DerbyDerbyDerby Editoriali ...Per cento anni e una vita intera: tanti auguri SSC Napoli!

...Per cento anni e una vita intera: tanti auguri SSC Napoli!

Alessia Bartiromo
Dalle origini con il Corsiero del Sole ai trionfi attuali per 100 anni d'azzurro

Primo agosto pioveva, di domenica era.

Quante cose sono cambiate in 100 anni di storia: dal 1 agosto 1926 al 1 agosto 2026 il ciuccio si veste a festa e celebra il suo primo centenario di vita, ricco di emozioni, tonfi, sorrisi, coppe alzate al cielo, trionfi ma anche grandi delusioni. Non sarebbe potuto essere altrimenti per una piazza sentimentale come quella napoletana, che non ha mai conosciuto le tinte sfumate di emozioni ponderate ma solo pantoni decisi tra cardiopalma e disperazione. Nella storia del Napoli solo due elementi sono cambiati: il logo, mutato dal Corsiero del Sole all'iconico ciuccio e la denominazione, con la Società Sportiva Calcio Napoli che si affaccia per la prima volta nel calcio che conta grazie al presidente Ascarelli, costretto poi a piccole modifiche negli anni del fallimento. Tutto il resto, è storia partenopea.

Maglia in lana e un pallon e nasceva l'amor

Il legame tra Napoli, il Napoli e i suoi tifosi è stato sempre speciale. In una città che vive per il pallone tra sacro e profano, eleggendo i suoi beniamini tra le mura dell'allora stadio San Paolo, si respira all'unisono con le maglie azzurre che ogni domenica hanno un solo compito: quello di portare sempre più in alto un unicum che possa abbattere le barriere, i pregiudizi e i luoghi comuni. È l'eterna lotta tra il potere del calcio del Nord contro le emozioni viscerali del Sud, palesata già a metà degli anni '80 con Diego Armando Maradona, che per la prima volta, come Davide contro Golia, è riuscito a sovvertire le gerarchie del calcio italiano facendo esplodere di gioia la terra partenopea alla conquista dei suoi due primi scudetti.

Inutile dirlo: a Napoli, a differenza di altre piazze, vincere non è l'unica cosa che conta: è fondersi con la squadra, remare tutti nella stessa direzione, sudare la maglia e rendere orgogliosi i tifosi. Il bel gioco, le vittorie, i trofei, gli scudetti, vengono soltanto dopo e hanno condito di emozione, imprevedibilità ed esaltazione l'ultimo decennio all'ombra del Vesuvio. In particolar modo, l'ultimo triennio è stato indimenticabile: due tricolori e una Supercoppa, andando ad arricchire un palmares sì importante ma ancora in progress, confermandosi nel calcio che conta e costantemente in Champions League.

NAPOLI, ITALIA - 24 MAGGIO: Antonio Conte, allenatore del SSC Napoli, saluta i suoi tifosi dopo la partita di Serie A tra SSC Napoli e Udinese Calcio allo Stadio Diego Armando Maradona il 24 maggio 2026 a Napoli, Italia. (Foto di Francesco Pecoraro/Getty Images)

È di fango e sudore, sacrificio e passione, è la storia si sa della nostra città

La storia della Ssc Napoli non è stata tutta in discesa come nell'era De Laurentiis: dopo i grandi fasti degli anni di Maradona fino al 1991, quando il club conquista due scudetti, una Coppa Italia, una Coppa Uefa e una Supercoppa Italia, si assiste a un lento e imprevedibile declino. Nella stagione 1997-1998 arriva l'amara retrocessione in Serie B dopo trentatré anni consecutivi di massima serie, ritornando in A nel 1999-2000 ma solo per un anno. Dopo l'impeccabile presidenza Ferlaino, l'ingresso in società di Giorgio Corbelli prima e di Salvatore Naldi poi, aggravò altresì la situazione finanziaria del club, con 10 anni in cui il Napoli sfiora più volte il tracollo. Nulla più si può fare nell'estate 2004, con il fallimento del club e la perdita del titolo sportivo assumendo la denominazione "Napoli Soccer", retrocedendo a tavolino in serie C. Con l'avvento di De Laurentiis inizia la rinascita: prima la grande cavalcata fino alla serie A toccando con mano anche l'Europa, rimettendo basi sane e solide, aggiungendoci un pizzico di grande ambizione, visione futuristica e grande passione.

Napoli è della gente, il passato il presente e il futuro si sa ci ritroverà qua

Tanti sono i nomi che hanno fatto grande la storia del Napoli: non solo dii pagani scesi in terra partenopea per restare impressi nei cento anni azzurri come Diego Armando Maradona ma anche tanti, tantissimi comprimari e leader silenziosi che ne hanno sempre vestito la casacca con amore e dedizione. Da Bruscolotti a Grava, passando per Montervino, Hamsik, Juliano, Careca, Mertens e Zoff, scomodando anche i più grandi allenatori come Bianchi, Vinicio, Spalletti, Sarri, Conte, Reja e Bigon, ricordati dai tifosi per lo spirito di abnegazione e il grande legame con la città.

E poi, i tifosi. Il legame che unisce Napoli alla sua gente, non solo in città ma in giro per il mondo, è un movimento calcistico, sentimentale e attitudinale assolutamente unico e inspiegabile. Un motore che si alimenta dall'interno tra cori, consapevolezze, occhi lucidi e un pallone che rotola, dai vicoli del centro storico all'esterno del Maradona. E' un colore, l'azzurro, come il cielo e il mare, che in un filo invisibile lega ogni città del globo, ogni isola e paese dove c'è sempre una piccola ma intensa comunità partenopea pronta a sorridere insieme. Sono infinite generazioni che non rinnegano le proprie origini pur sapendo che ogni domenica, ogni settimana, in ogni trasferta ci sarà da combattere. Nulla è dovuto, nulla è scontato: ma poco conta del risultato, l'amore non si scalfisce, anzi, cresce a ogni minuto scandito. E' la certezza, tra i 100 anni del passato e l'infinito del futuro.

Napoli è della gente, il passato e il presente e il futuro si sa, ci ritroverà qua: per cento anni e per una vita intera, persino oltre la stessa.

Tanti auguri Ssc Napoli!