua stagione è terminata anzitempo a causa di un trauma alla spalla. Non essendoci Mandas, ceduto al Bournemouth (aveva comunque giocato in Coppa Italia contro il Milan), Edoardo Motta si ritrova a difendere la porta biancoceleste. Il suo debutto arriva il 9 marzo contro il Sassuolo.
L'apoteosi, come accennato, arriva nella sfida contro l'Atalanta nella semifinale di ritorno di Coppa Italia dove riesce a parare 4 rigori di fila. Tuttavia, anche il classe 2005 è costretto a fermarsi per un problema fisico alla vigilia del derby. Al suo posto esordisce il collega Alessio Furlanetto che, sia contro i giallorossi che nella partita finale contro il Pisa, esibisce ottime prestazioni.
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