Argentina-Svizzera, per l'IFAB il VAR non sarebbe dovuto intervenire nell'episodio del rosso a Embolo
Continua a far parlare, anche quando è finita da una decina di giorni, la Coppa del Mondo. E lo fa, per quanto riguarda le decisioni arbitrali. Perché adesso l'IFAB (International Football Association Board) ha espresso la sua opinione su uno dei casi più controversi dell'intero torneo: l'espulsione di Embolo in Svizzera-Argentina.
L'IFAB interviene sul caso dell'espulsione di Embolo
Quarto di finale del Mondiale, si affrontano la Svizzera e l'Argentina. Dopo l'iniziale vantaggio dell'Albiceleste, con rete di Mac Allister dopo dieci minuti di gara, al 67° del secondo tempo la squadra di Yakin pareggia. Segna Ndoye. Cinque minuti dopo, però, Breel Embolo, attaccante elvetico, viene espulso in seguito ad una doppia ammonizione ricevuta a causa di una simulazione. Inizialmente, però, l'arbitro aveva dato il cartellino giallo all'argentino Paredes. Fu l'intervento del VAR a ribaltare la situazione. Il VAR, infatti, ha modificato il giallo che il direttore di gara aveva dato al giocatore della formazione di Scaloni. Alla fine, rimasta in dieci, la Svizzera si arrese agli assalti di Messi e compagni: che vinsero 3-1 grazie ai gol di Julian Alvarez ed Enzo Fernandez.
Argentina v Zambia - International Friendly
Adesso l'IFAB è voluta intervenire sulla questione per meglio specificare la regola che gli arbitri devono applicare in casi come questo appena descritto. Secondo l'organo indipendente, infatti, "un cartellino giallo, che non sia un secondo, può essere rivisto solo per identificare il giocatore che ha commesso il fallo; il fallo in sé non può essere rivisto oppure modificato". Questo significa che il VAR non ha segnalato all'arbitro la simulazione di Embolo e quindi il giocatore svizzero non avrebbe dovuto ricevere il secondo giallo. Nel corso del Mondiale l'Argentina, che ha poi perso in finale contro la Spagna, ha subito più volte accuse di favoritismi. Alle accuse ha risposto, negandole, il tecnico Scaloni: "Non c'è alcun favoritismo. Sui social media tutto viene esagerato. Al giorno d'oggi, anche le cose più piccole assumono dimensioni sproporzionate. Nel calcio non esistono favoritismi. Visto che siamo nel 2026, con tutta la tecnologia, è impossibile. In fin dei conti, le regole ci sono. Sono chiare".
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