DerbyDerbyDerby Rubriche Inter Club Pozzallo a cuore aperto: la storia di Giovanni, i sacrifici per San Siro e lo spirito di Chivu
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Inter Club Pozzallo a cuore aperto: la storia di Giovanni, i sacrifici per San Siro e lo spirito di Chivu

Francesco Intorre
L'intervista esclusiva all'Inter Club Pozzallo: la dedica a Zanetti e all'amico Giovanni, le trasferte, la beneficenza e lo spirito di Cristian Chivu

Sostenere la propria squadra del cuore a centinaia di chilometri di distanza non è mai semplice, ma è proprio nelle difficoltà che nascono le storie di tifo più belle e genuine. Oggi vi portiamo nel profondo Sud, in Sicilia, per scoprire la splendida realtà dell'Inter Club Pozzallo. Un gruppo unito non solo dalla fede calcistica, ma da valori profondi di amicizia, aggregazione e solidarietà. Abbiamo intervistato Carmelo Armenia e Francesco Carbonaro, rispettivamente presidente e vice presidente, per farci raccontare le loro origini, le trasferte impossibili e il loro grande cuore.

Il doppio nome: nel segno di Javier e in memoria di Giovanni

Guardando la vostra storia, ho notato che il vostro club porta un doppio nome: Javier Zanetti e Giovanni Blanco. Se il Capitano non ha bisogno di presentazioni, chi era Giovanni Blanco e perché avete deciso di affiancare il suo nome a quello di Pupi?

Ti svelo un retroscena: se avessimo potuto scegliere liberamente fin dall'inizio, il club si sarebbe chiamato solo 'Giovanni Blanco'. L'idea di formare un gruppo di tifosi a Pozzallo è nata sui social nel 2021, per organizzare i festeggiamenti per lo Scudetto. Giovanni era uno dei più attivi e appassionati in quelle chat. Purtroppo combatteva contro una brutta malattia che se l'è portato via. Ricordiamo ancora un suo audio in cui si scusava con dispiacere perché non stava bene e non poteva scendere in piazza con noi. Era un interista vero. Quando nel 2023 abbiamo deciso di fondare ufficialmente il club, abbiamo scoperto che nel 2010 erano già state avviate le pratiche per un club intitolato a Javier Zanetti. Per risparmiare tempo e fondi, abbiamo ripreso quello statuto. Quindi 'ufficialmente' per la burocrazia siamo Javier Zanetti, ma 'ufficiosamente' e nei nostri cuori il club è dedicato a Giovanni Blanco.

A proposito di Zanetti, avete mai avuto l'occasione di incontrarlo dal vivo per parlargli della vostra realtà?

Personalmente no, ma grazie a un nostro ex allenatore che oggi lavora nello staff dell'Inter, siamo riusciti a fargli arrivare la voce. Javier è stato gentilissimo e ci ha registrato un video-saluto personalizzato che conserviamo gelosamente sulla nostra pagina. Il sogno nel cassetto, ovviamente, è riuscire a portarlo un giorno qui in Sicilia da noi.

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Le origini, le trasferte e le emozioni a tinte nerazzurre

Il club è nato ufficialmente nei primi mesi del 2023. Qual è stata la difficoltà più grande all'inizio?

Raggiungere i fatidici 50 soci! In Italia, l'Inter richiede un minimo di 50 iscritti per fondare un club ufficiale. Quando scrivi nei gruppi WhatsApp 'Apriamo un club!' tutti dicono di sì, ma quando poi bisogna raccogliere le quote, qualcuno si tira indietro. Il primo anno i costi erano alti tra affitto, tinteggiatura, TV e abbonamenti. A un certo punto volevamo mollare tutto. Poi ci siamo detti: 'Proviamo a chiamarli al telefono uno a uno'. Ha funzionato! Il contatto umano diretto è l'unico modo per tenere vivo il gruppo".

Geograficamente siete uno dei club più a sud d'Italia. Quanto è complesso organizzare una trasferta da Pozzallo a San Siro?

In pullman è praticamente impossibile. Per Milano andiamo rigorosamente in aereo. Milano è diventata costosissima e anche i voli sono aumentati. Per superare questo ostacolo, abbiamo creato una quota per i 'non residenti'. Oggi abbiamo tesserato tanti ragazzi siciliani (e non) che vivono o lavorano a Milano o Torino e che sono abbonati. In questo modo, c'è sempre la presenza dell'Inter Club Pozzallo a San Siro in ogni singola partita".

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Qual è la partita vissuta insieme che vi è rimasta più nel cuore?

A livello emotivo ci sono la vittoria con la Juve per l'autogol di Gatti o il Derby pareggiato all'ultimo con De Vrij. A livello di club ci sono due momenti storici: Inter-Porto di Champions, la prima volta che il nostro striscione è entrato a San Siro, e un Inter-Udinese con 21 soci tra cui famiglie e bambini. L'Inter ci ha permesso di fare il tour dello stadio, siamo entrati negli spogliatoi... è stata una festa totale. Ma ovviamente l'atmosfera dell'Euroderby in semifinale e la festa in Duomo restano inarrivabili!".

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I numeri record, la beneficenza coi rivali e lo spirito guida

Quanti soci siete riusciti a tesserare quest'anno? C'è partecipazione da parte di donne e ragazzi?

Quest'anno abbiamo toccato il nostro record assoluto: 156 soci! La cosa di cui andiamo più fieri è la grandissima presenza femminile: abbiamo circa 20-25 ragazze tra mogli, compagne e giovani tifose. In questo è stata fondamentale la figura di Cristiana, che è stata la nostra presidente nei primi due anni e ci ha aiutato ad avvicinare le famiglie. Un club non deve essere solo calcio, ma un gruppo di amici.

Oltre a guardare le partite, siete molto attivi sul territorio dal punto di vista sociale, giusto?

Assolutamente. Da tre anni partecipiamo alla 'Partita del Cuore', un triangolare di beneficenza. E lo organizziamo insieme allo Juventus Club e al Milan Club! Ti lascio immaginare quanto sia difficile per noi collaborare con gli juventini (ride, ndr), ma quando si tratta di fare del bene la rivalità sparisce. I fondi vanno ai ragazzi disabili e al reparto pediatrico dell'Ospedale di Modica. Inoltre, abbiamo partecipato a una raccolta fondi per aiutare la comunità di Niscemi dopo la grave frana. Il calcio è bellissimo, ma poter aiutare la propria terra lo è ancora di più.

Per chiudere, c'è un membro della storia dell'Inter in cui il vostro club si immedesima di più?

Senza dubbio Cristian Chivu. Perché quando è arrivato, e durante il suo percorso, nessuno credeva davvero in lui. Eppure, lottando e superando difficoltà enormi, alla fine ha zittito tutti vincendo tutto. Noi ci sentiamo un po' così: nessuno credeva che saremmo riusciti a creare e mantenere un club così numeroso e affiatato partendo da zero nel profondo Sud, e invece abbiamo dimostrato che la passione supera ogni ostacolo.

Il calcio è più di un pallone che rotola su un prato verde

La storia dell'Inter Club Pozzallo è la dimostrazione lampante di come il calcio sia molto più di un pallone che rotola su un prato verde. È il collante che tiene vive le amicizie, che trasforma il ricordo di un compagno scomparso come Giovanni in un'istituzione riconosciuta, e che spinge le persone a superare barriere geografiche e campanilismi storici per aiutare chi ha bisogno. Da Pozzallo a San Siro, passando per la beneficenza e l'aggregazione familiare: una lezione di tifo puro e incondizionato, dove lo spirito di sacrificio di Chivu e la lealtà di Capitan Zanetti si fondono sotto il caldo sole della Sicilia.