DerbyDerbyDerby Editoriali Oltre il mare, uniti dallo stesso colore: la storia dell'Inter Club "Fedeli Croazia"

Oltre il mare, uniti dallo stesso colore: la storia dell'Inter Club "Fedeli Croazia"

Francesco Intorre
L'Inter Club Fedeli Croazia raccontato dal vicepresidente Nikola Raguz, tra trasferte e passione

La passione per i colori nerazzurri non conosce confini e, superando il Mare Adriatico, trova in Croazia una delle sue roccaforti più calde e appassionate. Qui, da quasi due decenni, batte il cuore dell'Inter Club Fedeli Croazia. Un sodalizio nato dalla voglia di rinnovamento di quattro tifosi storici e cresciuto nel segno di un'identità forte, che unisce l'amore incondizionato per la Beneamata a un pragmatismo strutturato e familiare. Dalla venerazione per Ronaldo il Fenomeno all'orgoglio per la folta colonia croata che ha fatto la storia recente e presente dell'Inter, fino ad arrivare alle trasferte vissute come veri e propri pellegrinaggi verso San Siro. Abbiamo fatto una chiacchierata con Nikola Raguz, vicepresidente del club, per farci raccontare le origini, gli aneddoti e lo spirito che anima questa splendida realtà nerazzurra oltre confine. Ecco la nostra intervista.

Le origini: Una passione divisa in tre regioni

Come e quando è nata l'idea di fondare l'Inter Club a Zagabria e come siete strutturati oggi sul territorio?

"Noi esistiamo ormai da 17-18 anni. Prima in Croazia c'era un altro club, nato negli anni '90, ma non eravamo soddisfatti di come veniva gestito. Così, nel 2009, di ritorno dalla partita Inter-Atalanta (l'ultima giornata del campionato 2008-2009), noi quattro fondatori abbiamo deciso di dire basta e di aprire un nuovo sodalizio contattando il Centro Coordinamento.
Oggi siamo circa 250 soci sparsi in tutto il Paese e ci siamo divisi la gestione per zone: il nostro presidente gestisce il Nord da Zagabria, io come vicepresidente sono responsabile per il Sud (essendo di Dubrovnik), e il nostro segretario si occupa dell'area di Fiume (Rijeka) e dell'Istria, che è la zona più vicina all'Italia e dove ci sono tantissimi tifosi di squadre italiane. In questo modo chiunque voglia iscriversi ha un punto di riferimento vicino".
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L'identità: La scelta del nome "Fedeli"

Il nome "Fedeli" è una parola molto forte e identitaria in italiano. C'è un motivo particolare per cui l'avete scelta?

"Assolutamente sì. Quando abbiamo contattato il Centro Coordinamento per aprire il club, ci hanno detto che non potevamo chiamarci "Inter Club Croazia" perché quel nome apparteneva già al vecchio club esistente. Dovevamo trovare un'alternativa. Io personalmente sono innamorato dell'Inter dal 1988, tifo da quasi 40 anni, e ho proposto questa parola: "Fedeli". Lo abbiamo scelto perché siamo fedeli ai nostri colori, al nerazzurro. Nel tempo poi il vecchio club si è spento e noi abbiamo aggiunto la dicitura geografica, diventando ufficialmente l'Inter Club Fedeli Croazia".

Tifosi dell'Inter Club Fedeli Croazia dentro San Siro

La Colonia Croata, Ronaldo e Petar Sučić

L'Inter ha una grandissima tradizione di giocatori croati: Šimić, Kovačić, Brozović, Perišić e oggi Petar Sučić. Quanto ha influito questa presenza sulla passione per l'Inter nel vostro Paese?

"Ti svelo un segreto. Per la nostra generazione quasi niente! Se chiedi alla maggior parte dei nostri 250 soci quando hanno iniziato a tifare Inter, ti risponderanno tutti: "Nel 1997, con l'arrivo di Ronaldo il Fenomeno". Noi fondatori siamo della vecchia guardia. Ovviamente l'arrivo dei croati ci rende fieri e ci fa un enorme piacere, e sicuramente giocatori come Brozović, Perišić e oggi Sučić hanno influito moltissimo sulla passione dei tifosi più giovani, avvicinandoli all'Inter perché si sentono rappresentati".

Perisic

Esponenti dell'Inter Club Fedeli Croazia con Perisic a Milano

A proposito di Sučić, al suo primo anno ha subito vinto Scudetto e Supercoppa diventando un pilastro. Siete orgogliosi di lui? Come avete vissuto le recenti polemiche innescate da Boban sul suo minutaggio?

"Ne siamo orgogliosissimi! Quando gioca bene, i nostri social si infiammano. E ti dirò di più, siccome siamo croati, anche se in una partita non gioca benissimo, la maggior parte di noi lo difende a spada tratta sui social contro qualsiasi critica, solo perché è un nostro connazionale (ride, ndr). Per quanto riguarda Boban, lui dice sempre quello che pensa ed è un uomo molto rispettato, ma ha creato una polemica stupida e inutile dicendo che Sučić avrebbe dovuto lasciare l'Inter per giocare di più. Per fortuna lo stesso mister e il ragazzo hanno subito allontanato queste voci".

Trasferte, logistica e il tetto massimo di soci

Nonostante siate all'estero, Zagabria non è lontanissima da Milano. Come vi organizzate per le trasferte a San Siro e quante ne fate?

"Essendo nell'Unione Europea non abbiamo più nemmeno il problema della dogana. Da Zagabria sono circa 600 chilometri, mentre per i soci dell'Istria o di Fiume è ancora più vicino, bastano 5 ore di macchina. Come club organizziamo due grandi trasferte in pullman all'anno, una nel girone di andata e una nel ritorno, partiamo da Zagabria, facciamo tappa a Fiume per caricare altri soci, e andiamo a Milano in 40-50 persone. A livello individuale, però, ti dico che su 25 partite casalinghe dell'Inter, in almeno 20 c'è sempre un rappresentante del nostro club allo stadio".

Inter Club Fedeli Croazia grigliata in bus

Tifoso dell'Inter Club Fedeli Croazia griglia la carne durante una sosta in trasferta

Avete 250 soci, non avete mai pensato di espandervi e fare pubblicità per crescere ancora di più?

"No, e lo facciamo apposta! In Croazia (che ha quasi 4 milioni di abitanti) ci sono tantissimi interisti che non sanno nemmeno della nostra esistenza, ma a noi va bene così. Non facciamo pubblicità perché vogliamo garantire i biglietti a chi ce li chiede. Se fossimo in 1000 soci, non potremmo accontentare tutti per le trasferte e si creerebbero solo lamentele e problemi. Così invece c'è un equilibrio perfetto. Tra l'altro siamo tutti esclusivamente croati: ogni tanto ci chiama qualche italiano che vive qui, ma gli consigliamo sempre di appoggiarsi ai club a lui più vicini, come ad esempio l'Inter Club Udine, per una questione di comodità loro".

Incontri speciali e il ricordo più bello

Avete mai avuto l'occasione di incrociare o interagire con uno dei croati dell'Inter? E qual è il traguardo o l'evento di cui andate più fieri come club?

"Nel 2018 a Milano abbiamo incontrato Ivan Perišić in modo del tutto spontaneo. Noi avevamo la bandiera croata, lui l'ha vista, si è fermato a chiacchierare con noi e abbiamo fatto una foto di gruppo.
Ma l'orgoglio più grande nella storia del nostro club risale al 2016. Abbiamo avuto l'onore di ospitare la squadra di Inter Forever a Fiume (Rijeka). C'erano Javier Zanetti, Nicola Berti, Alessandro Bianchi, Evaristo Beccalossi, Francesco Toldo. Abbiamo organizzato un bellissimo evento di un'ora con loro, abbiamo fatto foto e chiacchierato con le nostre leggende. Quello è stato l'apice assoluto della nostra esistenza come Inter Club".

L'atmosfera e il simbolo di questo gruppo

Vi riunite in un pub per vedere le partite tutti insieme? Com'è l'atmosfera?

"Non abbiamo una sede fisica fissa dove vediamo tutte le partite. Di solito ognuno le guarda a casa sua, ma per le partite davvero importanti, come le semifinali di Champions o i match che decidono lo Scudetto, ci riuniamo in un pub a Zagabria. L'atmosfera? Diventa elettrica e rumorosissima! In Croazia, proprio come in Italia, quando guardiamo il calcio siamo tutti allenatori e teorici, piovono commenti e consigli tattici su chi far entrare e chi sostituire!".

Leggende nerazzurre con piccoli tifosi croati durante l'evento Inter Forever

Al netto del connazionale Sučić, qual è il giocatore dell'Inter attuale che vi rappresenta di più per spirito e carattere?

"Senza dubbio Lautaro Martinez. È un capitano vero, un leader indiscutibile. Certo, a volte sbaglia qualche gol di troppo (contro il Brugge per esempio ne ha sbagliato uno fatto!), e forse con un attaccante diverso avremmo anche vinto qualche Scudetto in più, ma la sua importanza va oltre. Trascina la squadra anche quando le cose non vanno bene, se la prende sulle spalle. Per noi anziani del club le qualità umane vengono prima di quelle tecniche, lui è un ragazzo legato alla famiglia, che non si espone troppo con la vita privata, ed è un trascinatore assoluto. Dopo Zanetti, avevamo bisogno di un vero leader come lui".

Il vero significato dell'appartenenza

Le parole di Nikola Raguz ci restituiscono l'immagine di un tifo puro, genuino e profondamente radicato nei valori più autentici dello sport. L'Inter Club Fedeli Croazia non cerca i grandi numeri, le luci della ribalta o il proselitismo a tutti i costi. Al contrario, coltiva con estrema cura un senso di appartenenza intimo e familiare che si tramanda di chilometro in chilometro, da Zagabria fino alle coste di Dubrovnik. È la dimostrazione perfetta di come la distanza geografica da Milano non rappresenti mai un ostacolo, ma funga da incredibile amplificatore dell'amore per la maglia. Che sia per una foto spontanea strappata a Perišić, per un abbraccio emozionante con le leggende di Inter Forever, o per un'esultanza liberatoria al pub soffrendo per l'ennesima battaglia guidata da capitan Lautaro, questi ragazzi ci ricordano in ogni momento cosa significhi davvero essere, di nome e di fatto, Fedeli.
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