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Mondiale, 120 associazioni americane chiedono alla FIFA e a Trump la tutela dei diritti umani

Francesco Lovino
Oltre cento associazioni americane implorano Trump perché si faccia garante dei diritti umani dei viaggiatori provenienti dai vari Paesi per il Mondiale.

Il Mondiale allargato a 48 Nazionali è ormai prossimo al suo inizio. Tra meno di 50 giorni, infatti, la competizione più importante a livello calcistico vedrà il via con un format rivisitato in America, Messico e Canada. Sebbene l'entusiasmo non manchi di certo, l'impressione è che l'evento rimanga in sospeso a causa delle questioni politico-militari ancora in pieno corso di svolgimento.

SHARM EL-SHEIKH, EGITTO - 13 OTTOBRE: Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente della FIFA Gianni Infantino posano per una foto, durante un vertice dei leader mondiali per porre fine alla guerra di Gaza il 13 ottobre 2025 a Sharm El-Sheikh, in Egitto. Il Presidente Trump è in Egitto per incontrare leader europei e mediorientali in quello che viene presentato come un vertice internazionale per la pace, a seguito dell'avvio di un accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza. (Foto di Suzanne Plunkett - Pool / Getty Images)

"Rispettiate i diritti umani!", FIFA e Trump avvisati

Un'esortazione, più che un semplice invito. Quella che si è levata nelle ultime ore da parte di 120 associazioni americane è una presa di posizione netta e incontrovertibile. Al Mondiale, chiunque si rechi, in veste di giornalista, calciatore, allenatore, dirigente o, semplicemente tifoso, merita rispetto. In particolar modo, tutelati dovranno essere i loro diritti umani, a prescindere che siano lì per lavoro o per godersi il meglio del calcio mondiale.

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Quanto segue è ciò che si legge nel comunicato dell'ACLU, Organizzazione per i Diritti Civili: "Tifosi, giocatori, giornalisti e altri visitatori [...] potrebbero affrontare violazioni significative dei loro diritti mentre l'amministrazione Trump rafforza la sua agenda draconiana contro l'immigrazione e i diritti umani".

I rischi di chi va al Mondiale

Una parte importante della richiesta, come detto, prima che a Donald Trump, è indirizzata alla FIFA, la Federazione Internazionale di Calcio, presenziata da Gianni Infantino. Data la costante vicinanza dei due Presidenti, l'invocazione delle organizzazioni mira congiuntamente a loro, affinché pensino ad evitare ogni rischio potenziale per tutte le persone che verranno in estate in America.

Ecco il lungo elenco di ciò a cui si potrebbe andare incontro, stando ai firmatari del comunicato: "Rifiuto arbitrario di ingresso nel paese, rischio di arresto e detenzione e/o deportazione [...], filtraggio intrusivo dei social media e controlli sui dispositivi elettronici, applicazione violenta e incostituzionale della legge sull'immigrazione, incluso il profiling razziale" o ancora "trattamenti crudeli, disumani e degradanti - e persino la morte - in custodia da parte dell'ICE", il Servizio di Controllo delle Dogane e dell'Immigrazione degli Stati Uniti.

Insomma, al netto del caso dell'eventuale ripescaggio dell'Italia al posto dell'Iran, il clima rimane incerto e infuocato.