Alex Ferguson e il ritorno ad Old Trafford dopo l'emorragia celebrale: "Ero terrorizzato"
In occasione dell'uscita del suo nuovo libro, "Games of My Life" (Le partite della mia vita), Sir Alex Ferguson ha raccontato alla BBC alcuni aneddoti della sua vita, calcistica e non. Tra questi, il toccante momento del ritorno ad Old Trafford dopo aver subito una emorragia celebrale nel 2018.
Sir Alex Ferguson narra il suo ritorno sugli spalti
Nel 2018 Sir Alex Ferguson, ex allenatore del Manchester United, subì una emorragia celebrale. Sopravvisse e si riprese del tutto. Dopo quattro mesi era di nuovo sugli spalti del 'Teatro dei Sogni' per guardare giocare il suo United contro il Wolverhampton. L'uomo che aveva realizzato i sogni dei tifosi dei Red Devils, che aveva vinto 38 trofei in 26 anni, non era sicuro di come sarebbe stato accolto. "Ero terrorizzato. Vorrei poter dire di essere stato a mio agio, ma non lo ero". Non vi erano, in realtà, motivi di preoccupazione: lui e sua moglie Cathy hanno ricevuto una standing ovation prima del fischio d'inizio.
Le cose, però, andarono diversamente perché la squadra, in occasione del match contro i Rangers, era decimata dall'influenza e l'allenatore fece giocare Ferguson titolare. Lui ripagò la fiducia con una tripletta.
Ha anche narrato un curioso aneddoto del periodo in cui il suo Manchester United stava facendo crescere alcuni giovani molto interessanti. Stiamo parlando di Ryan Giggs, Gary Neville, Paul Scholes e anche David Beckham. "Ho mandato Beckham in prestito al Preston North End e pensava che volessi liberarmi di lui. Ma avevamo lavorato duramente per costruire quel gruppo di giovani e loro sono diventati lo spirito dei Red Devils"
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