DerbyDerbyDerby Calcio Estero Argentina nel mirino della FIFA: inchiesta sullo striscione e sugli scontri in finale

Argentina nel mirino della FIFA: inchiesta sullo striscione e sugli scontri in finale

Alex Bianchi
Sotto esame lo striscione politico esposto dall'Argentina dopo la semifinale del Mondiale con l'Inghilterra e gli scontri dopo la finale contro la Spagna

La spedizione Mondiale dell'Argentina rischia di lasciare un segno ben oltre il campo. Dopo settimane di polemiche, la FIFA ha deciso di avviare un procedimento disciplinare che riguarda sia il controverso striscione sulle Isole Falkland, sia gli episodi di tensione verificatisi al termine della finale contro la Spagna.

Argentina, la FIFA avvia l'indagine

La FIFA ha ufficializzato l'apertura di un procedimento disciplinare nei confronti della Federcalcio argentina per una serie di presunte violazioni del Codice disciplinare emerse durante il Mondiale. Secondo quanto riportato dal The Guardian, tra le contestazioni figurano l'utilizzo di un evento sportivo per manifestazioni di natura politca, episodi di cattiva condotta della squadra, comportamenti discriminatori, irregolarità organizzativa e problemi di ordine pubblico legati ad alcune gare disputate dalla Seleccion. L'organismo internazionale ha precisato che tutte le parti coinvolte avranno la possibilità di presentare le proprie memorie difensive prima che il Comitato disciplinare assuma una decisione definitiva.

Il caso della striscione sulle Malvinas e gli scontri dopo la finale

Il primo episodio risale alla semifinale vinta dall'Argentina contro l'Inghilterra ad Atlanta. Al termine dell'incontro, alcuni calciatori hanno mostrato uno striscione con la scritta "Le Malvinas sono argentine", riferimento alla storica disputa territoriale tra Argentina e Regno Unito sulle Isole Falkland, chiamate Malvinas dagli argentini. Il gesto ha provocato immediate reazioni politiche: Downing Street aveva chiesto alla FIFA di intervenire, ricordando che il regolamento vieta l'esposizione di messaggi politici durante le competizioni ufficiali e anche il governo delle Falkland aveva definito il messaggio inappropriato per un contesto sportivo.

LA PLATA, ARGENTINA - 29 LUGLIO: The Wolf, la mascotte ufficiale di Gimnasia y Esgrima La Plata, posa per le foto con una bandiera prima del torneo Clausura Mercado Libre 2026 tra Gimnasia y Esgrima La Plata e River Plate allo stadio Juan Carmelo Zerillo il 29 luglio 2026 a La Plata, Argentina. La bandiera si riferisce al Territorio Britannico d'Oltremare delle Isole Falkland, situato al largo della costa dell'Argentina. L'Argentina contesta la sovranità britannica sulle isole e si riferisce a loro come Las Malvinas. (Foto di Marcelo Endelli/Getty Images)

Il secondo filone dell'indagine riguarda invece quanto accaduto dopo la finale del Mondiale, vinta 1-0 dalla Spagna contro l'Argentina. Al triplice fischio si sono verificati momenti di forte tensione, con una maxi rissa che ha coinvolto giocatori ma anche membri degli staff tecnici: tra i tesserati finiti sotto procedimento figurano Leandro Paredes, Nahuel Molina, Thiago Almada e il vice allenatore Roberto Ayala, accusati a vario titolo di comportamenti violenti o antisportivi. Secondo alcune testate, anche lo spagnolo Gavi sarebbe stato inserito tra i soggetti esaminati per la presunta condotta antisportiva.

Le possibili conseguenze

Al momento non sono state comminate sanzioni. La FIFA darà infatti valutare le difese presentate dai diretti interessati prima di stabilire eventuali multe, squalifiche individuali o provvedimenti nei confronti della Federazione. L'esito del procedimento potrebbe costituire un precedente significativo sull'applicazione delle norme che vietano manifestazioni politiche e comportamenti violenti durante le competizioni internazionali.