Mondiale, 120 associazioni americane chiedono alla FIFA e a Trump la tutela dei diritti umani
Il Mondiale allargato a 48 Nazionali è ormai prossimo al suo inizio. Tra meno di 50 giorni, infatti, la competizione più importante a livello calcistico vedrà il via con un format rivisitato in America, Messico e Canada. Sebbene l'entusiasmo non manchi di certo, l'impressione è che l'evento rimanga in sospeso a causa delle questioni politico-militari ancora in pieno corso di svolgimento.
"Rispettiate i diritti umani!", FIFA e Trump avvisati
Un'esortazione, più che un semplice invito. Quella che si è levata nelle ultime ore da parte di 120 associazioni americane è una presa di posizione netta e incontrovertibile. Al Mondiale, chiunque si rechi, in veste di giornalista, calciatore, allenatore, dirigente o, semplicemente tifoso, merita rispetto. In particolar modo, tutelati dovranno essere i loro diritti umani, a prescindere che siano lì per lavoro o per godersi il meglio del calcio mondiale.Clicca sull'immagine qui sotto e scopri tutto il meglio di Bet365
partite-streaming-live
Quanto segue è ciò che si legge nel comunicato dell'ACLU, Organizzazione per i Diritti Civili: "Tifosi, giocatori, giornalisti e altri visitatori [...] potrebbero affrontare violazioni significative dei loro diritti mentre l'amministrazione Trump rafforza la sua agenda draconiana contro l'immigrazione e i diritti umani".
I rischi di chi va al Mondiale
Una parte importante della richiesta, come detto, prima che a Donald Trump, è indirizzata alla FIFA, la Federazione Internazionale di Calcio, presenziata da Gianni Infantino. Data la costante vicinanza dei due Presidenti, l'invocazione delle organizzazioni mira congiuntamente a loro, affinché pensino ad evitare ogni rischio potenziale per tutte le persone che verranno in estate in America.Ecco il lungo elenco di ciò a cui si potrebbe andare incontro, stando ai firmatari del comunicato: "Rifiuto arbitrario di ingresso nel paese, rischio di arresto e detenzione e/o deportazione [...], filtraggio intrusivo dei social media e controlli sui dispositivi elettronici, applicazione violenta e incostituzionale della legge sull'immigrazione, incluso il profiling razziale" o ancora "trattamenti crudeli, disumani e degradanti - e persino la morte - in custodia da parte dell'ICE", il Servizio di Controllo delle Dogane e dell'Immigrazione degli Stati Uniti.
Insomma, al netto del caso dell'eventuale ripescaggio dell'Italia al posto dell'Iran, il clima rimane incerto e infuocato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA